Taormina, la contesa tra Comune e Asm adesso vale 3,5 milioni - QdS

Taormina, la contesa tra Comune e Asm adesso vale 3,5 milioni

Massimo Mobilia

Taormina, la contesa tra Comune e Asm adesso vale 3,5 milioni

mercoledì 21 Aprile 2021 - 00:01
Taormina, la contesa tra Comune e Asm adesso vale 3,5 milioni

L’Amministrazione comunale di Taormina ha chiesto ai vertici aziendali di produrre a breve tutta la documentazione relativa alle somme reclamate. Un tira e molla che va avanti dal 2010

TAORMINA (ME) – Nell’estenuante contesa finanziaria tra il Comune e la municipalizzata Asm, ad alzare la voce stavolta è l’Amministrazione comunale, che ha chiesto ai vertici aziendali di produrre entro la settimana tutta la documentazione attestante le somme reclamate.

La storia è nota da tempo, e riguarda il balletto delle cifre sul cosiddetto “dare-avere” tra il pagamento dei servizi resi dalla municipalizzata per conto del Comune e gli incassi gestiti a sua volta dall’azienda, che andrebbero versati nelle casse municipali. Una questione irrisolta in un arco temporale di dieci anni, dal 2010 a oggi, passata attraverso la messa in liquidazione dell’Asm, che ancora oggi attende la parola fine. È stato soprattutto l’attuale commissario liquidatore, Antonio Fiumefreddo, a portare avanti il caso, dando mandato ai legali di produrre una serie di diffide nei confronti del Comune affinché si potesse arrivare al pagamento di queste cifre.

Richieste che si sono fatte pressanti in particolare nell’ultimo anno in cui, a causa della crisi di liquidità dovuta alla pandemia, l’azienda sta accusando difficoltà nel pagare gli stipendi dei dipendenti e a onorare le fatture dei fornitori. In realtà la questione non è così semplice. Le parti si erano già accordate sul riconoscimento da parte del Comune di circa 2,6 milioni di euro, sottoscrivendo un accordo transattivo a maggio dello scorso anno. La transazione aspetta però la delibera del Consiglio comunale, che è l’organo deputato alle decisioni sulla gestione dell’Asm. Sempre nell’ambito del civico consesso rimangono infatti, oggetto di discussione tutti i bilanci, dal 2011 al 2019, ricostruiti dal team di esperti assoldati da Fiumefreddo, che è necessario esitare per chiudere la liquidazione. Prima di qualsiasi transazione bisognerà quindi chiudere la liquidatela.

Passato un altro anno, nel frattempo, la cifra reclamata è salita a 3 milioni e 475 mila euro, risultante da una compensazione in cui il Comune partirebbe da un debito iniziale di oltre 10 milioni di euro. Sono queste le cifre emerse nelle ultime diffide arrivate a Palazzo dei Giurati, con l’espressa volontà del legale che rappresenta l’azienda, di dare seguito alla procedura di esecuzione forzata. Il problema è che alla base del mancato pagamento di queste fatture, pare siano mancati gli atti necessari alla loro liquidazione. Documenti che gli uffici comunali hanno richiesto, con l’Ufficio tecnico guidato dal dirigente, Massimo Puglisi, che era stato direttamente accusato da Fiumfreddo di non voler dare esecuzione ai pagamenti. Il dirigente ha spiegato che per pagare le fatture il Comune aveva bisogno delle relazioni sui servizi svolti, della contabilità finale di ogni lavoro effettuato e dei certificati di regolare esecuzione. Atti che non sarebbero pervenuti.

Ecco perché adesso è stata l’Amministrazione comunale a chiedere all’azienda di fornire i dettagli di questi 3 milioni e mezzo di euro. Richiesta alla quale l’Asm ha iniziato a rispondere, inviando ben 442 verbali riguardanti i lavori del servizio idrico tra 2010 e 2020. Insomma una querelle ai limiti di una soap opera. Rimane la consapevolezza che, per l’attuale gestione ordinaria, siano necessarie anche piccole iniezioni di liquidità per pagare innanzitutto i dipendenti, che già a gennaio si erano messi in stato di agitazione. Il Comune avrebbe versato quest’anno, 110 mila euro relativi al servizio scuolabus, e starebbe valutando il pagamento di ulteriori somme, nei limiti delle restrizioni imposte dal bilancio e dal Piano di riequilibrio pluriennale al quale è sottoposto. Non è possibile risolvere in un’unica deliberazione transazioni che riguardano un arco temporale di dieci anni, per di più comprese nel processo di liquidazione.

È necessario comunque che gli importanti servizi svolti dalla municipalizzata, che vanno dall’acquedotto al trasporto urbano, dall’illuminazione pubblica alla gestione di parcheggi e funivia, continuino a essere garantiti, alle porte di un’altra stagione turistica di sofferenza.

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