Valerio Cimino: "La protezione dell’ambiente è la questione in primo piano" - QdS

Valerio Cimino: “La protezione dell’ambiente è la questione in primo piano”

Maria Francesca Fisichella

Valerio Cimino: “La protezione dell’ambiente è la questione in primo piano”

giovedì 04 Luglio 2019 - 18:37
Valerio Cimino: “La protezione dell’ambiente è la questione in primo piano”

Forum con Valerio Cimino, governatore Rotary Distretto Sicilia-Malta

Quali sono i progetti in cantiere del programma come nuovo governatore?
“La presenza e la credibilità del Rotary, come di qualsiasi altra associazione, si misura con i fatti concreti e non con le chiacchiere. Noi al congresso abbiamo avuto ospite il presidente della Regione, Nello Musumeci, con gli assessori Roberto Lagalla ed Edy Bandiera (rispettivamente Istruzione e Agricoltura, ndr). Il presidente ci ha proposto di creare un tavolo di collaborazione tra club service, e penso che estenderà l’invito anche agli altri club quali: Lions, Kiwanis e altri ancora per cercare di tracciare delle linee guida per la valorizzazione della nostra Sicilia”.

E cosa pensate di proporre? Avete già qualche idea?
“Nell’incontro previsto a luglio noi potremo dare dei suggerimenti, perché i club service non hanno i mezzi per fare grandi progetti. Facciamo tanti piccoli progetti a livello locale. Dal 2013 a oggi il Distretto ha realizzato service in Sicilia e a Malta per circa 2,5 milioni di dollari. Nel periodo 2019-2020 si contano a oggi: 19 progetti di 67 club per un ammontare complessivo di 138 mila euro. Tali progetti vengono proposti dai club, che sono 90 in Sicilia e tre a Malta e sostenuti dal Distretto e dalla Rotary Foundation. Un tema, in particolare, mi sta molto a cuore ed è anche quello che ho scelto di portare avanti nell’anno sociale di cui sarò governatore, ossia la tutela dell’ambiente. Tutela dell’ambiente in senso lato, non solo intesa come protezione naturale e delle riserve, ma come corretta gestione dei rifiuti. Una tutela a tutto tondo del posto in cui viviamo. Per esempio, i club dell’area catanese si sono uniti per portare avanti un progetto per affrontare la delicata problematica relativa alla presenza della plastica nel mare. Hanno preso contatti con la Capitaneria di Porto e le varie autorità coinvolte per raccogliere la plastica pescata dai pescatori”.

Qual è il reale problema da affrontare?
“Dal punto di vista normativo, quando raccogli la plastica dal mare ne diventi proprietario e la devi smaltire. I pescatori, dal canto loro, non potendo farsi carica di un simile onere, la ributtano a mare. Attraverso un accordo ci impegniamo noi a smaltire la plastica che loro raccoglieranno. Accanto a tutto ciò ci sono, poi, le campagne di sensibilizzazione nelle scuole e di coinvolgimento dei diportisti”.

E come pensate di rendere visibile questa iniziativa, questa campagna di sensibilizzazione? Quali strategie, quali media, quali piattaforme utilizzerete?
“Sui social, naturalmente. Poi organizzeremo una conferenza stampa per presentare il progetto in tutti i dettagli. Sarà rivolta principalmente a coloro che operano sul mare, ossia i pescatori. L’informazione sarà, poi, veicolata attraverso i media”.

Oggi tutti i club service sono impegnati in progetti di valore sociale, ma non riescono a veicolarli adeguatamente all’esterno…
“È vero. Questa è una difficoltà non di poco conto che accomuna i club. Bisogna vincere il pregiudizio che ci portiamo addosso e che fa prevalere l’immagine di persone che stanno attorno ad un tavolo e che vivono l’associazionismo come un momento di convivialità e che si fanno i fatti loro. Purtroppo l’immagine negativa ha la meglio sulle innumerevoli cose buone che si realizzano. Da qui l’importanza di comunicarle: attraverso i social, Facebook e a breve anche su Instagram, oltre che con i comunicati stampa e il sito che dal primo luglio avrà una nuova veste”.

A proposito dell’incontro previsto a luglio tra la vostra associazione e il presidente della Regione, Nello Musumeci: su quali idee pensate di porre l’attenzione?
“La valorizzazione del territorio è il punto principale del mio programma. Ma, non secondario, potremmo definire l’altro tema da porre all’attenzione, ossia lo snellimento burocratico, perché chi vuol fare impresa in Sicilia in maniera corretta non deve essere costretto a scappare. Sono le imprese che sostengono l’economia, e se non c’è l’economia non c’è lavoro”.

