Museo illusioni ottiche a Trapani, l'intervista al fondatore Pennacchio - QdS

Museo illusioni ottiche a Trapani, l’intervista al fondatore Pennacchio

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Museo illusioni ottiche a Trapani, l’intervista al fondatore Pennacchio

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giovedì 08 Luglio 2021 - 15:25

Riparte il Mooi di Trapani, aperto nel 2018. Ecco perché andarlo a visitare e come le opere riescono a "ingannare" i nostri sensi.

Illusioni ottiche: percezioni di oggetti non presenti o scorrette percezioni di oggetti che si presentano diversamente nella realtà. Questa la definizione classica di illusione ottica, concetto psicologico sulla base del quale è stato costruito, nel 2017, il Museo delle illusioni ottiche di Trapani, aperto successivamente al pubblico nel 2018.

Il primo e unico a livello mondiale, oggi, a vantare la presenza di una guida turistica a supporto didattico delle varie aree tematiche, dalla celebre stanza di Ames alla gravity room, un luogo di cultura e scienza che gode di una relativa ripresa economica in seguito al ripristino della zona bianca. Di economia, turismo, scienza e progetti al servizio del pubblico, abbiamo parlato con il fondatore del museo trapanese, il dottor Tony Pennacchio.

Dottor Pennacchio, può dirci quale è l’idea centrale da cui origina il museo?

“Questo museo nasce dalla mia passione da ingegnere per i fenomeni naturali e di gravità, in particolare per il fenomeno fisico definito salita in discesa, nato da una percezione sbagliata del piano orizzontale – esordisce Pennacchio -. Tutto il museo gioca la sua potenza sulla percezione del piano orizzontale e sull’equilibrio, come nella gravity room, da me personalmente curata”.

Illusioni strane e insolite: quali ritiene siano i punti di forza del Museo da lei fondato?

“Il museo è rivolto a tutti, mi piace definirlo un museo scientifico, i più interessati risultano i bambini di otto-nove anni. Riguardo il punto di forza più saliente è indubbiamente la presenza di una guida capace di stimolare la partecipazione dei visitatori e mostrare loro concretamente gli effetti delle percezioni illusorie sulla realtà”.

Approfondendo la questione pandemia, quali problematiche specifiche avete incontrato e quali prospettive di miglioramento individua?

“Abbiamo riaperto il 15 giugno scorso dopo una chiusura che datava dal Settembre 2020. Ciò ha permesso un aumento della clientela, anche se percepisco paura, con richieste pressanti di utilizzo della mascherina. Osservo un miglioramento nell’afflusso turistici: consideri che, in zona bianca, i visitatori giornalieri in media ammontano a quindici gruppi da sei, contro i dieci gruppi della zona gialla, un numero tuttavia inferiore alla media di quindici gruppi da dodici in tempi di pre-pandemia.

Speravo in qualcosa di più, tuttavia luglio è appena iniziato, e già si conta qualche turista straniero in più dall’inizio della zona gialla – conclude Pennacchio -. Sono ottimista e soprattutto porto avanti diversi sogni e progetti: sarebbe davvero importante spostare il museo in un luogo più ampio e sto infatti valutando l’opzione del franchising. In ogni caso attendo con impazienza la riattivazione delle visite didattiche a Settembre, in caso contrario perderemmo migliaia di potenziali visitatori”.

Sfide, attese e progetti: la pandemia ha messo in ginocchio il turismo e solo l’arte, il sacrificio, la buona volontà nel seguire le norme anti-Covid 19 e l’avanzamento della campagna vaccinale daranno, nel prossimo autunno, risposte più precise alle richieste di ripresa del commercio e del turismo in Sicilia.

Angela Ganci

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