Strage di migranti a Melilla: diversi morti e feriti alla frontiera - QdS

Strage di migranti a Melilla: 27 persone soffocate dalla calca nel tentativo di superare la “frontiera”

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Strage di migranti a Melilla: 27 persone soffocate dalla calca nel tentativo di superare la “frontiera”

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domenica 26 Giugno 2022 - 17:27

Una strage che riaccende il dibattito sull'immigrazione e le politiche migratorie a Melilla e non solo.

Sarebbe di almeno 37 morti il bilancio della strage di migranti avvenuta a Melilla, enclave spagnola nel nord africa. Al confine tra Spagna e Marocco, decine di persone sarebbero rimaste soffocate o ferite nel tentativo di superare la “frontiera spagnola” e raggiungere l’Europa.

Una vicenda terrificante, che in queste ore autorità e Ong raccontano con orrore e che riaccende il dibattito sull’immigrazione e le politiche migratorie in Spagna come nel resto d’Europa.

Strage di migranti a Melilla: cosa è accaduto

L’episodio si sarebbe verificato lo scorso venerdì all’alba. Migliaia di migranti avrebbero tentato di scavalcare la recinzione di Melilla.

I migranti, per la maggior parte provenienti dall’Africa subsahariana, avrebbero provato a superare la rete – alta circa 6 metri – che separa Nador (Marocco) dall’enclave spagnola di Melilla. Lì, però, si sarebbero scontrati con la polizia marocchina. Il tentativo di repressione dalle forze dell’ordine nordafricane, però, si sarebbe concluso con diversi feriti e morti.

Circa 37 persone, infatti, sembrano essere morte per soffocamento a causa della calca; più di un centinaio di migranti, invece, sarebbe rimasti feriti (circa 13 sarebbero in gravi condizioni). Tra i feriti ci sarebbero anche 140 poliziotti marocchini e 49 membri della Guardia Civil spagnola, inviata sul posto per seguire la vicenda e limitare gli ingressi.

Secondo le autorità di Rabat, le vittime sarebbero circa 18 ma le Ong e altre fonti umanitarie parlano di un numero più alto: almeno 37 morti.

La denuncia di Ong e attivisti e la replica di Sánchez

A parlare dell’episodio con tono di denuncia è stata la nota giornalista attivista spagnola Helena Maleno Garzón, portavoce di “Caminando Fronteras“, secondo la quale la cifra potrebbe ancora aumentare nelle prossime ore.

Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha commentato la strage di Melilla parlando di “un assalto violento e organizzato”, visto come un “attacco all’integrità territoriale della Spagna”. Il politico spagnolo ritiene anche che dietro la massiccia migrazione dal Marocco (e più in generale dall’Africa) alla Spagna ci siano solo “mafie” e trafficanti di esseri umani.

Una visione non condivisa dalle Ong e dagli attivisti per i diritti umani. Sea Watch ha commentato così la strage avvenuta a Melilla: “Un pensiero alle vittime della strage di Melilla e ai loro cari. I muri eretti dalla fortezza Europa uccidono ancora”.

Fonte immagine: Ansa

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