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Spiaggia di Mondello, la Italo Belga cerca bagnini. Esclusi chi ha familiari condannati per mafia

Spiaggia di Mondello, la Italo Belga cerca bagnini. Esclusi chi ha familiari condannati per mafia
La spiaggia di Mondello

La stagione balneare è sempre più vicina e la società che, dopo l’ordinanza del Cga gestirà ancora il litorale della borgata marinara, assumerà personale a questa determinata condizione

Vinta momentaneamente la “querelle” legale sulla gestione della spiaggia di Mondello con un’ordinanza del Consiglio di giustizia amministrativa per la Sicilia, la società Italo Belga che gestirà fino al 30 settembre il litorale della borgata marinara a Palermo, cerca personale per l’imminente stagione balneare. Ma con una caratteristica fondamentale: non dovrà avere nulla a che fare con la mafia.

La condizione per lavorare: niente condanne per mafia, né personali né dei familiari

Ma fissa una condizione tassativa, da autocertificare ma che verrà poi sottoposta a verifiche: gli spiranti bagnini, addetti alla vigilanza e agli ingressi e loro “parenti affini, fino al terzo grado” non devono aver “riportato condanne per associazione per delinquere di stampo mafioso (articolo 416 bis codice penale) o per delitti aggravati ai sensi dell’articolo 416 bis numero 1”. 

Insomma, c’è la volontà di non prestare più il fianco alle ingombranti presenze, nei ranghi aziendali, di quegli oltre venti figli, coniugi, nipoti – tutti incensurati – di esponenti del clan Genova della borgata palermitana di Partanna Mondello.

La condizione – che esclude chi ha parenti pregiudicati come genitori, nonni, zii, figli, nipoti – è dirimente ed escludente: chi non può firmare un’autocertificazione sarà lasciato fuori. 

Il provvedimento del prefetto

Italo Belga era stata prima sottoposta alla prevenzione collaborativa, una misura disposta dal prefetto di Palermo Massimo Mariani proprio per affiancare i vertici societari in un percorso di “depurazione” da fatti di particolare allarme, come le assunzioni, tra gli stagionali, di persone legate alle cosche locali.

La misura, che prevede che fino a dicembre ci siano tre commissari a vigilare, era stata diretta anche a far interrompere ogni rapporto con la Gm Edil, azienda direttamente riconducibile ai Genova e poi sottoposta a interdittiva antimafia. 

La revoca della Regione, il ricorso al Tar e la decisione della Cga

La situazione, ritenuta ambigua, della Italo Belga, concessionaria della spiaggia della borgata marinara palermitana dal 1912, aveva poi comunque portato la Regione siciliana a revocare la concessione: il Tar, in sede cautelare, aveva respinto il ricorso della società, mentre il Cga, con due diversi provvedimenti, aveva prima sospeso temporaneamente la revoca e poi l’ha congelata fino al 30 settembre.

Una decisione, molto criticata dal centrosinistra e dal Pd, legata però alla disorganizzazione nella conduzione dell’arenile da parte di Regione e Comune che avrebbero voluto rispettivamente affidare la spiaggia a 13 diversi gestori e organizzarne pulizia e ordine pubblico per soli due mesi e con una somma di appena 200mila euro, presa dai fondi di riserva comunali.

Situazione ingestibile, secondo il Cga, ma ora la reintegrazione non esime la Italo Belga dall’obbligo di evitare alcune delle principali cause di sospetto sulla propria compagine: da qui la stringente autocertificazione richiesta ai futuri 128 dipendenti stagionali, che si sono pure impegnati “a comunicare tempestivamente all’azienda eventuali variazioni della situazione soggettiva oggetto” delle loro dichiarazioni.

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