Traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata nella discarica di contrada Timpazzo a Gela, in provincia di Caltanissetta: per questo sono state eseguite – dopo l’intervento dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Caltanissetta e del reparto territoriale gelese – cinque misure cautelari personali e reali nei confronti di altrettanti indagati, sottoposti ai domiciliari.
Indagine Pi Greco e il traffico illecito di rifiuti nella discarica Timpazzo di Gela
A richiedere le misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Caltanissetta è la Direzione Distrettuale Antimafia. Gli indagati risultano indagati, a vario titolo, per traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata.
Il provvedimento cautelare parte dai risultati dell’indagine “Pi-Greco”, condotta tra l’agosto 2023 e l’aprile 2025 anche con l’ausilio di intercettazioni e attività di videosorveglianza e controllo, nonché di acquisizioni documentali e monitoraggio dei flussi di conferimento dei rifiuti nella “Piattaforma integrata per la gestione dei rifiuti non pericolosi” di contrada Timpazzo. L’indagine ha permesso di far emergere una presunta “strutturata e continuativa attività illecita nella gestione dei rifiuti urbani“, che secondo l’accusa sarebbe stata messa in piedi da amministratori, responsabili tecnici, capi squadra e operatori della società “Impianti SRR ATO 4 Caltanissetta Provincia Sud srl” in maniera illecita.
In particolare, gli inquirenti hanno documentato come nella vasca “E” della discarica di contrada Timpazzo fossero conferiti, movimentati e successivamente interrati ingenti quantitativi di rifiuti solidi urbani indifferenziati senza che venissero rispettati i cicli di trattamento previsti, per un totale di almeno 1.200 presunte operazioni illecite di trasporto e scarico di un quantitativo complessivo di rifiuti stimato tra le 10.000 e le 12.000 tonnellate.
Inoltre, sarebbe stato accertato che i rifiuti organici provenienti dai comuni consorziati da trattare all’interno dell’impianto, venivano spesso versati in discarica senza il previo trattamento di stabilizzazione che ne riducesse la temperatura. Questa la ragione alla base della frequente insorgenza di incendi.
I provvedimenti
Per i cinque indagati, per i quali vige il principio di presunzione d’innocenza fino a eventuale condanna definitiva, il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari. Il provvedimento cautelare prevede anche il sequestro preventivo dell’azienda e delle quote sociali della “Impianti SRR ATO 4 Caltanissetta Provincia Sud srl”, nei cui confronti è stata contestata la responsabilità amministrativa-penale dell’ente poiché – si legge nel documento delle forze dell’ordine – “le ipotesi di reato risulterebbero commesse dagli organi di vertice della società nell’interesse della stessa e in assenza dell’adozione di modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quelli in contestazione, ottenendo vantaggi economici in termini di risparmio di spesa derivanti dall’abbattimento dei costi di gestione e smaltimento”. Nominato anche un commissario giudiziale per consentire la prosecuzione dell’attività dell’impianto.
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