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Vacanze 2026, mercato da 120 mld: Sicilia ottava ma nessuna provincia con capacità di spesa turistica

Vacanze 2026, mercato da 120 mld: Sicilia ottava ma nessuna provincia con capacità di spesa turistica
Imagoeconomica

L’analisi mostra un forte divario territoriale: le province metropolitane e i territori ad alta capacità reddituale concentrano una quota crescente della domanda turistica. Nessuna città siciliana nella classifica

Nel 2026 la spesa turistica delle famiglie italiane raggiungerà circa 120 miliardi di euro. E’ il dato elaborato a partire dalle previsioni di crescita del comparto turistico. L’analisi evidenzia una domanda alta nelle grandi aree urbane e nelle province caratterizzate da maggiore capacità reddituale e migliore accessibilità ai collegamenti nazionali e internazionali. La Sicilia si posiziona tra le prime dieci a livello regionale ma non in testa alla classifica, con 6,9 miliardi. Nella classifica delle città con maggiori capacità di spesa, non rientra nessuna città siciliana.

La spesa turistica nel 2026

Le vacanze degli italiani valgono sempre di più. Le elaborazioni del tour operator Vamonos Vacanze, specializzato in vacanze di gruppo, indicano che quest’anno la spesa turistica delle famiglie italiane raggiungerà circa 120 miliardi di euro. Vengono considerati sia i viaggi fatti sul territorio nazionale sia quelli all’estero. La statistica viene principalmente dalle previsioni di crescita del comparto turistico diffuse da Demoskopika. Sono stati inclusi anche gli indicatori territoriali relativi a popolazione residente, reddito disponibile, capacità di spesa e propensione al viaggio, basandosi su dati proprietari del tour operator e su dati Istat, Banca d’Italia ed Eurostat.

Sicilia sul mercato ma non tra le prime cinque

Secondo il dato rilevato, a livello regionale la Sicilia rientra tra le prime dieci destinazioni deputate come meta turistica prescelta in Italia. L’Isola si posiziona, così, ottava con 6,9 miliardi. A seguire altre regioni del Sud, Campania (8,7 miliardi), Puglia (5,9 miliardi), che precedono Toscana (8,1 miliardi) e Liguria (3 miliardi). Nella top 5 troviamo Lombardia (28,7 miliardi di euro), che si conferma il principale bacino di domanda turistica del Paese, seguita da Lazio (11,3 miliardi) e Veneto (10,9 miliardi). Emilia-Romagna (10,2 miliardi) e Piemonte (9,3 miliardi), a conferma del ruolo centrale delle grandi aree metropolitane e delle regioni economicamente più dinamiche. Insieme rappresentano una quota molto rilevante della spesa complessiva generata dalle famiglie italiane per le vacanze.

Capacità di spesa turistica concentrata in aree con maggiore reddito disponibile

“La capacità di spesa turistica continua a concentrarsi nei territori con maggiore reddito disponibile e con una forte cultura del viaggio, ma si osserva una crescita progressiva anche in molte province di medie dimensioni”, evidenzia Vamonos Vacanze. La classifica per città metropolitane e province vede al primo posto Milano (10,7 miliardi di euro), che si conferma il principale mercato turistico italiano per capacità di spesa delle famiglie. Sul podio anche Roma (8,6 miliardi) e Torino (5,3 miliardi). Nella top 10 inoltre abbiamo Napoli (4,7 miliardi), Brescia (4,2 miliardi), Bergamo (3,6 miliardi), Bologna (3,5 miliardi), Firenze (3,28 miliardi), Verona (3,27 miliardi), Monza e Brianza (3,15 miliardi).

La classifica sottolinea il peso crescente delle grandi città ma anche il ruolo sempre più rilevante di territori ad alta produttività e forte mobilità come Brescia, Bergamo e Monza Brianza. Le prime 10 province concentrano da sole oltre un terzo della spesa turistica nazionale stimata per il 2026. “La leadership di Milano riflette non soltanto il livello dei redditi, ma anche una maggiore propensione ai viaggi internazionali e una più elevata frequenza di acquisto di vacanze organizzate”, spiegano gli specialisti.

Prenotazioni anticipate e maggiore attenzione alla qualità: 120 mld di spesa

Dall’analisi viene confermata una tendenza in crescita e già anticipata nei mesi scorsi. I consumatori preferirebbero, infatti, prenotare anticipatamente – molto più rispetto al passato – prediligendo le vacanze organizzate e la qualità dell’esperienza, non la mera destinazione. Nel complesso, i 120 miliardi di euro stimati per il 2026 confermano il ruolo del turismo come uno dei principali capitoli di spesa delle famiglie italiane. Le vacanze non rappresentano più una spesa residuale ma una componente strutturale dei consumi. Anche in un contesto economico complesso gli italiani continuano a investire nel tempo libero, nei viaggi e nelle esperienze.

Forte divario territoriale tra le province nazionali, avanti quelle con alta capacità reddituale

L’analisi mostra inoltre un forte divario territoriale: le province metropolitane e i territori ad alta capacità reddituale concentrano una quota crescente della domanda turistica, mentre nelle aree più periferiche la spesa resta significativamente inferiore. “Il dato più significativo è che la domanda continua a crescere non soltanto nelle destinazioni tradizionali, ma anche nelle formule organizzate, nei viaggi di gruppo e nelle esperienze che consentono di ottimizzare il rapporto tra costo, servizi e sicurezza del viaggio” concludono gli analisti di Vamonos Vacanze.

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