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Turismo, il paradosso di Sambuca: un borgo famoso nel mondo ma difficile da visitare senza auto

Turismo, il paradosso di Sambuca: un borgo famoso nel mondo ma difficile da visitare senza auto
Giovanna Casà, sindaca Sambuca di Sicilia

Un’area interna emblematica sia per i punti di forza che per le difficoltà. La sindaca Giovanna Casà racconta al QdS le peculiarità del territorio e le strategie per rilanciare un turismo di qualità

SAMBUCA DI SICILIA – Promuovere borghi, cantine e produzioni tipiche non basta a trasformare un territorio in una destinazione turistica. Perché le risorse locali diventino esperienze accessibili occorrono collegamenti adeguati e soluzioni che consentano di spostarsi anche senza un’automobile privata. È una delle contraddizioni del turismo nelle aree interne: territori valorizzati per il patrimonio paesaggistico, culturale ed enogastronomico, ma che possono risultare difficili da raggiungere e da vivere per chi dipende dai mezzi pubblici.

La questione assume particolare rilevanza per il turismo enogastronomico: raggiungere un borgo può non essere sufficiente se, una volta arrivati, diventa complicato spostarsi tra cantine, aziende agricole e altre attività locali.

Sambuca di Sicilia, i collegamenti per raggiungere il borgo

In questo contesto si inserisce Sambuca di Sicilia, nell’Agrigentino, territorio dalla forte vocazione vitivinicola che negli ultimi anni ha acquisito visibilità anche a livello internazionale. La sindaca Giovanna Casà non descrive il Comune come una realtà particolarmente isolata, ma riconosce la necessità di migliorare alcuni collegamenti, soprattutto per chi viaggia senza un mezzo proprio.

“Sambuca – ha spiegato la prima cittadina – ha una posizione abbastanza centrale. Ci troviamo sulla Palermo-Sciacca, quindi ci sono diversi mezzi che collegano il paese ai centri più grossi e importanti. Siamo vicini a Sciacca, al mare, e distiamo poco da Palermo: percorrendo la Fondovalle sono appena cinquanta minuti”.

La posizione geografica, dunque, rappresenta secondo Casà un elemento favorevole. Le criticità emergono soprattutto per chi arriva in Sicilia in aereo e deve raggiungere il borgo con il trasporto pubblico. “Il problema più grande può essere legato ai turisti che arrivano in aeroporto, perché non abbiamo un collegamento pubblico diretto: bisogna andare a Palermo e poi da Palermo recarsi a Sambuca”.

Turismo a Sambuca, le difficoltà per visitare le cantine senza auto

La questione dell’accessibilità turistica, però, non si esaurisce nel viaggio verso il centro abitato. In un territorio dove la vitivinicoltura rappresenta una componente importante dell’economia, la possibilità di visitare più aziende durante la stessa giornata diventa essenziale per costruire un’esperienza enogastronomica completa. Su questo punto Casà riconosce una difficoltà concreta, distinguendo tra i gruppi organizzati e i visitatori che scelgono di muoversi autonomamente. “Abbiamo – ha spiegato – avuto la presenza di diversi gruppi che vengono da fuori, sia dalla Sicilia sia da altre regioni. Generalmente arrivano nel fine settimana e si organizzano con degli autobus”.

È proprio il bus privato, infatti, a consentire ai gruppi di pianificare le visite senza dipendere dalle corse di linea. “Se sono già organizzati in gruppo e hanno previsto tutto, effettuano le visite comodamente. Se invece arrivano con un mezzo pubblico di linea e devono girare tra le varie cantine, lì diventa più complicato”, ha ammesso la sindaca. Una distinzione che evidenzia il limite di un sistema nel quale la presenza di collegamenti non garantisce necessariamente la possibilità di muoversi agevolmente tra le diverse attrazioni. Per chi non dispone di un’automobile o non partecipa a un tour organizzato, raggiungere Sambuca può essere possibile, ma costruire un itinerario tra le aziende del territorio risulta più difficile. Il Comune cerca intanto di facilitare l’accoglienza dei visitatori attraverso l’organizzazione delle visite. “Se veniamo avvisati prima, i turisti trovano tutto il tour organizzato, grazie anche alla collaborazione con gli operatori turistici e, in base alle necessità, possono essere messe a disposizione guide per accompagnare i gruppi nei luoghi di interesse”, ha raccontato Casà.

Sambuca, dal Borgo dei borghi al turismo internazionale

Sambuca punta a consolidare la propria attrattività turistica, anche sulla scia della notorietà acquisita con iniziative come “Borgo dei borghi” e il progetto delle case a un euro. Un percorso che, secondo la sindaca, richiede un coinvolgimento sempre più ampio delle realtà economiche locali. “Dopo questi eventi Sambuca è stata conosciuta a livello internazionale e abbiamo accolto molti visitatori. Stiamo cercando di puntare moltissimo sul turismo e stiamo ancora lavorando, perché non abbiamo raggiunto dei risultati definitivi: si può sempre migliorare”.

Al centro della strategia ci sono soprattutto le cantine e le attività produttive. “Abbiamo – ha concluso – un territorio molto vasto, per lo più impegnato nell’attività vitivinicola, che rappresenta la parte più importante della nostra economia. Come amministrazione abbiamo organizzato degli incontri proprio per rafforzare la collaborazione tra gli operatori del settore, le istituzioni e le associazioni presenti sul territorio”.

Mobilità e servizi, la sfida per il turismo nelle aree interne

Il caso di Sambuca restituisce così le diverse sfumature della sfida che interessa le aree interne: una posizione geografica considerata favorevole e un’offerta enogastronomica consolidata non eliminano le difficoltà di chi deve organizzare gli spostamenti senza un mezzo privato. La promozione può attirare visitatori, ma perché questi possano scoprire davvero il territorio occorre rendere accessibili anche le tappe successive all’arrivo. È su questa integrazione tra mobilità, imprese e servizi che si gioca la possibilità di trasformare l’interesse turistico in un’opportunità duratura per il borgo e per chi lo abita.