Quando si salpa per Salina, chi ama il cinema non può non pensare ad almeno due riferimenti. Il primo, per ovvi motivi, è Nanni Moretti “felice solo in mare, nel tragitto tra un’isola e un’altra”. Lasciato il porto di Milazzo, la colonna sonora che scatta subito in testa è quella di “Caro Diario” (1993), scritta da Nicola Piovani. Quando però all’orizzonte inizia a profilarsi la più verde delle isole eoliane, a chi torna sembra già di sentire l’odore di gelsomino e salsedine. E la musica cambia. È quella di Luis Bacalov che risuona dalle spiagge di Pollara ai vicoli di Santa Marina. Da qui Massimo Troisi, Il Postino di Michael Radford, non se n’è mai andato.
Marefestival Premio Troisi: quindici anni di cinema lento nell’isola di Salina
Ogni giugno, da quindici anni, ce lo ricorda il “Marefestival”, l’evento che nel tempo si è fatto istituzione di un certo modo di vivere il cinema, lento, con le giornate che iniziano la mattina presto, tra una granita e un tuffo al mare, e le serate fresche di un’estate in procinto di partire che celebrano la settima arte tra proiezioni in piazza e conversazioni con i protagonisti del grande schermo. Tutto nel ricordo dell’attore napoletano scomparso prematuramente proprio mentre finiva di girare una delle sue opere più note. A lui è dedicato il premio che negli anni è stato consegnato a oltre cento personalità della nostra industria cinematografica.
Giancarlo Giannini ospite d’onore: 150 film, 60 anni di carriera e la stella di Hollywood
Quest’anno tra coloro che ritireranno il riconoscimento, ci sarà uno dei più noti attori italiani nel mondo, con oltre 150 film alle spalle in 60 anni di carriera: l’irresistibile manovale catanese Mimì Metallurgico, il burbero Gennarino Carunchio travolto da un insolito destino con l’indimenticata Mariangela Melato. Stiamo ovviamente parlando di Giancarlo Giannini, dal 2023 stella della Walk of Fame di Hollywood, che sarà ospite a Salina per la XV edizione del Marefestival Premio Troisi, da venerdì 12 a domenica 14 giugno. “Siamo onorati di accogliere sull’isola eoliana un’icona del Cinema – spiega il giornalista Massimiliano Cavaleri, direttore artistico e ideatore della manifestazione insieme coi colleghi Patrizia Casale e Francesco Cappello – non esiste un italiano che non abbia impresso nella memoria almeno uno tra i mille personaggi che ha impersonato nel corso di sei decenni, grazie a una straordinaria versatilità artistica. Un maestro del grande e del piccolo schermo e uno dei più autorevoli doppiatori, che ha dato cuore e anima a illustri colleghi americani” (da Al Pacino e Jack Nicholson, ndr).
Maria Grazia Cucinotta madrina del festival: il ricordo de “Il Postino” tra Salina e Procida
Anche quest’anno Maria Grazia Cucinotta torna a fare da madrina alla kermesse, e non potrebbe essere altrimenti. L’attrice messinese era sul set de “Il Postino” accanto a Massimo Troisi, in quel film girato tra Salina e Procida che rimane uno dei casi più rari nella storia del cinema italiano: cinque nomination agli Oscar, una statuetta vinta per la colonna sonora di Bacalov, e la consapevolezza, a posteriori straziante, che Troisi lo stava girando sapendo di non avere più tanto tempo a disposizione.
La Cucinotta è presente fin dalla prima edizione del Premio, quando gli organizzatori vollero che il molo di Santa Marina – quello dove attraccano gli aliscafi, il primo approdo sull’isola – portasse il nome di Massimo Troisi. Da allora una scultura con la sua bicicletta da postino, donata al Comune dal Festival, accoglie chi arriva: i turisti la fotografano, spesso senza sapere bene perché, poi qualcuno chiede, e la storia ricomincia da capo.
