Turismo del benessere, troppe parole e pochi fatti - QdS

Turismo del benessere, troppe parole e pochi fatti

Michele Giuliano

Turismo del benessere, troppe parole e pochi fatti

venerdì 21 Giugno 2019 - 00:00
Turismo del benessere, troppe parole e pochi fatti

Le lamentele degli operatori del settore riuniti nell’agrigentino per la decima edizione di “LetterandoInFest”. Caso emblematico Sciacca che doveva essere il terzo polo turistico della Sicilia, dopo Taormina e Cefalù, con un complesso mai nato. Antonio Mangia (Aeroviaggi): “Il male dello sviluppo turistico è la burocrazia e la gestione degli enti locali, io e Rocco Forte ostacolati nella realizzazione dei nostri progetti”

SCIACCA (AG) – Il turismo al centro dell’economia siciliana, ma che stenta a spiccare il volo per colpa di una burocrazia lenta, farraginosa e inconcludente. Tante le lamentele degli operatori del settore, che ne hanno parlato anche nella conferenza sul ‘Turismo del Benessere’ a Sciacca, nell’agrigentino, nell’ambito della decima edizione del ‘LetterandoInFest’. Presenti all’evento, il presidente della Fijet Italia Giacomo Glaviano insieme a Ignazio Buttitta dell’Università di Palermo, a Toti Piscopo, direttore editoriale di travelnostop.com, al patron di Aeroviaggi Antonio Mangia e al dirigente regionale del Settore Turismo Giuseppe Cigna.

In questa sede si è discusso della situazione di Sciacca, che ha vissuto sulla propria pelle i danni fatti da una certa burocrazia lenta, ostacolo alle energie imprenditoriali. “Già più di 35 anni fa – ha sottolineato Piscopo – Sciacca era destinata a diventare il terzo polo turistico della Sicilia, dopo Taormina e Cefalù”. E in questa ottica era stato pensato il complesso turistico di Sciaccamare. Progetto faraonico, che per vicende legate alle gestioni politiche del tempo, nonostante la giusta intuizione, naufragò fin quando non fu acquistato da Aeroviaggi. Insomma, le buone idee accompagnate dall’entusiasmo e la volontà di tante persone che vogliono lavorare, per se stesse e per il territorio, che vengono frenate, bloccate, limitate da uffici che lavorano senza elasticità, applicando pedissequamente procedure e normative desuete.

“Mi dispiace essere controcorrente – ha detto Mangia – ma devo lamentare che il male dello sviluppo turistico è la burocrazia e la gestione degli enti locali per le difficoltà di tutelare le proprietà. Basterebbe che il Comune facesse da facilitatore agevolando e non ostacolando imprenditori come me e Rocco Forte che con il nostro impegno contribuiamo ad alimentare positivamente le casse comunali”.

Anche altre voci si sono alzate a sostenere la stessa argomentazione, soffrendo, in preparazione della stagione estiva, della preparazione e gestione di tutti i procedimenti e carte e documenti da presentare ad un numero spropositato di uffici.

“Lo sviluppo turistico non può essere rallentato dalla sovrapposizione burocratica di enti”: a dirlo, alla vigilia dell’apertura della stagione balneare, è la Fiba Confesercenti Sicilia che riunisce gestori di lidi balneari e di strutture all’area aperta. Nei giorni scorsi una delegazione, guidata dal presidente Fiba Sicilia, Alessandro Cilano, e dal coordinatore regionale Assoturismo Sicilia, Salvatore Basile e composta da Santino Morabito, presidente Fiba Messina, Antonio Pollara vice presidente Assocamping Sicilia e Aldo Spatafora, ha chiesto e ottenuto di incontrare l’assessore regionale Territorio e Ambiente Toto Cordaro per affrontare le più urgenti criticità della categoria.

“Nello specifico – dice Alessandro Cilano – ci troviamo a fare i conti con troppi enti che a diverso titolo sul territorio sono preposti al rilascio di autorizzazioni o pareri propedeutici per il conseguimento della concessione demaniale marittima”.

Il settore, pertanto, sempre più spesso, si confronta con l’assenza di univocità di comportamenti, come accade in alcuni Comuni dove gli uffici del Genio Civile richiedono alle strutture con regolare titolo concessorio e quindi già in possesso di ogni requisito di legge, di produrre nuovamente la certificazione antisismica solo per il fatto di voler rimanere istallate tutto l’anno come prevede la legge.

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