Taormina, Asm ancora in attesa della liquidazione - QdS

Taormina, Asm ancora in attesa della liquidazione

Massimo Mobilia

Taormina, Asm ancora in attesa della liquidazione

mercoledì 28 Ottobre 2020 - 00:01
Taormina, Asm ancora in attesa della liquidazione

Il commissario della municipalizzata di Taormina accusa l’ufficio tecnico di non liquidare le fatture. Urge una risoluzione dello status della partecipata, che compromette i bilanci comunali

TAORMINA (ME) – Non bastasse l’emergenza coronavirus, aggravatasi proprio in questi giorni con le nuove restrizioni di Regione e Governo, a compromettere un anno già economicamente disastroso, continua a rimanere problematica la situazione dell’Azienda servizi municipalizzati di Taormina.

Era giugno quando il commissario “a tempo”, Antonio Fiumefreddo, relazionava al Consiglio comunale a conclusione degli otto mesi di mandato per il quale era stato chiamato dall’Amministrazione per mettere fine alla liquidazione, iniziata nel 2011 per passivi insostenibili, ma mai portata a compimento. Sembrava la volta buona. Eppure dopo tre mesi il commissario è ancora in sella, della delibera di liquidazione non si vede neanche l’ombra, e in compenso si è riacceso lo scontro tra le parti per debiti che – a sentire i vertici aziendali – il Comune dovrebbe riconoscere alla propria municipalizzata per servizi resi e mai pagati.

Asm si occupa, infatti, oltre che della gestione dei parcheggi comunali e della funivia, anche del trasporto urbano, del servizio idrico, dell’illuminazione pubblica e degli scuolabus. La diatriba del cosiddetto dare-avere tra palazzo dei Giurati e gli uffici del Palalumbi è datata, compresa nei passivi che l’azienda aveva accumulato arrivando ai circa 5 milioni di euro che nel 2011 portarono alla messa in liquidazione. Tra i meriti dell’attuale amministrazione rientra senza dubbio l’essere arrivati, lo scorso maggio, a sottoscrivere un accordo transattivo del valore di 1,8 milioni di euro fino a tutto il 2019. Nelle ultime settimane, però, c’è stata una pesante presa di posizione di Fiumefreddo che ha puntato il dito soprattutto nei confronti dell’Ufficio tecnico comunale, accusato di non liquidare le fatture e minacciato addirittura la chiusura del parcheggio Lumbi e della funivia.

Ma la Giunta del sindaco, Mario Bolognari, aveva già deliberato 361 mila euro a favore dell’Asm, per il pagamento dei servizi resi nel primo semestre di quest’anno, e non ritiene che esistano fatture non pagate tali da giustificare il comportamento della municipalizzata.

L’avviamento verso la chiusura di alcuni servizi, con la conseguente riduzione del personale, segue comunque l’andamento stagionale e, soprattutto, le nuove direttive anti Covid che, tra le altre cose, raccomandano ai cittadini di limitare al massimo l’utilizzo dei trasporti pubblici. Non sarebbe dunque, principalmente, un discorso di debiti comunali. Sulle difficoltà a mantenere servizi e pagare stipendi pesa prima di tutto una stagione turistica letteralmente azzoppata dall’emergenza sanitaria. La sola funivia che collega il centro storico con le spiagge, nel 2020 fino a settembre, ha fatto registrare un calo di oltre 580 mila presenze, circa il 65% in meno rispetto al 2019. è chiaro che l’attuale crisi non può essere risolta con il solo pagamento di transazioni vecchie un decennio.

Deve risolversi, e presto, invece, lo status della partecipata che, fino a quando non verrà chiusa la liquidazione, compromette i bilanci comunali. Il motivo per il quale è tutto bloccato, infatti, è dovuto al fatto che Asm non ha bilanci approvati dal 2011 in poi, contaminando i conti del Comune. La gestione Fiumefreddo ha rivendicato l’aver ricostruito in maniera oculata la storia contabile e amministrativa degli ultimi nove anni. Per farlo, il manager catanese ha assoldato un pool di cinque consulenti esterni, tra avvocati e commercialisti.

Adesso bisogna chiudere il cerchio, e per farlo manca la determina del liquidatore da presentare al Consiglio comunale, dopo aver incassato il giudizio del Revisore unico dei conti. L’obiettivo finale è quello di rendere l’Asm una nuova società di servizi, anche e soprattutto per fare gli interessi economici del Comune, allargando la sfera di competenza pure ad altri settori, come ad esempio la manutenzione delle strade e la cura del verde.

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