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Taormina, la 17esima edizione di Taobuk dedicata al tema del Tempo

Taormina, la 17esima edizione di Taobuk dedicata al tema del Tempo

Dal 17 al 21 giugno 2027 con molti protagonisti della cultura

Milano, 29 lug. (askanews) – Per la prima volta nel cammino dell’uomo, il progresso e l’affermazione dell’intelligenza artificiale non impone soltanto di governare tecnologie rivoluzionarie, ma di confrontarci con una trasformazione profonda del modo di abitare il presente. Proprio dallo scarto tra la velocità del cambiamento e le forme profonde dell’esperienza nasce la riflessione che la XVII edizione di Taobuk dedicherà al tema del Tempo, dimensione ancestrale e immanente nella quale si plasmano storia, memoria e immaginazione. Dopo aver sondato negli ultimi anni le grandi geografie delle relazioni – “Gli ultimi muri”, “Gli altri”, “Identità”, “Confini” – e valori fondamentali quali Libertà, Verità e Fiducia, Taobuk apre ora una differente prospettiva: dalle frontiere dello spazio alla trama invisibile del divenire.

Il festival, ideato e diretto da Antonella Ferrara, dal 17 al 21 giugno 2027 riunirà ancora una volta a Taormina scrittori, artisti, scienziati, economisti e protagonisti della cultura internazionale per interpretare le forze che stanno ridisegnando il mondo. Promosso dalla Regione Siciliana, dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia e con il sostegno del Comune di Taormina, oltre che di prestigiosi enti pubblici e partner privati, Taobuk culminerà nella tradizionale Serata di Gala, in programma sabato 19 giugno al Teatro Antico di Taormina, uno degli appuntamenti più attesi del Festival. Sarà proprio in questa cornice che verranno conferiti i Taobuk Award alle personalità che, con il loro percorso umano, artistico, letterario e scientifico, hanno offerto un contributo di straordinario rilievo al panorama culturale internazionale. I nomi dei premiati saranno annunciati nelle prossime comunicazioni dedicate al programma del Festival.

Le precedenti edizioni hanno esplorato ciò che separa e ciò che unisce persone, comunità e culture; le frontiere visibili e invisibili che definiscono l’esserci nel mondo. Con questo nuovo approfondimento lo sguardo si rivolge alla trama nella quale si compie l’azione. Il Tempo, parola antica e universale, si offre così come una chiave di lettura del Secolo Breve e del nostro. Taobuk, festival internazionale multidisciplinare in cui la letteratura incontra arti, scienze, filosofia, economia, tecnologia e geopolitica, dal 17 al 21 giugno. Attraverso questa prospettiva il festival prosegue ad interrogare le grandi questioni della nostra epoca: dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale alla crisi climatica, dalla longevità ai conflitti, dalla trasmissione del sapere al patrimonio culturale, fino al destino delle democrazie. Ogni sfida contiene infatti una domanda sul rapporto tra ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che possiamo diventare.

“Abbiamo scelto il Tempo perché nessun’altra categoria attraversa con altrettanta profondità la condizione umana e le metamorfosi della contemporaneità – ha detto Antonella Ferrara, fondatrice e direttrice artistica di Taobuk -. Viviamo un’epoca nella quale tutto sembra accelerare: le innovazioni, le informazioni, le crisi, le opportunità. Ma proprio questa accelerazione rende necessario riscoprire il valore della costruzione paziente e della capacità di tradurre ciò che viviamo in noos e consapevolezza. La cultura è il luogo in cui il tempo custodisce il passato, illumina il presente e innesca il futuro. Viviamo immersi in temporalità diverse: quelle della tecnologia, della natura e dell’economia, quelle della politica e della cultura. Spesso procedono con velocità differenti e faticano a dialogare. La questione non è allora quanto velocemente possiamo procedere, ma se saremo ancora capaci di dare un significato al nostro tempo e orientare il divenire quando il presente sembra aver divorato il futuro. E in un’epoca dominata appunto dall’istantaneità dell’informazione, leggere è forse uno degli ultimi gesti di resistenza contro l’accelerazione permanente”.