Roma, 12 giu. (askanews) – Con “spirito di compromesso” l’Italia appoggia la proposta della presidenza di turno dell’Unione europea sul “Cbam” (Carbon border adjustment mechanism), il meccanismo di aggiustamento e tassazione delle emissioni di CO2 alle frontiere. Ma continua ad auspicare che ora, nel negoziato con il Parlamento europeo, si arrivi a una ulteriori estensione dei prodotti europei tutelati tramite questo meccanismo e chiede un attento monitoraggio sui rischi di distorsione o aggiramento. E’ la posizione espressa dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti durante i lavori dell’Ecofin.
“La transizione – ha detto Giorgetti – va accompagnata con strumenti che tutelino la competitività dell’industria europea. Abbiamo fin dall’inizio sostenuto un meccanismo applicabile a tutti i livelli della produzione, a monte e a valle della filiera produttiva, e la necessità di tutelare le aziende maggiormente votate alle esportazioni. Avremmo preferito un testo più ambizioso, ma apprezziamo i progressi compiuti nel negoziato e quindi possiamo sostenere il compromesso della presidenza”.
“Auspichiamo comunque che, nel corso della prosecuzione della negoziato col Parlamento, sia considerata una estensione ulteriore dei prodotti a valle, da includere, riteniamo inoltre molto importante – ha detto – monitorare nell’ambito del processo di revisione i rischi di distorsione e aggiramento del meccanismo”.
“Consideriamo infine essenziale che il meccanismo sia sufficientemente flessibile – ha spiegato Giorggetti – per poter essere adeguato o sospeso a fronte di circostanze impreviste che colpiscano specifici prodotti per l’industria o l’agricoltura europea”.
“A questo proposito è positiva la previsione di una clausola di emergenza, anche se avremo preferito una procedura più rapida e snella rispetto a quella prevista dal testo. Il tema dei fertilizzanti in questo momento, credo che sia di assoluta rilevanza. Infine, comprendiamo le motivazioni delle ultime modifiche sulle regioni ultraperiferiche, vista la necessità di tenere in considerazione le peculiarità di questi territori. E quindi – ha concluso – possiamo accettare la modifica in uno spirito di compromesso”.

