All’interno del decreto sul taglio delle accise, firmato dal Prescindente della Repubblica Mattarella e pubblicato in Gazzetta, la data di scadenza della misura che mantiene stabile il prezzo del carburante è stata al 10 maggio, e non al 22 dello stesso mese come era stato invece annunciato dalla premier, Giorgia Meloni.
Una discrepanza di date dunque piuttosto imponente, che nelle ultime ore ha acceso le luci dei riflettori. Quali sono i motivi di questa scadenza anticipata? Perché non è stata comunicata dalla Meloni? Bisogna fare chiarezza e, per riuscirci, serve evidenziare come il Governo abbia già risposto a questo quesito, spiegando come il prolungamento della misura già annunciata, dunque una taglia accise fino al 22 maggio, è previsto anche se slittato. L’esecutivo infatti, sta aspettando di trovare le coperture e, in particolare, aspetta di calcolare gli introiti extra che proverranno presto dall’Iva sui carburanti. Solo a quel punto, il decreto sarà prorogato (probabilmente) in data 22 maggio, come dichiarato nelle scorse ore da Giorgia Meloni.
Le recenti stime di Giorgia Meloni su proroga taglio delle accise
La Meloni infatti, in conferenza stampa nei giorni scorsi aveva dichiarato:” Il Cdm ha licenziato la proroga del taglio delle accise per altre tre settimane. Lo abbiamo fatto con una differenza rispetto al passato. C’è una sproporzione importante fra l’aumento del gasolio e l’aumento della benzina in queste settimane. La benzina è aumentata del 6%, il gasolio del 24%”.
Una dichiarazione poi diversa da quanto accaduto, con la proroga che è arrivata solo in parte e con ultima data quella del 10 maggio come conclusione del taglio accise. Il tutto, con una dotazione da circa 146 mln di euro per coprire i mancati introiti dalle tasse provenienti in “periodi normali riguardo la vendita” del carburante.
Cosa sta aspettando il Governo: anche l’Antitrust nei conti in attesa della nuova proroga
Quali sono invece nel dettaglio le coperture che starebbe aspettando il Governo per poi estendere il taglio accise fino al 22 maggio, slittando dunque di altre due settimane scarse la recente proroga del decreto fino al 10 maggio? Come già accennato, il Governo si è solo preso più tempo per trovare delle coperture dovute all’Iva sui carburanti, ma non solo. Nelle attese, anche le multe dell’Antitrust. In sintesi, possiamo dire come il Governo, stia aspettando queste condizioni al fine di prorogare l’attuale taglio delle accise fino al 22 maggio:
- L’iva su carburanti
- Le multe dell’Antitrust
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