Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani sul titolo offensivo del giornale inglese Telegraph che ha definito la Sicilia “covo della mafia” parlando del matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner. Il quotidiano britannico aveva titolato “The Sicilian mafia nest hosting the celebrity wedding of the year. Dua Lipa and Callum Turner are set to takeover a one-time Cosa Nostra stronghold for three days of celebrations“. La frase che ha destato più polemiche è proprio “Il covo della mafia ospita il matrimonio dell’anno”, successivamente corretta in ex covo della mafia.
Schifani chiede a Dua Lipa e al marito di prendere le distanze
“Sono certo che Dua Lipa e Callum Turner abbiano potuto apprezzare l’affetto e l’accoglienza che la Sicilia ha riservato loro in questi giorni e anche in passato – ha sottolineato Schifani -. Nonostante qualche comprensibile malumore da parte dei residenti per le limitazioni agli spostamenti e i disagi legati alle misure di sicurezza adottate nelle aree interessate dalle celebrazioni, i siciliani hanno dimostrato ancora una volta grande senso di ospitalità.
Proprio per questo mi auguro che vogliano prendere le distanze dal titolo offensivo pubblicato dal Telegraph e difendere la scelta che hanno fatto di celebrare qui un momento così importante della loro vita. Sarebbe un gesto di attenzione verso una terra che li ha accolti con generosità e che merita di essere conosciuta per la sua bellezza, la sua cultura e la sua straordinaria capacità di rinascita, non attraverso stereotipi che appartengono al passato”.
Lagalla: “Titolo del Telegraph danno di immagine a Palermo e alla Sicilia”
Sul titolo offensivo del Telegraph riguardo la Sicilia è intervenuto anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla che ha dichiarato: “La correzione apportata dal Telegraph è un atto dovuto, ma non può certamente cancellare il danno arrecato all’immagine di Palermo e della Sicilia. Ancora una volta assistiamo al ricorso a uno stereotipo tanto abusato quanto ingiusto, che riduce una terra complessa, moderna e dinamica a una narrazione semplicistica e offensiva. Palermo ha compiuto un lungo, difficile e spesso doloroso percorso di riscatto. E’ una città che ha pagato un prezzo altissimo nella lotta alla mafia, con il sacrificio di servitori dello Stato, magistrati, forze dell’ordine, amministratori, giornalisti e cittadini comuni”
“Da decenni – prosegue il sindaco – la comunità palermitana lavora per affermare una cultura della legalità, dell’inclusione e dello sviluppo, costruendo un modello che oggi viene riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Per questo appare surreale che nel 2026 si debba ancora combattere contro cliché che appartengono più all’immaginario di chi li utilizza che alla realtà dei fatti. Nessuno nega che il fenomeno mafioso non sia stato definitivamente sconfitto: proprio per questo magistratura e forze dell’ordine continuano a mantenere alta l’attenzione e a svolgere un lavoro straordinario di prevenzione e repressione. Ma proprio questa consapevolezza rende ancora più inaccettabile una rappresentazione caricaturale che ignora decenni di impegno civile e istituzionale. Viene da chiedersi se una parte della stampa internazionale non dovrebbe rivolgere il proprio sguardo anche verso altre realtà del mondo dove le organizzazioni criminali esercitano oggi un’influenza ben più pervasiva e meno contrastata di quanto accada a Palermo e in Sicilia”.
Lagalla: “Dua Lipa ha visitato Palermo e la Sicilia ed è tornata, non ha avuto pregiudizi”
“Fortunatamente esistono persone che preferiscono conoscere i luoghi prima di giudicarli. Dua Lipa è una di queste – ha continuato Lagalla -. Dopo aver visitato Palermo e la Sicilia lo scorso anno senza lasciarsi condizionare da pregiudizi o luoghi comuni, ha scelto di tornare. E non da turista qualsiasi: ha deciso addirittura di celebrare qui uno dei momenti più importanti della propria vita. E’ forse la risposta più eloquente a chi continua a raccontare una città che esiste ormai soltanto nei vecchi stereotipi e non nella realtà”.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

