Traffico crocieristico, Sicilia tra le top in Italia - QdS

Traffico crocieristico, Sicilia tra le top in Italia

Michele Giuliano

Traffico crocieristico, Sicilia tra le top in Italia

venerdì 19 Luglio 2019 - 02:00
Traffico crocieristico, Sicilia tra le top in Italia

Il rapporto dell'associazione Armatori: Isola al quinto posto, oltre un milione di passeggeri nei nostri porti. Il Mediterraneo mattatore nello scenario mondiale per arrivi, la maggior affluenza è quella degli americani

PALERMO – Le crociere nel Mediterraneo vivono un momento d’oro, e la Sicilia ne sta approfittando. Lo dicono i dati del “Rapporto sullo stato dell’industria delle crociere” elaborato dalla Clia, l’associazione internazionale degli armatori crocieristici che rileva un boom per il Mediterraneo.

Il Rapporto, presentato al recente “Seatrade Cruise Global” di Miami, osserva un forte incremento degli investimenti nel settore, attirati proprio dallo sviluppo della domanda di vacanze in crociera. Dopo i Caraibi, dunque, il Mediterraneo fa da mattatore sullo scenario mondiale, non solo per l’offerta di vacanza, ma anche per numero di passeggeri in partenza. E per il futuro le previsioni sono più che rosee: un altro rapporto presentato sempre a Miami, quello della genovese Cemar Agency, ha diffuso le stime per il biennio 2019-2020, con un focus incentrato sull’Italia al centro del network crocieristico organizzato nel Mediterraneo.

La fotografia per l’Italia scattata dall’agenzia genovese mostra una significativa progressione, che porta a rivedere al rialzo la stima per l’anno in corso, che dovrebbe chiudersi con 11,9 milioni di passeggeri e, per il 2020, a stimare un aumento del 7,88%, con un traffico record di 13 milioni di passeggeri.

Nella classifica dei 70 porti interessati dal traffico crocieristico in Italia, Palermo e Messina occupano rispettivamente il 9° e il 10° posto, mentre Catania prevede nel 2019 un incremento del 100% nel numero di toccate nave, triplicando i passeggeri.

L’analisi per regione piazza la Sicilia al quinto posto, con 1.144.000 passeggeri e 733 toccate, dopo la Liguria, in cui si concentra l’83% delle agenzie che gestiscono gli scali delle navi in tutti i porti d’Italia, il Lazio, il Veneto e la Campania. Un netto miglioramento rispetto al quadro dipinto dai dati dell’Osservatorio turistico dell’assessorato regionale al Turismo, sport e spettacolo per gli anni 2015-2016, quando i risultati erano piuttosto altalenanti.

Se si guarda a una prospettiva temporale più lunga, dal 2010 lo scalo di Palermo, per quanto riguarda il traffico passeggeri, ha registrato una leggera crescita (+0,7%), troppo poco rilevante per poterla considerare positiva e foriera di migliori risultati per il futuro, che invece sono arrivati nell’anno appena passato e continueranno nel prossimo futuro. Non è un caso che il settore che ha registrato negli anni una maggiore crescita è quello delle crociere (+6,7%), mentre i settori del trasporto passeggeri via traghetto e per gli spostamenti inferiori alle 50 miglia hanno registrato invece un calo, rispettivamente del -1,2% e del -3,1%. Se il 2015 aveva confermato, per il sesto anno consecutivo, la crescita degli arrivi internazionali, con un incremento del 4,4% rispetto al 2014 (raggiungendo allora il record di 1,19 miliardi di arrivi internazionali, erano 435 milioni nel 1990), il dato 2016 è ulteriormente lievitato, raggiungendo il nuovo record di 1,235 miliardi di arrivi internazionali.

Una tendenza che la Sicilia non ha saputo cogliere in toto, raccogliendo briciole di quello che dovrebbe essere un settore prioritario per la crescita economica del territorio isolano. Il traffico crocieristico porta infatti con sé un indotto per i diversi territori che abbraccia non indifferente, in termini di accoglienza, attività culturali e ricreative, che possono ulteriormente svilupparsi se si punta alla specificità del luogo, donando ai turisti non solo luoghi da visitare, ma esperienze da vivere, ricordare e raccontare ad altri potenziali fruitori.

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