Spesa farmaceutica, in Sicilia 180 euro a persona - QdS

Spesa farmaceutica, in Sicilia 180 euro a persona

Serena Giovanna Grasso

Spesa farmaceutica, in Sicilia 180 euro a persona

venerdì 26 Luglio 2019 - 00:00
Spesa farmaceutica, in Sicilia 180 euro a persona

Osservasalute: nell’Isola si spendono circa dieci € in più che in Italia (172 €). Valori sopra la media in quasi tutte le regioni meridionali. Tra il 2001 e il 2017 nella nostra regione si è registrata una contrazione pari a trenta punti percentuali

PALERMO – Poco superiore a centottanta euro: a tanto ammontava la spesa farmaceutica procapite in Sicilia nel 2017 (precisamente 180,60 euro), circa dieci euro in più rispetto alla media nazionale (172 euro).

Secondo i dati contenuti all’interno del “Rapporto Osservasalute 2018 – Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane”, elaborati a partire dalle analisi condotte dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) in quasi tutte le regioni meridionali si spende più rispetto alla media italiana: infatti, si va dai 181,60 euro di Sardegna e Basilicata ai 199,80 euro della Calabria, ed ancora dai 201,80 euro dell’Abruzzo ai 204,10 euro della Campania.

Valori superiori alla media nazionale si osservano anche nel Lazio (194,60 euro). Mentre il Molise è l’unica regione meridionale a far registrare valori in linea con la media nazionale (169,20 euro). Emilia Romagna (130,90 euro), Veneto (144 euro) e Toscana (144,70 euro) sono le regioni con la spesa farmaceutica più contenuta a livello nazionale. La spesa farmaceutica procapite territoriale rappresenta la spesa relativa ai farmaci a carico del Servizio sanitario nazionale distribuiti dalle farmacie pubbliche e private, comprensiva degli sconti obbligatori di legge e della quota per compartecipazione, incluso il ticket.

L’ammontare, però, non include la spesa farmaceutica derivante dalla distribuzione diretta, cioè la distribuzione dei farmaci da parte delle strutture sanitarie pubbliche in alternativa alle farmacie pubbliche e private, comprendente ad esempio il primo ciclo di terapia alla dimissione ospedaliera o dopo visita ambulatoriale tramite l’erogazione del farmaco direttamente da parte della farmacia dell’ospedale. Inoltre, i dati non comprendono nemmeno la distribuzione per conto, ovvero l’erogazione di farmaci acquistati da parte delle strutture sanitarie e distribuiti, per loro conto, dalle farmacie pubbliche e private.

Nell’arco temporale 2001-2017, tutte le regioni hanno registrato una riduzione della spesa lorda pro capite. A livello nazionale la riduzione è stata pari al 18,1% (da 209,90 euro del 2001 a 172 euro del 2017). In particolare, la Sicilia (-30,6%, dai 260,30 euro del 2001 ai 180,60 euro del 2017), la Liguria (-28,5%), l’Emilia Romagna (-25,6%), la Provincia autonoma di Bolzano (-23,1%), il Lazio (-22,1%), la Valle d’Aosta (-21,1%), la Campania (-20,8%) e la Toscana (-20,3%) hanno avuto riduzioni di spesa pro capite superiori al 20%.

Mentre le regioni con la minore riduzione di spesa sono state la Lombardia (-6,3%) ed il Friuli Venezia Giulia (-6,9%). Per quanto riguarda le variazioni rispetto all’anno precedente in Campania (-6,2%), Puglia (-4,4%) e Sicilia (-4,4%, dai 188,90 euro del 2016 ai 180,60 euro di due anni fa) si registra la maggiore diminuzione percentuale di spesa. Mentre in Liguria (+2,6%), Toscana (+2,2%), Molise (+2%) e Basilicata (+1,7%) nell’ultimo anno la spesa farmaceutica procapite ha subito una variazione al rialzo.

Tra il 2001 e il 2017, è stato il 2007 l’anno in cui è stato possibile osservare la spesa farmaceutica procapite più sostenuta in Sicilia (272,30 euro). Mentre è proprio il 2017 l’anno in cui si toccano i valori minimi, dovuti ad un continuo calo rilevato anno dopo anno già a partire dal 2007.

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