Home » Askanews » Teatro di Roma ’26/27: 90 titoli, riapre il Valle e “Capitale Danza”

Teatro di Roma ’26/27: 90 titoli, riapre il Valle e “Capitale Danza”

Teatro di Roma ’26/27: 90 titoli, riapre il Valle e “Capitale Danza”

Classici e contemporanei tra Argentina, India, Torlonia e rinato Valle

Roma, 22 mag. (askanews) – Si preannuncia più ricca che mai la Stagione 2026/2027 del Teatro di Roma, che vedrà anche la riapertura del Valle che diventerà la “Casa della Drammaturgia”, con regie d’eccellenza, classici e ricerca contemporanea, e l’arrivo della prima edizione del festival “Capitale Danza”, a maggio 2027.

Fra i nomi annunciati per la nuova stagione del Teatro Valle ci sono Francesco Piccolo che rievocherà la prima dei “Sei personaggi”, proprio nel luogo in cui tra scandalo e rivoluzione nacque il mito del teatro moderno, ci sarà Silvia Costa con “Memoria di ragazza” di Annie Ernaux, l’indagine sulla fragilità umana di Daria Deflorian con “Che dolore terribile è l’amore” di Han Kang, Alessandro Gassmann con “Stato contro Nolan” di Stefano Massini ed Emma Dante con il suo “Studio sui sei personaggi in cerca d’autore”. Il Valle completerà quindi l’architettura culturale del Teatro di Roma, che oggi ha quindi quattro spazi, è un unicum nel panorama nazionale, ed è guidato da Francesco Siciliano, Presidente della Fondazione Teatro di Roma, dal direttore artistico Luca De Fusco e dal Direttore Generale del Teatro di Roma – Teatro Nazionale Maurizio Roi. Nel teatro Argentina la tradizione incontrerà l’avanguardia, l’India resterà l’officina di sperimentazione, lo scrigno Torlonia sarà dedicato alle narrazioni “da camera” e il Valle diventerà il cuore pulsante della parola contemporanea. L’impegno produttivo è enorme: oltre 90 titoli, tra cui 22 produzioni e coproduzioni, 50 ospitalità e circa 20 proposte di teatro per le nuove generazioni. E poi ci sarà la prima edizione del festival Capitale Danza, con nomi come Mehdi Kerkouche e il Batsheva Dance Company.

Anche nella stagione 2026/2027 il Teatro Argentina ospiterà i grandi maestri della regia e i classici. Stefano Massini porterà il suo “Lo Zar”, Luca De Fusco dirigerà un “Otello” ambientato in un Sud coloniale e “Peccato che fosse una sgualdrina” di John Ford, il maestro Peter Stein porterà in scena “Platonov” di ?echov, Massimo Popolizio “La pazzia di Re Giorgio” di Alan Bennett, con ventuno attori per trasformare il declino del sovrano in una riflessione universale sulla dignità. La ricerca sulle vulnerabilità umane verrà esplorata da Valerio Binasco con “Una delle ultime sere di Carnovale” e nella radicale esperienza scenica di Romeo Castellucci con il suo “Faust. Fatto, non detto”.