Termovalorizzatori, l’inspiegabile no del Pd - QdS

Termovalorizzatori, l’inspiegabile no del Pd

Gabriele DAmico

Termovalorizzatori, l’inspiegabile no del Pd

sabato 19 Febbraio 2022 - 06:30

Il segretario regionale dei democratici si dice contrario. Barbagallo, però, precisa al QdS: "In Lombardia costruiti vent’anni fa, oggi sono una soluzione fuori dal tempo"

PALERMO – “Sui termovalorizzatori l’intervento è fuori tempo massimo e quindi irricevibile. Ci sono tante zone d’ombra e vogliamo vederci chiaro”. Sono queste le parole con cui il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, commenta l’apertura del governo Musumeci agli impianti di recupero energetico dei rifiuti. Un’apertura fortemente voluta dal presidente della Regione per cercare di superare la perenne crisi dei rifiuti che la Sicilia vive ormai da anni a causa del sistema di smaltimento incentrato sulle discariche private (e spesso al centro di inchieste giudiziarie) e a causa della bassa quota di differenziata delle tre città metropolitane.

Il primo passo del governo Musumeci per costruire i termovalorizzatori in Sicilia è rappresentato dalla manifestazione di interesse conclusa il 31 dicembre scorso e che ha raccolto ben sette proposte progettuali. Tre proposte hanno indicato un sito nella parte occidentale dell’isola e quattro in quella orientale. Secondo le stime, il costo di un singolo impianto può arrivare fino a 570 milioni di euro con una capacità di trattamento fino a 450 mila tonnellate all’anno. Le sette proposte sono allo studio del nucleo tecnico di valutazione che si esprimerà entro i prossimi 15 giorni per le valutazioni di competenza. Il progetto di fattibilità approvato sarà quindi sottoposto a una gara per l’affidamento della concessione, alla quale verrà invitato il proponente, e che dovrebbe richiedere circa sei mesi. I tempi di realizzazione di un impianto sono in media di tre anni, si va da un minimo di 6 a un massimo di 57 mesi.
Tempi molto stretti per un Governo che deve affrontare gli ultimi mesi di vita e molto lunghi per i Comuni che già adesso stanno valutando la possibilità di conferire i rifiuti fuori regione a costi triplicati a causa della saturazione della discarica di proprietà della Sicula Trasporti.

“Il risultato di 30 anni di politica dei rifiuti – ha detto Musumeci durante una conferenza stampa – ci ha portato a un punto di non ritorno, ecco perché adesso bisogna correre. Raggiungere l’obiettivo della realizzazione dei due termoutilizzatori sarebbe un risultato storico, ma la nostra prima preoccupazione è vigilare sulla correttezza della procedura, cercando di essere quanto più celeri possibile. Non ci deve essere spazio per intrusioni criminali”.

Una celerità che però cozza con i ritardi che si sono già registrati per la sola procedura di raccolta delle manifestazioni di interesse: due proroghe dei termini l’hanno fatta durare ben sette mesi. Inoltre, di queste proposte non si è saputo nulla fino a ieri e tanti sono i punti ignoti: quali aziende sono interessate a costruire gli impianti? Quali sono i siti in cui sorgeranno? Con quali soldi verranno finanziati?
“Se Musumeci credeva nei termovalorizzatori – continua Barbagallo – doveva investire prima in questo processo. Ora siamo alla fine della legislatura e non si comprendono le ragioni di questa scelta. Siamo contrari anche al piano rifiuti che è infilato in un groviglio burocratico”.

Una posizione, quella del democratici isolani, allineata a quella degli altri partiti dell’opposizione. “Il Pd siciliano – spiega ancora Barbagallo – è contrario ai termovalorizzatori in Sicilia anche alla luce delle direttive europee che prevedono la riduzione dei conferimenti in discarica. L’Europa va da una parte e la Sicilia dall’altra. Incomprensibile. Non siamo convinti nemmeno sulle localizzazioni e vorremmo vederci chiaro: la Sicilia ha numerose zone tutelate”. Va però precisato che proprio le direttive europee prevedono nella scala gerarchica dei rifiuti anche la valorizzazione energetica.

Inoltre occorre aggiungere che la contrarietà del Pd alla costruzione dei termovalorizzatori in Sicilia non fa parte di una chiara scelta di campo del partito (come ad esempio è per i grillini) in quanto in regioni come la Lombardia, dove ci sono ben 13 impianti di termovalorizzazione dei rifiuti, i democratici non hanno mai protestato. Come non l’hanno mai fatto in Campania, regione a guida Pd, dove c’è un termovalorizzatore. “In Lombardia – chiosa Barbagallo – si è fatto ricorso ai termovalorizzatori quando c’era un’altra stagione del riciclo dei rifiuti. Parliamo di 20 anni fa, quando i governi regionali sarebbero dovuti intervenire. Ora che si va verso l’abbattimento della produzione dei rifiuti questa soluzione è fuori dal tempo”.

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