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Caso Ceuta, già oltre 1000 viaggiatori italiani controllati in Spagna mentre prosegue la polemica

Caso Ceuta, già oltre 1000 viaggiatori italiani controllati in Spagna mentre prosegue la polemica
Fernando Grande-Marlaska, ministro dell’Interno della Spagna, in conferenza stampa lo scorso 4 agosto. Foto da Imagoeconomica

Più di mille italiani identificati nel corso di controlli a campione. Il dibattito su quanto sta accadendo tra Italia e Spagna rimane molto acceso

Sono già oltre mille i viaggiatori italiani controllati al loro ingresso in Spagna, dopo che lo scorso venerdì – a seguito della querelle Spagna-Italia sul caso della crisi migratoria di Ceuta scoppiata a fine luglio – Roma ha deciso la temporanea sospensione dell’accordo di Schengen e di conseguenza il ripristino dei controlli alle frontiere nei porti e negli aeroporti tra Spagna e Italia.

Crisi Ceuta, scattano i controlli tra Spagna e Italia

Secondo gli ultimi dati diffusi dalle autorità, dall’inizio dei controlli alle ore 12 di oggi, sarebbero stati identificati complessivamente 1.033 viaggiatori, a bordo di 58 voli. A partecipare alle operazioni 109 agenti. La maggior parte di questi voli (18, per l’esattezza) è atterrata all’aeroporto El Prat de Llobregat di Barcellona: 552 cittadini identificati da 29 agenti. Altre 223 persone, su 18 voli, sono state identificate nell’aeroporto Adolfo Suárez-Madrid Barajas.

I restanti cittadini italiani che hanno dovuto sottoporsi alla procedura di identificazione lo hanno fatto a Valencia (65 passeggeri da tre voli), Alicante (61 passeggeri da 14 voli), Siviglia (49 passeggeri da otto voli), Malaga (43 passeggeri da cinque voli) e Bilbao (40 passeggeri da cinque voli).

Al momento, i dati del Ministero dell’Interno non forniscono numeri esatti sui controlli sulle navi da crociera in arrivo nelle comunità autonome o nei porti e negli aeroporti delle Isole Canarie e Baleari.

In attesa del 7 settembre

La Spagna prevede controlli sui cittadini in arrivo dall’Italia fino al 7 settembre, salvo “un cambiamento delle circostanze che ne hanno motivato l’adozione renda opportuno modificarne la durata”. I controlli a campione interesseranno i porti e gli aeroporti, prevedendo verifiche su identità, passaporto e nazionalità dei viaggiatori. Per i cittadini di Paesi terzi saranno controllati anche il visto e il permesso di soggiorno. Per i cittadini italiani che vanno in Spagna non serve un passaporto, ma un documento valido per l’espatrio.

Polemica anche in Spagna

La questione Ceuta e la misura introdotta dalla Spagna in risposta alla decisione italiana sulla sospensione temporanea dell’area Schengen ha messo in subbuglio l’intera Europa. La polemica interessa anche direttamente gli esponenti politici di Madrid, con la presidente della Comunità di Madrid – Isabel Díaz Ayuso del Partido Popular – che sostiene che la politica del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez (Psoe) sulla “immigrazione incontrollata” attacca anche l’Unione Europea e ha deplorato “il trattamento riservato agli italiani” in arrivo in Spagna.

“La cattiva reputazione internazionale della Spagna continuerà a crescere, perché Pedro Sánchez è incapace di difendere i nostri confini”, aggiunge. Rivolgendosi agli italiani, Ayuso conferma di non condividere le politiche del governo e “la decisione di isolarci dalle principali potenze mondiali, a cominciare dalle nostre nazioni sorelle”.

L’indagine chiesta alla Corte penale internazionale

Quanto accaduto a Ceuta ha innalzato il livello di allerta non solo per il rischio terrorismo ma anche per i timori che si scateni una nuova crisi migratoria prolungata o l’ennesimo caso di tensione internazionale. Il movimento politico spagnolo Iustitia Europa ha presentato una denuncia alla Procura della Corte penale internazionale (Cpi), chiedendo un’indagine per accertare se il re Mohammed VI del Marocco e il primo ministro Aziz Akhannouch abbiano ordinato l’ingresso di massa di persone dal Marocco a Ceuta.

Lo conferma un documento ottenuto da Europa Press, in cui si chiede di verificare se vi sia stata una “potenziale operazione statale consistente nell’utilizzo della popolazione civile come strumento per penetrare massicciamente in territorio spagnolo”. Il partito chiarisce che al momento la richiesta “non implica che vi siano al momento prove conclusive di un ordine individuale” e che l’obiettivo è accertare se le autorità marocchine “abbiano partecipato, fossero a conoscenza, ordinato, autorizzato, promosso o tollerato consapevolmente gli eventi segnalati”.

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