In un clima di odio e guerra perenne, anche l’arcivescovo della Città Metropolitana di Catania Monsignor Luigi Renna si schiera a favore della fine delle ostilità e, soprattutto, risponde al presidente statunitense Donald Trump dopo le parole sprezzanti nei confronti di papa Leone XIV per i suoi messaggi contro il conflitto in corso in Iran e nell’area del Golfo.
Caso Trump-Papa Leone, le parole di Monsignor Renna
La lettera di Monsignor Renna inizia con una citazione del Vangelo: «Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti» (Lc 6,22).
Questo, invece, il testo integrale della dichiarazione:
Cari fratelli e sorelle,
in questo giorno in cui papa Leone XIV ha ricevuto parole cariche di disprezzo sui suoi messaggi di pace, alle quali ha risposto con il garbo di chi non ha posizioni politiche da difendere, ma solo la novità perenne del vangelo da annunciare, mi piace ricordare le parole di Gesù nel vangelo secondo Luca. Sono parole chiare, che ci dicono che le persecuzioni contro i cristiani non sono solo quelle che li condannano a morte, ma anche quelle di chi disprezza le loro parole, con il tentativo di “arruolare” il Vangelo alle proprie idee politiche. Il vangelo può ispirare un programma politico, ma è sempre di più di esso, e richiama principi che non sono mai “addomesticabili” ad una visione di parte, meno che mai quando si parla di pace e di Colui che, Risorto, annuncia ai suoi questo grande Dono per l’umanità. Esprimiamo parole di vicinanza e di gratitudine al Santo Padre, perché si fa eco dell’annuncio del Risorto, e continua a testimoniare l’identità della Chiesa nel mondo.
Accadde qualcosa di simile nel 1917, durante la Prima guerra mondiale, quando papa Benedetto XV scrisse una Nota alle nazioni belligeranti, esortandole a mettere fine a quella che definì una “inutile strage”. I Capi di Governo dei Paesi in guerra non risposero, tranne il Presidente degli Stati Uniti Wilson, affermando che la causa della guerra era la Prussia e che le nazioni belligeranti stavano solo liberando il mondo da questa potenza. La storia si ripete con i suoi errori. Ma anche la testimonianza della Chiesa, rinnova il suo annuncio, con la sua fermezza e la sua franchezza evangeliche.
+Luigi Renna
Cosa è successo tra papa Leone e Trump
Trump ha descritto papa Leone – che negli scorsi giorni si è espresso naturalmente contro la guerra e ha invitato i potenti leader delle nazioni coinvolte, Israele, USA e Iran a ricercare la via del dialogo – come “debole sul fronte della criminalità” e “pessimo in politica estera”, criticando in particolare le sue posizioni politiche e quelle nei confronti del nucleare. Nel suo lungo post contro il Pontefice, Trump non ha dimenticato di citare il Venezuela e dettagli della politica interna statunitense: “Non voglio un Papa che trovi terribile il fatto che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e che, ancor peggio, stava svuotando le proprie carceri riversando nel nostro Paese assassini, spacciatori e criminali violenti”. E ancora: “Non voglio un Papa che critichi il presidente americano poiché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia”.
Immediata la risposta del papa: “Io non ho paura dell’amministrazione Trump”, ha detto ai giornalisti prima di volare verso Algeri. “Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui”, ha aggiunto.
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