Tre giorni a ingresso libero tra proiezioni, premiazioni e talk: il programma del festival
Il festival si svolge nei Comuni di Santa Marina Salina e Malfa, con un appuntamento di apertura nel porticciolo turistico Marina di Salina (venerdì 12 giugno), preceduto dalla conferenza stampa di presentazione a Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars, mercoledì 27 maggio. Tre giornate a ingresso libero in cui Salina si trasforma in una piccola capitale del cinema: proiezioni di corti, lungometraggi e documentari, presentazioni di libri, talk show, premiazioni, retrospettive. Sul palco, le interviste sono firmate da Giovanni Pontillo, che affianca la direzione artistica; a condurre le serate è la giornalista Nadia La Malfa. L’evento è patrocinato dal Ministero della Cultura e da diverse istituzioni regionali, tra cui l’Assessorato regionale Turismo Sport e Spettacolo e la Sicilia Film Commission.

Cavaleri: “Fare un buon festival del cinema è come girare un buon film”
Massimiliano Cavaleri, giornalista, scrittore e giramondo con oltre 100 Paesi visitati in tutto il mondo, è l’anima del Marefestival, la kermesse che da quindici anni, a metà giugno, trasforma Salina in un crocevia di star del cinema, nazionali e internazionali, unite nel ricordo del genio malinconico di Massimo Troisi.
Quindici anni di grande cinema alle Eolie con il “Premio Troisi”, ormai un’istituzione dell’isola. Un festival che ha attraversato profondi cambiamenti nella società: dall’esplosione dei social network all’affermazione delle piattaforme di streaming. Cosa significa oggi organizzare un evento dedicato alla settima arte?
“Oggi esistono tantissimi festival, rassegne e premi, non solo cinematografici, ben pubblicizzati grazie al web, ma molti sono meteore che non riescono a superare la più grande sfida: resistere nel tempo. Vuoi perché sono legati alla contingenze istituzionali e politiche, vuoi perché puntano a tendenze e convenienze del momento. La vera mission è trovare un’identità forte e riconoscibile, con una valenza intrinseca. Fare un buon festival del cinema è come girare un buon film”.
Quest’anno arriva a Salina Giancarlo Giannini, candidato all’Oscar nel 1977 per “Pasqualino Settebellezze” e dal 2023 tra i grandi della Walk of Fame di Hollywood. Cosa rappresenta per il festival portare sull’isola un attore del suo calibro, e cosa l’ha spinta a sceglierlo proprio per questa quindicesima edizione?
“Giannini non è solo uno dei più grandi attori e doppiatori e uno dei pochi italiani con respiro internazionale (ha persino le stelle sulle Walk of Fame di Hollywood e Toronto), ma è un monumento del cinema. La sua immagine rappresenta quello cui dovrebbero aspirare gli artisti emergenti: lavorare sodo e bene, migliorare il proprio talento con versatilità, affrontare sacrifici, sapere cambiare ruolo e accompagnare il tempo che passa, sempre con instancabile passione, girare il mondo. Questo è il maestro Giannini”.
Troisi è morto nel 1994: molti degli ospiti e del pubblico lo conoscono ormai solo attraverso i film. Come si tiene viva la memoria di un artista senza scivolare nella nostalgia?
“Alcuni film di Troisi sono disponibili su piattaforme come Netflix, sento spesso con piacere che molti giovani under 30 riscoprono pellicole del passato, come quelle con Sordi, Villaggio, Verdone, Benigni, Nuti, nomi per loro sconosciuti. Troisi sapeva toccare le corde del cuore parlando la lingua del popolo, il suo linguaggio era semplice e profondo, mai banale. Abbiamo il dovere di ricordarlo e farlo conoscere incuriosendo proprio chi non l’ha vissuto”.
Cosa ci dobbiamo aspettare da questa quindicesima edizione, e c’è qualcosa che, dopo tanti anni, la sorprende ancora di questo festival?
“Sarà un’edizione celebrativa degli oltre 100 Premi Troisi consegnati nelle passate 14 edizioni e nelle prossime settimane annunceremo altri grandi big del cinema. Faremo un omaggio alla saga di 007 James Bond (Giannini ne ha girati due e la nostra madrina Maria Grazia Cucinotta uno). Mi sorprende la voglia del nostro pubblico di venire a Salina: è rimasta uguale fin dalla prima edizione, organizzano le ferie e conciliano impegni di lavoro o familiari, pur di non perdere quei giorni magici al Premio Troisi. Ci chiedono già le date del prossimo anno. Significa in un certo senso amore e fedeltà verso un evento, nato senza euro e che ancora deve fare sforzi enormi per essere realizzato. Idem molti artisti che vengono a titolo gratuito a differenza di altri festival e vogliono tornare. E il sold out negli alberghi significa volano economico per l’isola”.

