Una rete ciclabile strategica per Agrigento - QdS

Una rete ciclabile strategica per Agrigento

Irene Milisenda

Una rete ciclabile strategica per Agrigento

mercoledì 13 Maggio 2020 - 00:00
Una rete ciclabile strategica per Agrigento

Torna alla ribalta il progetto Arcs, fondamentale anche in questo periodo della Fase 2. Il sindaco Firetto: “Un’idea innovativa per ripensare il nostro modo di vivere il territorio”

AGRIGENTO – La Città dei Templi punta a diventare sempre più green. In questa Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, in cui prendere un mezzo pubblico è visto come un rischio, molte più persone scelgono come mezzo di trasporto ideale la bici, che oltretutto potrebbe essere una valida alternativa all’auto a beneficio dell’ambiente. Anche per questo il sindaco Lillo Firetto ha deciso di portare avanti il progetto Arcs, Agrigento rete ciclabile strategica.

L’investimento di 3 milioni 550 mila euro è stato tra gli interventi richiesti un anno fa dal Comune alla Regione Siciliana in Agenda urbana: si tratta di in un progetto di mobilità sostenibile, in corso di definitiva riapprovazione da parte dell’Autorità regionale, che consentirà di mettere a bando la realizzazione del progetto della Rete ciclabile strategica entro il prossimo autunno. “Un’idea innovativa – ha sottolineato Firetto – in quanto la rete ciclabile oggi s’impone quale utile strumento per ripensare il nostro modo di vivere la città”.

Dalla zona balneare di San Leone, la rete ciclabile si snoderà lungo un tracciato che porta alla foce del Fiume Akragas e risalirà attraverso un percorso naturalistico connesso all’area del Parco archeologico e paesaggistico e giungerà da un lato fino al Parco dell’Addolorata passando sotto il ponte Morandi e, dall’altro, percorrendo a valle la città e risalendo fino al parcheggio di interscambio che sorgerà nei pressi di piazza Ugo La Malfa.

“Sono percorsi di bellezza e libertà – ha detto il primo cittadino – che in momenti come quelli che stiamo vivendo assumono maggior rilievo. Incentivare l’utilizzo dell’uso della bici o del monopattino elettrico, e anche il ricorso a servizi di mobilità individuale condivisa, come il bike sharing, diventa fondamentale sin dall’avvio della Fase2, tenuto conto che anche i mezzi di trasporto pubblico dovranno far osservare misure di prevenzione con un numero contingentato di utenti per contenere il diffondersi del contagio”.

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