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Sport, in Sicilia un “lusso” per pochi: appena un impianto ogni mille abitanti

Sport, in Sicilia un “lusso” per pochi: appena un impianto ogni mille abitanti

Secondo l’Istituto per il credito sportivo sono 4.923 le strutture, ma il 17 per cento non è efficiente. Peggio soltanto la Puglia, mentre le medaglie vanno alla Valle D’Aosta e al Trentino

PALERMO – In Sicilia il tempo libero è un lusso sempre più raro. Non solo per ragioni economiche o occupazionali, ma per un dato strutturale che emerge con chiarezza dal Rapporto Sport 2025 di Icsc, l’Istituto per il credito sportivo e culturale. L’Isola sconta una cronica carenza di impianti sportivi, una rete fragile che comprime le opportunità di pratica e rende lo sport in Sicilia un diritto spesso solo teorico. Il quadro che riguarda il Mezzogiorno è già di per sé critico, ma la Sicilia si colloca tra le realtà più esposte.

Carenza di impianti sportivi e strutture obsolete in Sicilia

La densità di impianti per abitante resta inferiore alla media nazionale, mentre la quota di strutture vetuste o in condizioni non ottimali è particolarmente elevata. In alcune aree del Sud, la percentuale di impianti non funzionanti o con gravi limitazioni raggiunge valori che superano il 15%, con punte che sfiorano il 19%. In questo contesto, la Sicilia rappresenta uno dei territori dove il deficit infrastrutturale sportivo si traduce direttamente in minori opportunità di accesso allo sport.

Tempo libero e sport: meno opportunità per giovani e famiglie

Il risultato è un tempo libero compresso, sacrificato, spesso sostituito da attività passive. La mancanza di palestre scolastiche adeguate, di campi polivalenti moderni, di piscine pubbliche efficienti e di spazi all’aperto attrezzati limita drasticamente le possibilità di pratica sportiva, soprattutto per giovani e adolescenti. In molte realtà siciliane, l’unica alternativa resta l’offerta privata, con costi che non tutte le famiglie possono sostenere. Intanto la Sicilia conta su 4.923 strutture sportive, appena 1,03 ogni mille abitanti. Peggio in Italia fa soltanto la Puglia, mentre in valle D’Aosta se ne contano più di 4 e nel Trentino più di 2.

Impianti sportivi inutilizzabili: dati e criticità in Sicilia

Ma il dato peggiora se poi si fa la conta di quelli effettivi, cioè utilizzabili. In Sicilia addirittura il 17% di queste strutture non risulta efficiente, quindi l’indice ogni mille abitanti di abbassa allo 0,85, il peggiore d’Italia. Non va meglio se si analizza gli spazi dedicati allo sport, quindi contando anche aree all’aperto. In Sicilia ci sono appena 8.171 di questi spazi, 1,71 ogni mille abitanti. Peggio soltanto la Campania, mentre ben 7 regioni hanno almeno un indice pari a 3 o superiore. Altro dato che risalta è che la Sicilia ha tra il più alto numero di impianti sportivi attivi privati: ben il 38%, solo il Lazio ha un numero superiore a questo. E questo significa che per i siciliani ci sono anche meno occasioni di poter godere a costi bassi, o nulli, di un impianto sportivo.

Impatto economico e sociale della carenza di strutture sportive

L’effetto domino è evidente: meno impianti significa meno associazioni, meno corsi, meno competizioni locali. Significa anche minore capacità di intercettare fondi, di organizzare eventi, di generare indotto economico. Il tempo libero, che dovrebbe essere spazio di crescita personale, salute e coesione sociale, diventa così un tempo “residuale”, subordinato a un sistema che non offre infrastrutture adeguate.

Divario Nord-Sud e qualità degli impianti sportivi

Il divario rispetto al Centro-Nord è netto. Laddove le regioni settentrionali possono contare su una rete capillare e spesso rinnovata di strutture sportive, la Sicilia continua a fare i conti con impianti costruiti decenni fa, talvolta privi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Non si tratta solo di quantità, ma di qualità: spogliatoi inadeguati, barriere architettoniche non abbattute, inefficienza energetica. Tutti elementi che scoraggiano la partecipazione e rendono difficile la gestione.

Sedentarietà e salute: le conseguenze della mancanza di sport

La carenza infrastrutturale incide anche sui livelli di pratica sportiva. Dove gli impianti sono pochi e mal distribuiti, l’attività fisica regolare tende a diminuire. E questo ha ricadute dirette sulla salute pubblica. In Sicilia, come in altre regioni meridionali, i tassi di sedentarietà restano elevati, in particolare tra le fasce più giovani e nelle aree periferiche. La mancanza di spazi accessibili e sicuri per lo sport allunga l’ombra della disuguaglianza sociale.

Comuni in difficoltà e investimenti negli impianti sportivi

C’è poi il nodo dei comuni. Molti enti locali siciliani si trovano in difficoltà finanziaria e faticano a investire nella riqualificazione degli impianti sportivi esistenti o nella costruzione di nuove strutture. Il patrimonio sportivo pubblico, in assenza di risorse, si deteriora progressivamente. E quando un impianto chiude, raramente viene sostituito in tempi brevi. Il tempo libero si restringe ulteriormente.

Sport e inclusione sociale: un diritto ancora limitato

Il tema non riguarda solo lo sport agonistico. In gioco c’è il diritto alla socialità. Un campo da calcio, una palestra, una piscina sono presidi sociali, luoghi di incontro e integrazione. In molte periferie siciliane, l’assenza di queste strutture lascia un vuoto che difficilmente viene colmato da altre offerte culturali o ricreative.

Investire nello sport in Sicilia: una priorità per il futuro

Eppure la domanda c’è. La Sicilia è una regione giovane rispetto alla media nazionale, con una forte tradizione sportiva e un tessuto associativo che, nonostante le difficoltà, continua a operare. Ma senza infrastrutture adeguate, l’entusiasmo rischia di spegnersi. Le società dilettantistiche sono spesso costrette a condividere spazi insufficienti, a programmare allenamenti in orari penalizzanti, a rinunciare a iscrivere nuove leve per mancanza di disponibilità.

Il tempo libero compresso diventa così una fotografia di un divario più ampio: economico, sociale, territoriale. Investire in impianti sportivi in Sicilia non è solo una questione di cemento e bilanci, ma una scelta strategica per il benessere collettivo. Significa liberare tempo di qualità, restituire opportunità ai giovani, contrastare la sedentarietà e rafforzare il tessuto comunitario.