Turismo in Sicilia, “Troppa frammentazione” - QdS

Turismo in Sicilia, “Troppa frammentazione”

Michele Giuliano

Turismo in Sicilia, “Troppa frammentazione”

sabato 12 Ottobre 2019 - 00:00
Turismo in Sicilia, “Troppa frammentazione”

Assessorato regionale preoccupato, sono molti i punti deboli dei distretti turistici recentemente istituiti. Invece di costruire una rete ci si mette in competizione e alla fine della fiera si perde tutti

PALERMO – Tante le possibilità offerte, enorme la potenzialità turistica del territorio siciliano, grande appeal sul mercato estero, eppure ancora qualcosa non funziona perché veramente il settore possa decollare.

Lo rileva l’Osservatorio Turistico dell’assessorato regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo nella relazione dal titolo “Il turismo in Sicilia nel contesto delle tendenze mondiali e nazionali”.

Uno dei problemi fondamentali sarebbe la mancanza di coerenza e di collaborazione tra le diverse attività proposte. Invece di costruire una rete, in pratica, ci si mette in competizione, e alla fine della fiera si perde tutti. Un problema che emerge nel quadro della nascita dei Distretti turistici: se tendenzialmente ogni organismo di questo tipo dovrebbe essere in grado di generare una autonoma offerta turistica che faccia riferimento al proprio territorio di riferimento o al proprio tema, tale presupposto allo stato attuale è risultato solo parzialmente efficace e la motivazione emerge dagli esiti delle più recenti ricerche, avviate anche dallo stesso Dipartimento regionale del Turismo dello Sport e dello Spettacolo, che dimostrano come per il turismo estero la Sicilia sia identificata come un’unica destinazione turistica: “Un’attenta e complessa procedura partecipata – si legge nella relazione – ha messo in luce un numero consistente di ambiti geoturistici distrettuali potenzialmente suscettibili di essere sede di autonome strategie di affermazione nel mercato, avvalendosi, ovviamente, del brand Sicilia; allo stesso tempo sono emerse, attraverso il dialogo tra Regione e istanze locali, diversi ‘distretti tematici’ attorno ad argomenti, filoni di risorse, percorsi, fili conduttori fruitivi a loro volta intersecati con una o più aree geografiche distrettuali.

Distretti territoriali e tematici dovrebbero, insieme considerati, riuscire ad esprimere al meglio l’intero potenziale turistico dell’isola”. La complessità degli strati di risorse e la numerosità dei filoni di interesse sono caratteristiche che rendono universalmente unica la Sicilia; la ricchezza di questi filoni può essere ulteriormente valorizzata per i visitatori provenienti da lontano, ma sicuramente anche per una quota rilevante del turismo interno siciliano.

Invece, ognuno degli investimenti in marketing e promozione dei diversi Distretti è rimasto autonomo, non concorrendo a formare un sistema coordinato di offerta a scala regionale, con ciò penalizzando sé stesso in termini di visibilità e l’intera isola in termini di mancata sinergia nell’impiego delle risorse.

Il frazionamento dell’offerta, già insito in un sistema con così numerosi attori, ha trovato un ulteriore aggravante nel processo di finanziamento attraverso il programma operativo europeo 2007/2013, che ha valutato le singole iniziative progettuali, apprezzate in funzione della sola congruenza programmatoria con i Piani di Sviluppo Turistico dei rispettivi Distretti, senza il contesto di una più ampia cornice a scala regionale, soprattutto per quanto attiene alle attività promozionali e di marketing, i cui strumenti di riferimento sono maturati solamente dopo la definizione dei progetti finanziabili.

Ciò ha condotto all’attivazione di iniziative apprezzabili in sé, ma inevitabilmente distribuite in ordine sparso sia nel tempo che nello spazio, non all’altezza quindi di rappresentare una riconoscibile e complessiva “massa critica” capace di incidere sensibilmente sulle dinamiche del mercato, anche a fronte di investimenti sensibili, e compromettendo la possibilità di fare ricorso ad economie di scala. La situazione è peggiorata dall’alto livello di competizione tra i soggetti pubblici ed i soggetti privati, ma anche tra gli stessi soggetti pubblici, tra di loro, e privati, tra di loro, che mal si sposa col principio partenariale sul quale dovrebbero fondarsi i Distretti stessi.

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