Taormina, edilizia scolastica, un commissario per le criticità - QdS

Taormina, edilizia scolastica, un commissario per le criticità

Massimo Mobilia

Taormina, edilizia scolastica, un commissario per le criticità

mercoledì 21 Luglio 2021 - 00:01

Richiesta avanzata dalla dirigente dell’Istituto comprensivo 1, Carla Santoro. Dopo una stagione di buone notizie sul fronte di cantieri e finanziamenti, i lavori di riqualificazione sono fermi

TAORMINA (ME) – Un commissario ad acta per risolvere i problemi dell’edilizia scolastica a Taormina. La richiesta è stata avanzata ufficialmente dalla dirigente dell’Istituto Comprensivo 1, Carla Santoro, in una lettera indirizzata direttamente al ministro per la Pubblica istruzione, Patrizio Bianchi, al prefetto di Messina, Cosima Di Stani, e per conoscenza al direttore dell’Usr Sicilia, Stefano Suraniti, e alla dirigente dell’ambito provinciale territoriale, Ornella Riccio.

I lavori di riqualificazione o di messa in sicurezza degli edifici taorminesi sembrano infatti, essere ritornati all’anno zero, finiti in una fase di stallo dopo una stagione che aveva portato buone notizie sul fronte di cantieri e finanziamenti, e che lasciava presagire il tanto agognato cambio di passo. Niente da fare. E adesso che Palazzo dei Giurati è pronto a deliberare il dissesto finanziario – dopo la bocciatura del Piano di riequilibrio da parte della Corte dei Conti – nelle scuole della Perla è riaffiorato il timore che le ultime risorse disponibili siano andate perse per sempre.

È questa la sensazione espressa dalla dirigente Santoro, che ha chiesto appunto di commissariare l’Istituto per la parte riguardante l’edilizia, prima dell’inizio del prossimo anno scolastico, in tempo per garantire la sicurezza degli edifici e l’incolumità di alunni, docenti e addetti ai lavori. Del resto le preoccupazioni espresse dalla dirigente non sono infondate, ma si basano su elementi oggettivi, a partire da alcuni cantieri nei quali non si svolgono lavori ormai da diversi mesi.

La situazione più scomoda riguarda il plesso Vittorino Da Feltre, che fino al 2004 ha ospitato le classi elementari del centro storico, poi chiuso per inagibilità, infine messo in cantiere a giugno dello scorso anno dopo sedici anni di attesa, ma ora nuovamente chiuso. Il progetto da 1 milione e 800 mila euro, a valere sui fondi europei del Fesr 2014/2020, pare non riesca a coprire la necessità, emersa in corso d’opera, di mettere in sicurezza un’area più ampia rispetto a quella inizialmente prevista, ovvero di effettuare una variante al progetto, che in primis il Comune non riesce a sostenere economicamente.

L’inizio dei lavori alla Vittorino Da Feltre, aveva comportato la necessità di chiudere l’unica ala che era rimasta agibile, e che ospitava la scuola dell’infanzia, con lo spostamento dei piccoli alunni in aule allestite all’interno di una struttura alberghiera. Questa soluzione, comunque considerata provvisoria, ha comportato notevoli disagi alle famiglie così come agli insegnanti, e adesso bisognerà trovare una nuova sistemazione.

Situazione difficile anche nella frazione di Trappitello, dove il plesso scolastico di Santa Filomena è chiuso da due anni – eccetto i locali della scuola dell’infanzia – per infiltrazioni di acqua e crollo parziale del tetto, e dove i lavori non sono mai iniziati perché da una iniziale spesa prevista di 120 mila euro, è stata ravvisata la necessità di reperire almeno 380 mila euro, che in bilancio non ci sono. Per questo motivo, gli alunni delle classi elementari si trovano costretti a condividere la scuola di via Francavilla con gli alunni delle scuole medie, determinando un sovraffolamento certamente non idoneo ai tempi del covid, oltre alla soppressione di diversi laboratori sperimentali per questioni di spazio.

Sovraffollamento che invece nel centro storico è la normalità da almeno quindici anni, visto che dopo la chiusura della Da Feltre, gli alunni taorminesi si sono per forza di cose dovuti spostare nella scuola media Ugo Foscolo. Edificio che a sua volta, attende anch’esso l’adeguamento antisismico e la riqualificazione alle normative vigenti, essendo stato costruito negli anni Settanta e mai più interessato a grandi interventi, se non singole e ordinarie manutenzioni. Anche in questo caso, avendo perso un finanziamento da 450 mila euro, si cercano i soldi per aprire i cantieri.

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