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Strage di Monreale, la folle corsa di vittime e carnefici dopo la sparatoria ripresa dalle telecamere

Strage di Monreale, la folle corsa di vittime e carnefici dopo la sparatoria ripresa dalle telecamere
Sparatoria – foto sera Strage di Monreale

Istanti brevi e drammatici dopo il massacro dello scorso aprile a Monreale sono stati ripresi dalle telecamere di un esercizio commerciale di corso Calatafimi alta a Palermo dove sono inquadrati tre scooter. Da una parte le vittime dall’altra gli autori. In uno di questi scooter c’è Massimo Pirozzo accompagnato da M.A. all’ospedale Ingrassia. Una corsa contro il tempo: “Masì non mollare! Non mollare Masì… stiamo arrivando”, dice l’amico a una delle tre vittime della terribile notte tra il 26 e il 27 aprile, mentre si trovano in sella a uno scooter preso al volo subito dopo la sparatoria. Sono le 1.33, due minuti dopo la fine del massacro. Quando il ventiseienne arriva in ospedale è troppo tardi.

Strage di Monreale, “Faccilla ghiccare a primo i tutti”

Nel frattempo la stessa telecamera riprende poco dopo il passaggio di uno scooter bianco, in sella ci sono due ragazzi di Borgo Nuovo: tra loro M.A. cugino di uno dei giovani arrestati, Samuel Acquisto. M.A. è indagato in un filone parallelo alla strage di Monreale: sarebbe stato lui ad accendere la miccia che ha scatenato la rissa. Subito dopo passa una moto Bmw Gs nera, nero dove a bordo ci sono Salvatore Acquisto come conducente, Salvatore Calvaruso, Mattias Conti e un quarto ragazzo identificato come M.D.F. cugino di Calvaruso. I primi tre dovranno rispondere del reato di strage.

“A viristi ca a chiuivu già”, dice uno dei giovani. La moto e l’Sh bianco si incontrano: M. D. F. scende dalla motocicletta e sale sullo scooter: “Oh figghiò, figghiò, figghiò, veloce!” dice uno di loro prima di ripartire insieme. Poi un urlo: “Faccilla ghiccare a primo i tutti”. Una frase che, secondo gli investigatori, potrebbe riferirsi alle armi utilizzate nella strage

I tre ragazzi dello Zen rientrano nel quartiere così da liberarsi di scooter e armi mentre M.A. va all’Olivella dove raggiunge degli amici in un locale accanto a “O’Scruscio” quello dove a ottobre è stato ucciso il ventunenne Paolo Taormina. Tutti questi elementi fanno parte degli atti dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, notificato prima di Capodanno, con la quale la Procura di Palermo ha concluso gli accertamenti sulla strage di Monreale avvenuta lo scorso aprile.

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