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Turismo: Palmucci, Enit sia fiore all’occhiello del turismo

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Turismo: Palmucci, Enit sia fiore all’occhiello del turismo

lunedì 06 Maggio 2019 - 00:00
Turismo: Palmucci, Enit sia fiore all’occhiello del turismo

Il Presidente a Capri, stop alle attese, investire sulle lingue e sulla formazione professionale

“Non vogliamo perdere tempo: l’Enit può diventare davvero il fiore all’occhiello del ministero del turismo e della promozione turistica dell’Italia nel mondo. Il cda è stato completato (con l’inserimento anche dell’assessore regionale al Turismo della Regione Siciliana Sandro Pappalardo, ndr) ed è stato convocato la settimana prossima in modo che si insedi e possa iniziare a lavorare rapidamente per predisporre il piano triennale entro i prossimi quindici giorni”.

Lo ha detto il neo presidente dell’Enit Giorgio Palmucci (nella foto con Pappalardo e il ministro Centinaio), da trent’anni nel settore ed ex presidente di Confindustria Alberghi, che ieri ha fatto la sua prima uscita ufficiale pubblica dopo la nomina proprio in casa della “concorrenza”, ovvero all’assemblea generale di Federalberghi a Capri.

“Non lo invidio ma gli faccio gli auguri di cuore di buon lavoro” ha detto il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca durante la sua relazione.

“Noi come Enit – ha dichiarato Palmucci – siamo il braccio del Ministero del Turismo e il nostro compito è, tenendo conto le strategie definite dal dicastero, di portarle avanti sotto il profilo della promozione del nostro Paese all’estero facendo da collante e lavorando insieme alle Regioni perché il Titolo V dà alle Regioni la delega sul turismo ma è estremamente importante lavorare insieme”.

Palmucci ha spiegato di essere ottimista considerando che anche le Regioni hanno la volontà di portare nuovi turisti in Italia aggiungendo che alcuni target e obiettivi sono stati fissati “anche in funzione del passaggio del Turismo all’Agricoltura, ed è importante che vengano a scoprire il nostro Made in Italy, che non è solo l’alimentare ma anche il design e la moda”.

“Il nostro obiettivo – ha sottolineato – è lavorare definendo quali sono i Paesi strategici di provenienza dei turisti, sapendo che ci sono dei mercati saturi, il 30% dei turisti stranieri sono tedeschi e bisogna riuscire a portarli a scoprire altre cose, non solo le città d’arte e il turismo del mare (che già conoscono bene). Poi bisogna andare in altri Paesi emergenti dove c’è un potenziale di crescita enorme, l’anno prossimo sarà l’anno del Turismo Italia-Cina, poi i paesi del Golfo Persico, l’India, il Sudamerica”.

Il nuovo presidente dell’Enit ha ricordato come occorra considerare con attenzione anche il cosiddetto turismo di ritorno da nazioni come il Brasile e l’Argentina “dove il numero di cittadini di origine italiana è enorme, corrisponde quasi al numero degli italiani”.

“Bisogna fare in modo – ha detto – che la promozione permetta di scoprire il nostro Paese senza rovinarlo, bisogna fare attenzione all’overtourism”.

A Capri tra gli ospiti c’era anche Flavio Briatore, che ha accusato l’Italia di bistrattare il turismo di lusso.

“L’Italia – dice Palmucci – deve essere in grado di accogliere i turisti, non soltanto di elite, ma non si deve guardare al turista che possono spendenre come a un turista negativo perché effettivamente nel recente passato è stato fatto così, in alcuni casi. Penso alla manovra Monti sugli yacht: semplicemente hanno portato questi turisti ad andare in Corsica o in Grecia”.

Se l’Italia ha un vantaggio senza dubbio nella qualità e nella facilità dell’accoglienza, Palmucci ammonisce: “E’ necessario che questo sia unito alla formazione professionale e soprattutto alla conoscenza delle lingue che è essenziale. Non si può pensare che cinesi e giapponesi debbano per forza parlare l’italiano o l’inglese. Se li vuoi accogliere devi parlare la loro lingua”.

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