Turismo, stranieri ancora grandi assenti. “Sarà una Pasqua in tono minore” - QdS

Turismo, stranieri ancora grandi assenti. “Sarà una Pasqua in tono minore”

Patrizia Penna

Turismo, stranieri ancora grandi assenti. “Sarà una Pasqua in tono minore”

giovedì 31 Marzo 2022 - 05:28

L’allarme di Messina, presidente Assoturismo Confesercenti: “Pioggia di disdette”. Confimi sul bonus Imu: “Solo per strutture con perdite 50% fatturato. E gli altri?”

ROMA – “Abbiamo appena diffuso i dati del primo trimestre. Notiamo una piccola ripartenza, se così si può definire, ma abbiamo sedici milioni di presenze in meno, parliamo di pernottamenti. Di questi, ben dieci milioni sono rappresentati da turisti stranieri”.
A rilevarlo è il presidente di Assoturismo Confesercenti, Vittorio Messina che ha parlato del “boom di rinunce ai viaggi, del turismo nel periodo di Pasqua e dell’Energy Surcharge”.

“Dopo venticinque mesi di pandemia con la crisi dell’Ucraina noi spostiamo avanti ancora una volta l’asticella della ripartenza, che ci sarà, che sarà lenta e dolorosa. È sempre più difficile fare turismo in Italia”, ha sottolineato.
“Le prenotazioni che avevamo registrato soprattutto nel mese di febbraio sono quasi tutte disdette. Non c’è il turismo straniero. Il turismo di prossimità quello di Italia su Italia è un tipo di turismo che prenota oggi per domani”, ha raccontato Vittorio Messina. “Quindi stiamo assistendo a delle mancate prenotazioni sul turismo di prossimità e a delle disdette. Sarà una Pasqua in tono molto minore”, ha aggiunto ancora.

“Venticinque mesi di crisi di pandemia che ci trovano allo stremo. Una cosa è intervenire con dei provvedimenti anche tampone in una condizione di normalità all’inizio di una crisi, altro è intervenire dopo venticinque mesi di crisi” ha inoltre detto Messina riguardo l’Energy Surcharge. “Ci sono delle aziende appesantite. Le uniche boccate di ossigeno in termini economici che ha avuto il comparto turismo sono state quelle relative alle due stagioni estive del 2020 e del 2021 che non ci hanno tradito. Per il resto, pensate alle città d’arte che non sono ripartite e non ripartiranno in tempi brevi, una cosa devastante dal punto di vista economico” ha osservato inoltre.

Accanto alla crisi pandemica, allo scenario internazionale fortemente segnato dalla guerra, il settore lamenta il fatto che gli interventi messi in campo dal Governo per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina produrranno benefici solo parziali.
“Buona l’idea, peccato per l’esecuzione”: a parlare è Manuela Aloisi imprenditrice e delegata di Confimi Industria al Turismo e il riferimento è all’introduzione del credito d’imposta Imu per le strutture ricettive così come regolato dal Decreto n°21 del 21 marzo 2022 .
Entrando nello specifico del benefit previsto per le strutture turistico-ricettive Aloisi fa presente che “constatare un calo dei ricavi rispetto al 2019 è un ottimo motivo per godere di un’esenzione ma che ne benefici solo chi ha perduto almeno il 50% è riduttivo per chi oggi lavora nel mondo dell’hotellerie”. “Piuttosto – propone la delegata di Confimi – sarebbe stato opportuno immaginare un sistema crescente di esenzioni correlato alla diminuzione del fatturato”.
Ma le restrizioni non finiscono qui perché il credito d’imposta è riconosciuto, se e solo se, negli immobili di categoria D2 vi sia anche la gestione di attività turistica. “Per tutti gli altri immobili – sottolinea Aloisi riferendosi a quelli non di proprietà – è previsto dal Decreto Sostegni Ter invece il Credito d’imposta sugli affitti”.

“In questo caso, il raffronto sul fatturato non sarà su base annua ma avverrà per ogni singolo mese del primo trimestre del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2019. Potrà quindi capitare che nel caso di una mensilità il credito possa spettare all’imprenditore e in altre no”. Fin qui tutto chiaro fatto salvo che “potrebbe capitare quindi che la sommatoria del complessivo fatturato del 2022 riporti il 50% in meno di fatturato rispetto al 2019 e tuttavia non si avrebbe diritto alla misura”, continua Aloisi.

“Riconosciamo la buona intenzione e l’attenzione posta al comparto, ma ci apprestiamo a vivere un nuovo anno a singhiozzo con i timori della Guerra e l’assenza di una fetta importante del turismo internazionale come quello russo rappresenta” ricorda in chiusura la delega Confimi Industria al Turismo “ il settore ricettivo rischia di essere così spazzato via in favore dei grandi gruppi alberghieri che nulla hanno a che vedere con l’ospitalità made in Italy”, conclude.

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