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Strage di via D’Amelio, Schifani: “Fare piena luce nel rispetto delle vittime, delle loro famiglie e dei siciliani onesti”

Strage di via D’Amelio, Schifani: “Fare piena luce nel rispetto delle vittime, delle loro famiglie e dei siciliani onesti”
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Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha parlato così a margine dell’evento organizzato dalla Associazione nazionale magistrati, nella Corte di assise di Palermo

Tra due giorni, domenica 19 luglio, saranno passati 34 anni dalla strage di via d’Amelio. Una ferita che sanguina ancora e che mai si rimaginerà del tutto. Nell’attentato ordito dalla mafia, persero la vita il giudice, Paolo Borsellino e 5 agenti della sua scorta: Agostino Catalano (assistente capo), Emanuela Loi (agente, la prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Claudio Traina (agente scelto), Vincenzo Fabio Li Muli (agente) e Walter Eddie Cosina (agente scelto).

Schifani: “Pagina oscura della storia repubblicana. Un dovere fare piena luce”

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a margine dell’evento organizzato dalla Associazione nazionale magistrati, nella Corte di assise di Palermo, a due giorni dal 34esimo anniversario, ha espresso il proprio pensiero in merito alla strage di via d’Amelio, sottolineando come si debba fare piena luce sulla vicenda nel rispetto delle vittime, delle loro famiglie e di tutti i siciliani che credono ancora nella giustizia. “La strage di via D’Amelio è una delle pagine più oscure della nostra storia repubblicana. Fare piena luce è un dovere morale dello Stato. Lo dobbiamo non soltanto ai familiari delle vittime, ma anche a tutti i siciliani onesti che dopo tanti anni chiedono ancora di conoscere la verità”.

“Le vittime di via D’Amelio un esempio di coraggio e amore per la nostra terra: siano sempre modello”

Al termine dell’incontro è stata inaugurata la mostra “Le rose spezzate. Speciale stragi”. “Il sacrificio di questi servitori dello Stato – ha aggiunto Schifani – resta un esempio straordinario di coraggio, di senso delle istituzioni e di amore per la nostra terra. Sono un modello che deve continuare a ispirare le nostre azioni, in particolare quelle di chi ricopre un incarico pubblico. Gli ultimi episodi di cronaca – ha concluso il presidente – dimostrano che non possiamo abbassare la guardia. Ringrazio la magistratura e le forze dell’ordine per il lavoro straordinario che compiono quotidianamente. Occorre proseguire con fermezza sulla strada del rigore e della legalità”. 

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