Sviluppo sostenibile, presentato a Tremestieri il progetto "Catania a Colori" - QdS

Sviluppo sostenibile, presentato a Tremestieri il progetto “Catania a Colori”

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Sviluppo sostenibile, presentato a Tremestieri il progetto “Catania a Colori”

Vittorio Sangiorgi  |
venerdì 18 Febbraio 2022 - 14:52

L’iniziativa è stata pensata per declinare, sul territorio metropolitano, la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, in attuazione dell’Agenda 2030 dell’ONU.

É stato presentato stamane a Tremestieri Etneo, presso il Centro direzionale Novaluce, il progetto “Catania a colori. L’Agenda della Città metropolitana di Catania per lo sviluppo sostenibile”, promosso dal Ministero della Transizione Ecologica e realizzato dalla Città Metropolitana di Catania con l’assistenza tecnica della società STEP – Strategic Team of Planning e dal Consorzio Solidalia.

L’iniziativa è stata pensata per declinare, sul territorio metropolitano, la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, in attuazione dell’Agenda 2030 dell’ONU. Quello di oggi, spiegano gli organizzatori, è stato il primo passo di un percorso che porterà alla costruzione di una strategia locale per lo sviluppo sostenibile. Strategia che cercherà di cogliere la complessità e la ricchezza del territorio, coinvolgendo tutte le componenti della società.

Nei numerosi interventi di attori istituzionali e specialisti del settore he cureranno questo progetto è emerso, con forza, il richiamo alle 5 P dello sviluppo sostenibile, vere e proprie stelle polari del percorso: persone, prosperità, pace, partnership e pianeta.

Le istituzioni: ministero e città metropolitana

“Questo percorso, ha evidenziato Anna Bombonato AT Sogesid presso il Ministero della Transizione Ecologica si innesta in un processo complessivo che parte da lontano, cioè dall’agenda 2030, sottoscritta, nel 2015, dai 193 paesi aderenti alle nazioni unite. Partendo dall’imput dell’allora Ministero dell’Ambiente, il progetto ha voluto coinvolgere da subito regioni, provincie autonome e società civile. I territori, prosegue Bombonato, sono stati supportati tramite una stretta collaborazione. Quello delle interconnessioni, infatti, è un tema importante perché l’agenda 2030 coinvolge, per la prima volta tutti i livelli della sostenibilità. Le agende sono nuovo dispositivo, da intendere come integrazione degli strumenti di pianificazione oggi esistenti”.

“L’obiettivo, conclude la referente del Ministero della Transizione Ecologica, è quello di irrobustire e qualificare gli strumenti della sostenibilità, ma anche di operare nell’ottica della gestione dei fondi, vedasi quelli del Pnrr. La Città metropolitana può essere, un importante punto di riferimento. La strategia nazionale sviluppo sostenibile è nel pieno del processo di revisione. Sarà approvata nella primavera 2022 e costituirà un miglioramento ed un arricchimento di quella del 2017”.

Un ruolo significativo sarà, ovviamente, svolto dalla Città Metropolitana. Lo sottolinea Giacomo Giusto, direttore del progetto “Catania a colori” per l’ente locale. “Sarà importante, dice, il coinvolgimento territorio perché la partnership è uno dei pilastri dell’agenda 2030. È un valore in sé oltre che una strategia. Fondamentale la cooperazione con istituzioni e società civile, utilizzando le reti già esistenti. Il coinvolgimento, aggiunge Giusto, deve andare oltre la costruzione in sede di attuazione dell’agenda, per rendere duraturo il progetto. Si tratta di una grande occasione per guardare oltre l’emergenza e verso il miglioramento qualità della vita. Sarà anche un’opportunità per dare risposte concrete. Ci sono le condizioni, sia motivazionali che strumentali, per affrontare questa sfida”.

Compito della Città Metropolitana sarà anche quello di agire concretamente presso la società, per far sì che la transizione ecologica venga vista come un’opportunità e non come un peso. Ma soprattutto si dovrà evitare che a pagare questo processo siano soltanto cittadini, famiglie e imprese: “Il nostro compito, commenta Giusto, sarà quello di fungere da coordinatori e facilitatori sul territorio, per dare una nuova impronta al nostro sviluppo. Dopo le tante occasioni perse questa deve essere sfruttata pienamente, coniugando l’aspetto ideale e motivazionale a quello concreto dei progetti, che potranno essere replicati sul territorio. Noi faremo di tutto per facilitare lo sviluppo e la realizzazione di questo percorso”.

Particolarmente rilevante il confronto con Carmelo Casano, referente tecnico dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile della Città Metropolitana di Messina. Il territorio peloritano, infatti, ha già fatto parecchi passi in avanti verso l’obiettivo finale. Un percorso, rivendica Casano, che seppur frenato dalla pandemia ha raggiunto diversi traguardi. “Dal gennaio 2021, dopo la pausa forzata causa Covid, abbiamo previsto e realizzato sei idee da cui sono scaturiti altrettanti laboratori: rete di cittadinanza, progetto riforestazione, monitoraggio dell’inquinamento, riduzione della plastica a scuola. Inoltre abbiamo realizzato due laboratori tecnici: uno sul Pnrr, molto apprezzato e seguito dai comuni, l’altro sullo stato di salute dello Stretto di Messina. A marzo, spiega, scriveremo l’agenda metropolitana. Ad aprile, invece, dai laboratori scaturiranno due azioni. Quella denominata città del ragazzo, che mira all’inclusione sociale attraverso spazio urbano sostenibile e quella riguardante il turismo ecosostenibile. Come sono stati recepiti? C’è stata una forte e positiva risposta da società civile e istituzioni locali.

Le società coinvolte: rapporto con il territorio e mediazione tra istituzioni e cittadini

A fornire l’indispensabile assistenza tecnica ci sarà la società STEP. Il project manager Gildo La Barbera pone l’accento sulle opportunità di cambiamento: “Il Pnrr e il ciclo di programmazione 2021-27 sono occasioni favorevoli, ma bisogna avere la capacità di individuare e raggiungere degli obiettivi ben precisi. Sarà fondamentale analizzare il territorio, tra potenzialità e punti debolezza. Dovremo, quindi, capire dove il territorio vuole andare. Vogliamo farlo con azioni di concertazione e sensibilizzazione”.

A rafforzare il percorso verso lo sviluppo sostenibile ci sono anche le recenti modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione. “Nell’articolo 9, sottolinea La Barbera, l’ambiente è entrato come valore costituzionale da tutelare, guardando alle future generazioni. Nel caso dell’articolo 41, si coniuga l’iniziativa economia con la difesa e la tutela dell’ambiente. Non deve essere un freno alla stessa, ma un punto di riferimento. La sfida più importante per STEP sarà quella di mediare tra cittadini ed istituzioni: “Non è una sfida semplice, anche perché spesso si ha a che fare con territori disincantati. Quindi è importante coinvolgerli, parlare lo stesso linguaggio e far capire che non si tratta di elementi astratti, ma che si può davvero fare qualcosa di concreto. Per fare questo abbiamo messo insieme un gruppo di lavoro che comprende esperti nell’ambito dello sviluppo economico, della mobilità sostenibile, dell’ecologia e dei beni culturali. Ma anche, conclude, esperti di comunicazione che sapranno come interloquire con i territori. Lo faremo attraverso una campagna di sensibilizzazione nelle scuole, ma anche tramite un ciclo di spot su televisioni e social media”.

Vittorio Sangiorgi

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