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Tre anni, un dolore infinito e un sogno: a Giarre nasce il parco Riccardo Sorbello

Tre anni, un dolore infinito e un sogno: a Giarre nasce il parco Riccardo Sorbello
Il parco Riccardo Sorbello

Domenica prossima verrà inaugurato il nuovo spazio intitolato al piccolo di appena due anni scomparso nel 2023 a causa di un tumore raro

GIARRE – Il Parco Riccardo Sorbello, in ricordo del piccolo Riccardo che a febbraio 2023 a soli 2 anni è scomparso a causa di un tumore raro, sarà inaugurato domenica 10 maggio alle 9, in occasione della festa della mamma e a tre anni esatti dall’adozione del parco. “Siamo molto emozionati. Per noi vederlo ultimare è un carico di emozioni immenso. Presi dall’impegno di portare avanti il progetto, è come se le emozioni si fossero congelate per riemergere adesso con un carico emotivo difficile da gestire” hanno dichiarato Marco Sorbello e Ines Salanitri, papà e mamma del piccolo Riccardo. La perdita del figlio ha lasciato un dolore incommensurabile che col tempo hanno saputo trasformare in operatività, forza e voglia di veder sorridere tanti altri bambini come il loro Riccardo.

Dal dolore alla solidarietà: nasce il progetto del parco

Quando vivi un dolore così grande non sai da dove cominciare, dove ritrovare il senso della vita e la forza di andare avanti. Per noi il progetto del parco è stato un modo per aggrapparci a qualcosa, ricevendo l’abbraccio di tutta la comunità” ha spiegato la mamma di Riccardo che ha aggiunto: “Eravamo avvolti da questo dolore e pensavamo di non avere più nulla da perdere. Allo stesso tempo avevamo una forza immensa, una grinta e una ferocia che ci hanno fatto superare qualsiasi ostacolo per rendere concreto il progetto del parco”.

Raccolta fondi e sostegno da tutta Italia

Senza alcuna esperienza in merito, tre anni fa si sono attivati. Il primo cittadino di Giarre ha dato da subito la disponibilità dell’area. A seguire hanno costituito l’associazione benefica Il Sorriso di Riccardo odv, aperto il sito e la piattaforma sulla Rete del Dono per la raccolta fondi. Quanto accaduto dopo è stata una sorpresa: sono stati raggiunti da un abbraccio infinito sotto forma di sostegno economico. Le donazioni sono arrivate da ogni parte del mondo, soprattutto da concittadini che si sono trasferiti all’estero e che hanno fortemente empatizzato con Marco e Ines per far sì che da questo dolore potesse nascere il progetto del parco. A oggi è di circa 30 mila euro il valore delle donazioni pervenute, considerando la rete del dono, le offerte libere, la dazione di materiali e il versamento di somme da parte di società private e scuole, sponsor esclusi.

Un progetto inclusivo per bambini e famiglie

“Hanno donato a cuore aperto, senza volere nulla in cambio. Solamente credendo in noi e nel progetto, dimostrando fiducia e voglia di far sentire la loro vicinanza. È capitato di ricevere donazioni pure nel giorno del compleanno di Riccardo. Mai ci saremmo aspettati tutto ciò. È un evento unico. Una straordinaria follia” hanno commentato Ines e Marco. Il progetto del parco è stato realizzato dall’architetto Antonino Ermini che ha tenuto conto delle richieste di Marco e Ines. “Volevamo realizzare un parco giochi inclusivo, moderno e sicuro, che fosse inclusivo, dotato di giochi interattivi, percorsi sensoriali e un’area picnic e così è. Volevamo anche che il parco avesse degli elementi che ci ricordavano i giochi di Riccardo. Ad esempio abbiamo mantenuto nell’Isola dei piccoli il trenino perché lui aveva una passione per i treni” ha detto il papà di Riccardo.

Strutture e dettagli del Parco Riccardo Sorbello

Il parco è dotato di un’isola dei piccoli destinata ai bambini fino a 3 anni, di un’area teatro, di un’area altalene con il cestone inclusivo, di un’area picnic e di tre grandi lettere, le iniziali del nome di Riccardo, per fare l’arrampicata. Ci sono dettagli non indifferenti, come ad esempio la recinzione fatta con 800 tronchi tutti tagliati con la sega elettrica dal nonno materno di Riccardo e la presenza di tre sorrisi luminosi all’interno del parco visibili di notte dall’alto. “I sorrisi sono stati un’idea dell’architetto Emini che non ci ha svelato nulla fino alla presentazione pubblica del progetto, avvenuta a dicembre 2023. Scoprirlo lì, con tutti gli altri, ci ha molto colpito” ha raccontato Marco. Ed è proprio il sorriso, questa curva all’insù delle labbra che esprime gioia e fa cambiare il viso illuminandolo, a essere scelto come nome per l’associazione e il papà non ha alcuna esitazione nel dire che “il sorriso di Riccardo era come quello della mamma, bellissimo”. “Il sorriso di Riccardo era coraggioso, inarrestabile perché, nonostante le situazioni di dolore e di ospedale, era sempre gioioso, giocava sempre, era divertente, era simpatico. La miglior persona che ho conosciuto rimarrà per sempre Riccardo. Il suo sorriso era speciale per questo” ha ricordato la mamma Ines.

Supporto del Comune e partecipazione della comunità

Non sono mancati gli ostacoli nel passare dall’idea alla concretizzazione, ma ci sono stati alcuni “sì” che hanno trasformato lo scoramento temporaneo in azioni operative. “Il Comune di Giarre ha stanziato una somma di denaro con cui sono state realizzate le quattro pedane. È stato un passaggio fondamentale perché ha confermato la destinazione dell’area come parco” ha precisato Marco. “Una spinta altrettanto fondamentale è arrivata dall’entusiasmo lento e continuo di quanti hanno organizzato eventi che supportassero il progetto. La generosità della gente non si è mai arrestata. È come se dall’alto fosse Riccardo a invogliare. In effetti questo sorriso di Riccardo ha colpito i cuori, si è fatto amare per come lui era: bello, dolce, simpatico. I social ci hanno esposto tanto, ma ci hanno permesso di far conoscere questo bambino meraviglioso” ha spiegato Ines.

Un albero simbolo di vita e futuro

Prima dell’idea di realizzare un parco, c’era la voglia di piantare un albero come simbolo della vita che continua. “Da lì, è venuto spontaneo pensare di creare un parco giochi perché avremmo visto il sorriso di Riccardo nei sorrisi degli altri bambini che avrebbero usufruito del parco” ha dichiarato Ines, precisando: “L’albero non è ancora stato piantato. Dovrebbe avere due anni e mezzo. Non lo abbiamo ancora scelto. Sappiamo che dovrà essere un ulivo. È un aspetto delicato che non abbiamo ancora definito”. Il parco sarà gestito interamente dall’associazione che si occuperà anche delle attività che verranno organizzate.