Cateno De Luca ha presentato alla stampa i suoi ultimi due arruolamenti e la cravatta ricevuta in dono da Carolina Varchi ad una cena organizzativa con le parti che hanno avviato un dialogo ormai proficuo ed intenso per ogni scheda elettorale delle prossime urne.
Cravatta a parte, al fianco del sindaco di Taormina, ormai quotidianamente ospite o citazione della stampa e dei salotti televisivi nazionali, ci sono Andrea Messina e Mimmo Rotella. Il primo, attuale deputato regionale, dal primo novembre risulterà ufficialmente Sud chiama Nord. Il secondo è invece un ritorno alla ribalta dell’ex assessore regionale al Turismo del governo Capodicasa e vanta “35 anni senza mai ricevere un avviso di garanzia”.
I nuovi arrivi in Sud chiama Nord
Il partito autonomista, sturziano, post ideologico di Cateno De Luca, che torna da Roma con un mandato e la clausola “mani libere” per operare in Sicilia, acquisisce così un ex assessore dell’attuale governo, scranno utile all’Ars ed elemento di ulteriore erosione alla Dc con Messina, ed un ex assessore che rievoca la legislatura del primo governo siciliano di sinistra con Rotella.
Una nota a parte merita però la parabola di Andrea Messina, deputato e assessore regionale alle Autonomie locali e della Funzione pubblica per la Dc a novembre del 2022, solo deputato democristiano all’Ars a novembre del 2025, deputato in quota De Luca a novembre del 2026. L’oggetto della conferenza stampa di Cateno De Luca però non è la presentazione dei due nuovi nomi di peso nella galassia del Governo di Liberazione, né l’ostentazione della cravatta.
De Luca: “Apriamo una nuova fase”
“Noi apriamo una nuova fase, lo avevamo preannunciato”, dice il leader del progetto Governo di liberazione spiegando ai giornalisti il motivo della conferenza. La nuova fase in cui entra il progetto “riguarda la strategia di realizzare all’interno del parlamento siciliano un altro gruppo a sostegno del Governo di liberazione”.
De Luca, che dice di non occuparsi “degli starnuti di alcuni leader regionali del centrodestra”, ribadisce di essere candidato alla Presidenza della Regione ma non in virtù di accordi di sostegno del centrodestra. Probabilmente le mani libere di cui si parla riguardano proprio il non ostruzionismo alla corsa solitaria del leader di Sud chiama Nord che porta con sé il patrimonio elettorale al centrodestra per le politiche – a discapito di Roberto Vannacci – e l’antagonismo con il centrosinistra che intanto stenta a decidere cosa fare ed a chi affidarne la responsabilità.
“Non sarò candidato di questo centrodestra siciliano”
“Registriamo alcuni starnuti che ci sono stati – dice De Luca – tra Forza Italia, la Lega, che hanno sprecato fiato perché non ho chiesto loro di essere il loro candidato, perché non sarò il candidato di questo centrodestra siciliano”. Cateno, oggi più maturo ma non meno “sCateno”, afferma che l’accordo nazionale con la coalizione di centrodestra “ha una premessa: mani libere in Sicilia”.
Le argomentazioni del sindaco di Taormina intercettano – e forse hanno anticipato – quelle in agenda anche in Forza Italia sulla necessità di svecchiamento del partito da cui ha preso il via il braccio di ferro tra Schifani e Tajani.
“È ovvio che una revisione complessiva – dice De Luca – a destra e a sinistra va fatta, perché l’aria è stantia da un lato e dall’altro”.
L’agenda di De Luca
La sequenza di conferenze stampa di Cateno De Luca non si ferma (domani una anche ad Agrigento), ma il grande evento, con nomi da cartellone come Ignazio La Russa e forse anche Giorgia Meloni, è quello dell’assemblea nazionale che si svolgerà dal 27 al 29 ottobre.
Alla presentazione capitolina del progetto nazionale sono stati invitati i leader di tutti i partiti. Poi, da novembre, come dice Cateno De Luca, “si aprirà il cantiere”. Su una cosa il sindaco di Taormina ha sicuramente le idee chiarissime, forse più di altri: “Siamo in campagna elettorale”.
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