Non si arrestano le criticità sui grossi rincari sul carburante per rifornire gli aerei di linea, a causa della guerra in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz. L’elevato aumento allarma le compagnie aeree e i consumatori.
Stando alle statistiche, i rincari dovuti all’attuale conflitto sarebbero del 100% sul cherosene per gli aerei.
Le statistiche sul carburante in Europa
I dati attuali sull’impennata del carburante, forniti principalmente da IEA, TTF, Brent e Federal Reserve, indicano una situazione allarmante in Europa. Il continente si posiziona al secondo posto, rispetto a Asia e USA, con il 100% di aumenti negli ultimi due mesi.
Dopo il cherosene dei voli di linea, il dato più preoccupante riguarda il prezzo industriale del diesel (+80%), seguito da quelli su benzina (+58%), petrolio (+55%) e gas (+43%).
“Prepararsi a conseguenze se crisi in Medio Oriente andrà oltre maggio”
La Commissione europea ha varato il quadro temporaneo per far fronte alla crisi generata dall’escalation del conflitto in Medio Oriente. Lo schema Middle East crisis temporary state aid framework (Metsaf) è, così, è connesso al forte aumento dei prezzi energetici e rischi per crescita e inflazione nell’Ue. Finalizzato a sostenere i settori più colpiti – agricoltura, pesca, trasporti -, consentirà ai governi nazionali la copertura fino al 70% dei costi extra legati all’aumento dei prezzi di energia, carburanti e fertilizzanti.
Sulla carenza di carburante, la Commissione non ha espresso particolari preoccupazioni dichiarando che non si registrano carenze di carburante al momento. Tuttavia le scorte sono in diminuzione a causa della chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz. Il rischio di serie e probabili conseguenze per l’Ue si verificherebbe se la crisi in Medio Oriente “dovesse protrarsi oltre la fine di maggio”.
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