Roma, 5 giu. (askanews) – È il ritiro di Matteo Arnaldi a decidere la prima semifinale del Roland Garros contro Flavio Cobolli, con il ligure costretto a fermarsi per un virus che lo ha colpito alla vigilia del match. Una rinuncia dolorosa raccontata direttamente in sala stampa.
“È difficile essere qui, non è quello che avrei voluto fare”, esordisce Arnaldi davanti ai giornalisti, ripercorrendo le ore più complicate della sua settimana parigina. Il problema, spiega, nasce nella serata precedente con segnali inizialmente sottovalutati: “Ieri sera ho iniziato a non sentirmi bene. Inizialmente pensavo fosse un problema di digestione”.
La situazione però peggiora rapidamente durante la notte: “Mi sono svegliato all’una di notte e ho iniziato a vomitare. Non stavo per niente bene. Poi ho cercato di dormire, ma non ci sono riuscito”. Il malessere continua anche nelle ore successive: “Verso le 6 o le 7 del mattino ho vomitato di nuovo, questa volta è stato più grave”.
A quel punto viene attivato lo staff medico: “Abbiamo chiamato il medico in camera e mi ha dato delle medicine. Speravo che fosse semplicemente qualcosa che avevo mangiato a cena, ma durante la giornata non sono riuscito a mangiare”. La situazione non migliora: “Ogni volta che mangiavo o bevevo qualcosa, dovevo tornare in bagno. È davvero dura”.
Il momento della decisione arriva dopo ore di incertezza: “Per come stava andando il torneo, per quante ore ho passato in campo, in realtà mi sentivo molto bene. Dovermi ritirare dalla mia prima semifinale di uno Slam non è qualcosa che augureresti a nessuno”. Arnaldi racconta anche il tentativo di restare in partita: “Ho provato a prepararmi e a restare qui il più a lungo possibile. Ho cercato di capire se sarei riuscito a scendere in campo, ma ogni volta che mi alzavo mi sentivo stordito e non stavo bene”.
La condizione fisica resta però incompatibile con la partita: “Sono abbastanza sicuro che se provassi a mangiare di nuovo non mi sentirei bene. È stata la decisione giusta da prendere per me”. Un epilogo amaro per il tennista ligure, fermato a un passo dalla prima semifinale Slam della carriera.
Sul fronte opposto, Cobolli si ritrova in finale senza scendere in campo e racconta così il momento: “Non è facile per me parlare in questo momento. Quando Matteo mi ha detto che si sarebbe ritirato ho quasi pianto. Non me l’aspettavo, ero pronto a giocare questa partita”. E aggiunge: “Ero veramente triste per lui quando me l’ha detto. Sono felice e triste allo stesso tempo”.
Per Flavio Cobolli si tratta della prima finale Slam in carriera, conquistata senza disputa della semifinale attesa contro Arnaldi, in un epilogo che chiude il percorso del torneo in modo inatteso.

