Rimane al centro del dibattito internazionale la crisi migratoria di Ceuta, che ha scatenato tensioni tra Spagna e Italia – con la sospensione temporanea dell’aera Schengen e una serie di controlli a campione per i viaggiatori tra i due Paesi – e rimane tra le principali preoccupazioni dell’Ue.
Una potenziale “catastrofe sanitaria”
Il timore principale è quello di una nuova ondata di migrazioni di massa a Ferragosto, con gli annessi rischi in termini umanitari e geopolitici. Il presidente dell’Associazione Medica di Ceuta, Enrique Roviralta, ha inoltre denunciato che è in corso “una catastrofe sanitaria“, sollecitando interventi mirati a evitare ulteriori stragi di uomini, donne e bambini.
“Ci viene segnalato che ci sono già casi di diarrea con febbre e che potrebbero verificarsi focolai epidemici, che non colpiranno solo chi ne è affetto”, ha dichiarato in un’intervista a “La hora de la 1” su Tve, riportata da Europa Press. Secondo Roviralta, “quello che è inaccettabile è la mancanza di protocolli, la mancanza di rinforzi esterni e il fatto che il Ministero della Salute e il Ministero della Difesa non abbiano ancora predisposto un adeguato supporto logistico per affrontare questa vera e propria catastrofe sanitaria”.
Caso Ceuta, l’audizione del ministro Piantedosi
Il prossimo giovedì 13 agosto alle 14.30, nell’Aula del terzo piano di palazzo San Macuto, si riunirà il Comitato Schengen e si terrà l’audizione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere tra Italia e Spagna.
Commissione UE: “Tornerà tutto alla normalità”
La questione Ceuta ha riaperto l’acceso dibattito sulla gestione dei migranti a livello europeo, con tensioni che non interessano solo Italia e Spagna ma anche Italia e Germania. In un clima di forte preoccupazione per l’ennesimo caso che rischia di mettere a repentaglio gli equilibri geopolitici internazionali (in particolari europei), la Commissione europea nutre la speranza che le cose tornino alla normalità al più presto. “Possiamo confermare di aver ricevuto una notifica da Italia e Spagna in merito all’introduzione” dei controlli alle frontiere interne e i ministri dell’Interno di entrambi i Paesi avrebbero confermato pubblicamente che “i controlli interni sono temporanei“. Lo conferma il commissario alle Migrazioni Magnus Brunner, sottolineando che “le autorità spagnole hanno assicurato che gli eventi di Ceuta non avranno ripercussioni durature sull’area Schengen. E in effetti, se gli sviluppi positivi continueranno, l’aspettativa generale della Commissione è che la situazione complessiva torni alla normalità per quanto riguarda i controlli alle frontiere interne”.
Una data per questo “ritorno alla normalità”, però, non c’è ancora. Al momento le misure che ripristinano i controlli alle frontiere sono attive fino al 7 settembre, almeno che degli eventi non comportino cambiamenti in positivo o in negativo. Per comprendere gli sviluppi bisognerà probabilmente attendere dopo Ferragosto, momento in cui tra l’altro sarebbe concreto il rischio di una nuova ondata di arrivi a Ceuta.
Il dibattito prosegue anche all’interno della comunità e degli enti spagnoli. Il presidente della città autonoma di Ceuta, Juan Jesus Vivas, ha chiesto al ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, di rafforzare il confine per renderlo “più sicuro”, insistendo che la pressione migratoria non deve trasformarsi in uno strumento per “destabilizzare Ceuta, la Spagna e l’Europa”.
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