Roma, 23 ott. (askanews) – Persistono le tensioni sulla rete distributiva ortofrutticola e ittica italiana a causa delle proteste di autotrasportatori e agricoltori. Un quadro complesso che sta determinando forti ritardi e carenze di prodotto, in particolare sui mercati del Nord Italia per i beni provenienti dalle regioni meridionali come Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Ma anche questa settimana, secondo il bollettino de La Borsa della Spesa, il servizio settimanale di BMTI e Italmercati, sul fronte dell’offerta ortofrutticola la continuità dei consumi è comunque sostenuta dalle giacenze di prodotti locali o a lunga e media conservazione.
Per quanto riguarda il comparto frutticolo, il mercato all’ingrosso delle mele si mantiene stabile. La stagione della varietà annurca campana si apre sui 2 euro/kg mentre la Fuji dell’Emilia-Romagna varia tra 1,75 e 1,80 euro/Kg, per la produzione di pianura e per quella di montagna, a fronte di quotazioni stabili per la Golden e la Renetta del Trentino attorno a 1,90 euro/kg. Le temperature più fresche portano in aumento la domanda di cachi e melograni, con il caco comune all’ingrosso tra 1,50 e 2 euro/kg e i melograni italiani compresi tra 2 e 2,30 euro/kg. Nella fase finale la campagna delle susine mentre continua la produzione di Angeleno e October Sun, tipiche varietà autunnali, entrambe a 1,50 euro/kg.
Le castagne registrano quotazioni in rialzo rispetto allo scorso anno a causa di una diminuzione della produzione, partendo da 4,50-5 euro/kg per i calibri maggiori fino a scendere a 2,50-3 euro/kg per la pezzatura più piccola. Nel settore degli ortaggi si evidenzia la contrazione dell’offerta siciliana, che impatta sulla disponibilità di prodotto presente nei mercati. L’andamento mite delle temperature sta mantenendo la produzione di coltivazioni estive, quali zucchine e ortaggi a foglia, anche nelle regioni settentrionale permettendo l’approvvigionamento nelle città del nord e del centro con i prodotti locali.
In particolare, le zucchine scure lunghe stabili attorno a 1 euro/kg e le melanzane tra 1,30 e 1,70 euro/kg. Si segnala, inoltre, un deciso calo dei listini all’ingrosso per le insalate. In particolare, le lattughe si attestano tra 1,50 e 1,90 euro/kg, mentre le indivie scendono sotto i 2 euro/kg.
Per quanto riguarda il settore ittico, le imbarcazioni di maggiori dimensioni a traino stanno uscendo in mare meno frequentemente determinando un calo della disponibilità di un elevato numero di prodotti. Restano disponibili i prodotti della pesca costiera del Mar Adriatico. C’è una buona disponibilità di mazzancolle, all’ingrosso tra i 10 e i 16 euro/kg a seconda della pezzatura e di triglie di fango adriatiche all’ingrosso tra i 2 e gli 8 euro/kg a seconda della taglia, con una presenza marginale di lampuga della piccola pesca tra gli 8 e i 10 euro/kg. Mantiene infine un andamento stabile il mercato dell’orata di allevamento, con prezzi compresi tra 11 e 13 euro/kg per la taglia commerciale da 400-600 grammi.
Infine, tra le carni, dopo i cali delle scorse settimane, si sono assestati i prezzi del quarto posteriore di vitellone, tra 9,94-10,34 euro/kg. Stabili anche i prezzi all’ingrosso del petto di pollo, tra 8,40-8,80 euro/kg e della fesa di tacchino, tra 9,40-9,80 euro/kg grazie ad un mercato in equilibrio.

