Roma, 7 mag. (askanews) – Nell’ambito della lotta al tumore al seno la prevenzione è un’arma fondamentale. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci intervenendo al taglio del nastro della 27esima edizione di Race For The Cure.
E’ una manifestazione molto importante – ha affermato il ministro – che accende i riflettori su una patologia molto diffusa sulla quale però l’Italia è l’avanguardia una malattia dalla quale oggi si guarisce sempre con maggior frequenza. Però bisogna ricordare quanto è fondamentale in questo tipo di lotta alle malattie la prevenzione: la prevenzione del tumore alla mammella è fondamentale, in Italia da anni c’è uno screening offerto gratuitamente al servizio sanitario nazionale. Vorrei ricordare che nell’ultima legge di bilancio noi abbiamo ampliato le fasce di età delle donne che possono sottoporsi gratuitamente allo screening del cancro della mammella, questo è molto importante ed è un risultato che testimonia l’attenzione del governo alla prevenzione e anche alle malattie oncologiche”. Race For The Cure, ha aggiunto il ministro “è quindi una manifestazione da seguire con veramente impegno e con anche gratitudine per chi ogni anno rimette al centro di tutti la prevenzione e le donne con il tumore al seno”.
La prevenzione, ha ricordato Schillaci, non ha età: “io credo che ci voglia appunto attenzione lungo tutto la fascia della vita e ribadisco quanto è importante la prevenzione sin dai primi anni di vita da insegnare nelle scuole da portare avanti anche in chi ha magari una età più avanzata”. I servizi di prevenzione, però, non sono uniformi in tutto il territorio nazionale: “Noi stiamo recuperando rispetto ai valori pre-coovid nel senso che durante il periodo del Covid c’è stata una battuta d’arresto importante, ora le adesioni stanno ritornando ai livelli che c’erano prima del Covid però rimane purtroppo questa inaccettabile differenza tra regione e regione con questo divario nord e sud che purtroppo in tanti aspetti della sanità torna. Credo che sia veramente giusto andare a inserire la prevenzione gli screening e proprio nei contesti dove magari culturalmente sono meno accettati”.

