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Vacanze in Sicilia, alla scoperta dei “laghetti” di Cavagrande

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Vacanze in Sicilia, alla scoperta dei “laghetti” di Cavagrande

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martedì 06 Luglio 2021 - 16:31

Selvaggia e silenziosa, la Cavagrande del Cassibile è il paradiso del trekking, meta di picnic per giovani e famiglie. E’ l’alternativa al mare della Sicilia Orientale. Cosa vedere e come raggiungerla

Chi dice che in Sicilia non esistono alternative al mare, si sbaglia. Esiste un luogo, nella Sicilia Orientale, in cui è possibile fare un tuffo in piscine naturali di acqua limpida e cristallina immerse in nella natura incontaminata. Stiamo parlando dei “laghetti” della Riserva naturale orientata Cavagrande del Cassibile, e si trova tra Siracusa ed Avola.

Panorami mozzafiato nella sommità e sul fondo, una valle scavata da un fiume che ha creato un canyon. E’ il paradiso del trekking ed è un luogo incantevole da visitare, almeno una volta, per chi viene in vacanza in Sicilia, nel siracusano.

CAVAGRANDE, IL CANYON DELLA SICILIA ORIENTALE

Cavagrande è una delle riserve più belle della Sicilia Orientale. È vasta oltre 2700 ettari in cui scorre il fiume Cassibile, l’antico Kacyparis greco, che nel corso dei millenni ha creato una serie di profondi canyon lunghi dieci chilometri. Un paradiso naturale circondato da imponenti pareti rocciose, che in alcuni punti sono alti fino a 300 metri. Per chi è amante delle arrampicate, e si trova in vacanza in Sicilia, è il luogo perfetto. La Riserva naturale orientata Cavagrande del Cassibile è ricca di rilevanze paesaggistiche, antropologiche, idrogeologiche, archeologiche e speleologiche. Nel fondovalle, si è creato un complesso sistema di piccole cascate e invasi naturali localmente detti “uruvi” con acque fresche e limpide, tra cui i più suggestivi sono raggiungibili dal belvedere di Avola Antica.

I “LAGHETTI DI AVOLA”, COSA VEDERE E COME RAGGIUNGERLI

I “laghetti di Avola”, così soprannominati dai siciliani, sono un piccolo paradiso naturalistico per gli appassionati di trekking e di escursioni. E non solo. Molti sono gruppi di giovani e famiglie che organizzano delle gite o picnic, godendosi una giornata alternativa al mare, in Sicilia.

Sono numerosi i sentieri che portano in questo angolo di paradiso. Oltre dieci i percorsi possibili per addentrarsi nella riserva di Cavagrande, nel siracusano. Al momento sono solo tre quelli consigliati.

Scala Cruci“, è il percorso più conosciuto ed è adatto a tutti. Si raggiungono subito i “laghetti”, e qui è possibile stazionare tutto il giorno.

Il sentiero Prisa-Carrubella” è uno dei tre percorsi alternativi per scoprire Cavagrande. In questo percorso si possono osservare i laghetti da un punto di vista diverso e può essere percorsa da chi non vuole subito rilassarsi e farsi un tuffo in acqua.

La “Scala di Mastra Ronna” è un itinerario più impervio ma si raggiunge il fondo del canyon percorrendo una antica “mulattiera”, cioè una strada naturale destinata agli animali da soma.

“Prisa-Carrubella” e “Mastra Ronna” sono percorribili ai sensi del regolamento dell’ente gestore, Azienda Foreste Demaniali Regione Siciliana. “Scala Cruci” e “Carrubbella” sono raggiungibili tramite la strada provinciale n° 4 Avola-Manghisi, mentre il “Mastra Ronna” è raggiungibile dalla Strada Provinciale n° 73 Canicattini – Cugni – Stallaini – Cassibile.

Il fondovalle si raggiunge in circa trenta minuti, a piedi. Si possono percorrere anche alcuni chilometri verso la sorgente, seguendo il sentiero a mezzacosta, che si incrocia a metà percorso verso la discesa, e arrivando in contrada Prisa, dove si trova l’invaso con le acque usate per una centrale elettrica.

Nell’area del Cavagrande del Cassibile sono presenti importanti stesti archeologici. Almeno una visita è d’obbligo alla Grotta dei Briganti, luogo dove i briganti siciliani si rifugiavano a fine ‘800, e la necropoli preistorica del Cassibile. Ci sono due villaggi rupestri, quello settentrionale che si nota subito appena ci si affaccia dal belvedere, e quello meridionale, quasi di fronte. Il primo dei due risale ai secoli XI-X a.C., ed è possibile scoprire centinaia di tombe e ipogei paleocristiani scavati nelle pareti.

CURIOSITÀ E CONSIGLI AI VISITATORI

L’ingresso alla Riserva di Cavagrande è gratuito, il consiglio è di scegliere con il consiglio è di risalire intorno alle ore 17.30. Vi ricordiamo di seguire solo gli itinerari consigliati ed approvati dal corpo forestale.

I “laghetti di Avola” a Siracusa sono stati inseriti nella classifica “Top 20” , della tv americana CNN, dei luoghi del mondo dove vale la pena fare un tuffo.

Si tratta di uno dei posti più suggestivi per fare il bagno in Sicilia, escludendo il mare. Attenzione però, la temperatura dell’acqua è molto bassa. Se da un lato ristora dopo la lunga camminata sotto il sole, l’acqua gelida può essere un rischio.

Prima di avventurarvi in questo paradiso naturalistico della Sicilia Orientale, forse è meglio mettervi in contatto con le guide escursionistiche locali per informarsi su eventuali aggiornamenti sul percorso da intraprendere per raggiungere i laghetti.

Il sentiero nasconde luoghi selvaggi ed incontaminati. Una esperienza suggestiva per tutti i sensi, fra odori di piante aromatiche autoctone come salvia, timo, ruta, nepetella, origano. Attenzione però alle altre piante spontanee che, invece, creano percorsi difficilmente praticabili.

Una volta terminata l’incredibile esperienza nei laghetti, si può ritornare attraverso lo stesso sentiero intrapreso oppure con un percorso gradinato nei pressi della diga. Da qui, è possibile accedere e scoprire l’insediamento rupestre di Dieri. Lungo questo sentiero si può anche raggiungere il villaggio rupestre meridionale. Si può anche scendere al fiume Cassibile, attraverso sentieri non tracciati, ma appena visibili e molto ripidi. Motivo per cui bisogna essere cauti ed attenti.

Portarsi un costume e un cambio di vestiti. Scarpe da trekking, anche anfibie, e una sacca stagna per evitare di perdere o danneggiare smartphone e oggetti preziosi in una accidentale caduta in acqua.

COSA FARE NEI DINTORNI DI CAVAGRANDE

La Riserva naturale orientata Cavagrande del Cassibile, e si trova tra Siracusa ed Avola.

Il nostro consiglio, dopo una rilassante ma faticosa giornata ai “laghetti” è quello di raggiungere Avola concedersi una cena di pesce fresco in uno dei ristoranti che si trova nel lungomare avolese.

Una buona alternativa è rinfrescarsi con una granita o un gelato del Caffè La Bruna, o provare i dolci tipici siciliani, a cominciare dal cannolo.

Per i palati più “rustici”, invece, c’è il panino condito da “Veni a Tastari Avola Main Store”, una vera leccornia salata da provare per chi cerca la vera gastronomia siciliana.

Marco Panasia

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