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Stellantis, Fim: serve svolta concreta per l’Italia nel nuovo Piano

Stellantis, Fim: serve svolta concreta per l’Italia nel nuovo Piano

Chiesti investimenti e modelli. No a chiusure o licenziamenti

Milano, 11 mag. (askanews) – Una “svolta concreta” per lo sviluppo di Stellantis in Italia, con nuovi investimenti, modelli e garanzie su stabilimenti e occupazione. È la richiesta del Coordinamento nazionale Fim-Cisl in vista dell’Investor Day di Stellantis il 21 maggio a Detroit. Il sindacato chiede che il piano industriale riconfermi il ruolo dell’Italia nella strategia del gruppo, con l’impegno a non chiudere stabilimenti o attività produttive e a non ricorrere a licenziamenti.

La Fim sollecita la conferma degli impegni su progettazione, ricerca e produzioni dei brand italiani – Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Maserati – oltre che dei veicoli commerciali, delle motorizzazioni e della produzione in Italia dei modelli Jeep per l’Europa. Il sindacato chiede investimenti su nuove piattaforme, modelli, ricerca, digitalizzazione ed elettrico, con un cronoprogramma preciso su lanci, volumi e ricadute occupazionali, e garanzie per l’indotto.

Per Cassino, sito che desta maggiore preoccupazione, la Fim ricorda che lo stabilimento attende da tempo lanci più volte annunciati e altrettante volte rinviati. Oltre a Maserati Grecale già in produzione, la Fim chiede tempi certi per le nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia, elettriche e ibride, la cui uscita è stata ripetutamente sospesa, e la conferma di un terzo modello premium su piattaforma Large previsto dal 2027.

A Mirafiori, dove sono in produzione la 500 elettrica e ibrida, la Fim chiede un nuovo modello di largo consumo o vetture elettriche e ibride di piccole dimensioni, e la conferma del nuovo modello 500 annunciato per il 2030, anticipandone i tempi. A Pomigliano, che produce Panda e Alfa Romeo Tonale, vengono chiesti due nuovi modelli compatti su Stla Small dal 2028 e la nuova Pandina, anche in questo caso anticipando i tempi. A Melfi, dove sono già assegnati DS8, Jeep Compass, DS7 e Lancia Gamma, il sindacato chiede chiarezza su brand e tipologia del nuovo modello previsto entro il 2028.

Per gli altri siti — Modena, Atessa, Termoli, Pratola Serra e Verrone — le richieste riguardano il rafforzamento delle missioni produttive attuali, nuovi modelli o motorizzazioni assegnate e investimenti per accompagnare la transizione verso l’elettrico.

La Fim chiede infine un confronto sindacale prima della presentazione del piano e verifiche periodiche. Sul quadro europeo rilancia neutralità tecnologica e un piano auto Ue sostenuto da debito comune e risorse “paragonabili” al Next Generation Eu, avvertendo che requisiti “made in Europe”, senza incentivi e strategia industriale, rischiano di essere inefficaci. La Fim richiama inoltre il governo a fare la propria parte con politiche industriali concrete per l’automotive: no ai tagli sui fondi al settore e più risorse per ammortizzatori sociali, riduzione del costo dell’energia, indotto e componentistica.