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Turismo crocieristico in Sicilia orientale in crescita, a Catania, Siracusa e Pozzallo si punta a 640mila passeggeri

Turismo crocieristico in Sicilia orientale in crescita, a Catania, Siracusa e Pozzallo si punta a 640mila passeggeri
Porto di Catania

Gli scenari, sia quello più prudente che quello più ambizioso, indicano un boom di presenze rispetto al 2025. Di Cesare: “Settore che può certamente crescere”

La crocieristica nei porti di Catania, Siracusa e Pozzallo può crescere nei prossimi anni, e su basi solide. È la conclusione dello studio elaborato da Risposte Turismo per l’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia orientale, che disegna due scenari di sviluppo da qui al 2030.

Gli scenari indicano un boom di passeggeri rispetto al 2025

Turismo crocieristico in Sicilia orientale in crescita, a Catania, Siracusa e Pozzallo si punta a 640mila passeggeri

Nel primo scenario, più prudente, i tre porti arriverebbero a 475mila passeggeri movimentati, il 75,14% in più rispetto al 2025, con 380 accosti (+47,86%). Di questi passeggeri, 320mila sarebbero a Catania, 150mila a Siracusa e circa 5mila a Pozzallo.

Nel secondo scenario, più ambizioso, si salirebbe a 640mila passeggeri (+135,98%) e a 460 accosti (+78,99%), con 450mila passeggeri a Catania, 180mila a Siracusa e circa 10mila a Pozzallo.

Il punto di partenza è un periodo altalenante. Nel 2023 i tre scali avevano movimentato 374mila passeggeri, scesi a 258mila nel 2024 e risaliti a 271mila nel 2025. Per il 2026 la previsione è di 334mila. Il contesto internazionale aiuta, secondo i dati citati nello studio, i crocieristi nel mondo passeranno da 37,2 milioni nel 2025 a 42,1 milioni nel 2029 (+13,2%), mentre i posti letto sulle navi cresceranno del 7%.

Di Cesare: “La crocieristica può crescere”

“La crocieristica nei porti di Catania, Siracusa e Pozzallo può senza dubbio crescere – ha spiegato Francesco Di Cesare, presidente di Risposte Turismo – Entrambi gli scenari dipendono da alcuni fattori che possono spingere la crescita oltre un certo livello, ma tutto va fatto in modo ponderato, perché pesano anche elementi esterni non controllabili, che possono cambiare gli itinerari oggi prevedibili”. Per Di Cesare bisogna ragionare in un’ottica di sistema, con scali complementari e non in competizione tra loro. E ha ricordato che ci sono interventi da fare.

Lo studio assegna a ciascun porto un ruolo preciso. Catania, che ha più spazio, dovrà ospitare più navi contemporaneamente, comprese le più grandi, sopra i trecento metri e con quattro-cinquemila passeggeri a bordo. Siracusa punta su navi di fascia premium e luxury e su un traffico più stabile, con una nave medio-grande al giorno e anche la nuova stazione marittima in progetto. Pozzallo accoglierà piccole unità di nicchia e offrirà escursioni verso destinazioni difficili da raggiungere dagli altri scali, come Ragusa Ibla, Modica, Scicli, Ispica e Castello di Donnafugata.

Di Sarcina: “I porti dovranno continuare a potenziare le infrastrutture”

Il commissario dell’Autorità portuale, Francesco Di Sarcina, ha sottolineato anche le ricadute economiche. Nello scenario più ambizioso sarebbero di circa 81 milioni di euro, in quello prudente di circa 47. “Tutto questo sarà possibile se ognuno farà bene ‘i compiti per casa’ – ha detto -. I porti dovranno continuare a potenziare le infrastrutture, mentre il territorio dovrà organizzare un’accoglienza adeguata e puntare su escursioni e pacchetti turistici più vari”.

Ma ci sono anche punti da migliorare

Lo studio non nasconde i punti deboli, indicati in: terminal passeggeri inadeguati, spazi un po’ ristretti a Catania, vincoli dimensionali più stringenti a Pozzallo quando è presente il catamarano per Malta, competenze linguistiche non omogenee e picchi di caldo in estate. Tra i punti di forza, invece, l’attrattività turistica, la stagione lunga, la vicinanza dei porti alle città e la filiera turistica locale ben strutturata.

L’obiettivo, aveva esordito Di Sarcina, era creare le condizioni, attraverso la pianificazione, per affidare le strutture a soggetti efficienti e avere un quadro scientifico che permetta di capire dove si andrà, per calibrare interventi e organizzazione del futuro. “La crescita della crocieristica a Catania può essere considerata una eredità che potrei lasciare a chi vorrà dopo di me, considerata l’attuale condizione di subcommissariamento che interessa l’Adsp Mare di Sicilia Orientale. In scadenza il prossimo novembre” ha concluso il commissario dell’ente.

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