Dunque, due punti importanti. Cerchiamo di spiegarli in modo più dettagliato…
“Sono del parere che ambiente e impresa non siano antitetici. Anzi, possono andare di pari passo. Io ho un passato da ambientalista, all’interno del Wwf, fin da adolescente. Al tempo di quella mia esperienza la tutela dell’ambiente era ancora vista come qualcosa di lontano, di estraneo dal resto del mondo. Eravamo visti come mosche bianche, con i loro discorsi strani. Il tempo ci ha però dato ragione. Quelle idee si sono fatte strada, sino a diventare argomento trattato anche all’interno dell’Enciclica di Papa Francesco. Enciclica umanista in senso lato, ma di fatto ambientalista”.

Un volume per raccontare le bellezze di un territorio da scoprire appieno

Ci sono anche i progetti portati avanti dai club, che abbiamo detto essere 90 in Sicilia e tre a Malta. Cosa può dirci a tal proposito?
“Io ho dato come linea guida la tutela dell’ambientale. Ciascun club opererà in tale direzione sul proprio territorio e sulla base delle problematiche ivi presenti. Come Distretto stiamo andando in stampa con un volume che racconta il nostro ambiente naturale, con una serie di schede realizzate da ciascun club che raccontano le bellezze paesaggistiche del territorio d’appartenenza. Ciascuna è realizzata sia in italiano che in inglese, ciò ci consente di veicolare il volume anche all’esterno. A corredo di ciascuna scheda vi è un box con le indicazioni per raggiungere i vari territori descritti. Dunque, una sorta di guida per riscoprire il nostro territorio”.

Dunque, è solo per i soci?
“Ogni club può distribuirlo come ritiene opportuno: venderlo o donarlo. Avrà un costo di copertina di 40 euro essendo un volume di pregio di oltre 200 pagine di grande formato. Il ricavato sarà reinvestito per realizzare i progetti locali”.

I club sono numerosi. Riescono a realizzare progetti insieme?
“Noi abbiamo dei fondi che ci vengono dati dalla Fondazione Rotary, proporzionali alle somme da noi versate ogni anno e utilizzati sul territorio. Abbiamo, così, fatto un bando tra club, selezionando 15 progetti proposti non dai singoli club, ma accorpati. Per esempio, il progetto di Catania, raggruppa dodici club. Da parte nostra abbiamo a disposizione circa 70 mila dollari, circa 60 mila euro, altrettanto se non di più metteranno i club. Dunque, siamo intorno ai 130-140 mila euro che vengono investiti dal Rotary in progetti concreti sul territorio”.

I progetti con le scuole e quelli per i giovani

A livello distrettuale come vi muovete, quali sono le iniziative?
“Ci sono progetti che ripetiamo visto il successo riscosso nel corso del tempo. Per esempio nella nostra associazione vi è un gruppo che si occupa della formazione per l’uso dei defibrillatori, naturalmente formato da esperti: cardiologi, rianimatori. Il Rotary è riconosciuto dalla Regione quale ente autorizzato a svolgere tali corsi. In questo modo il club che voglia donare un defibrillatore a un campo sportivo, una palestra scolastica o altro è nelle condizioni di fornire anche la formazione all’utilizzo del dispositivo grazie ai nostri volontari. Ed ancora, un altro service di successo è quello sulla caseificazione, ossia insegniamo ad extracomunitari e carcerati a fare i prodotti caseari. Lo scorso anno lo abbiamo fatto in circa sette strutture, quest’anno pensiamo di continuare grazie al supporto dell’Istituto zooprofilattico. Altra iniziativa apprezzata è quella per favorire l’allattamento al seno, e ancora vorrei ricordare i progetti per la sensibilizzazione dei più giovani circa le malattie sessualmente trasmesse. Non ultimo, il protocollo firmato a maggio con l’assessore Lagalla per illustrare le iniziative del Rotary nelle scuole siciliane. Tra queste dei concorsi che interessano le varie classi, come per esempio quello rivolto agli studenti delle superiori sul tema della legalità con premiazione a Roma, in genere presso la Camera dei Deputati. Altro Premio al quale tengo è il Galilei giovani, rivolto a ricercatori under 35: a livello distrettuale riconosciamo due borse di studio da duemila euro, uno per l’ambito scientifico e uno per l’umanistico. La premiazione si tiene all’Università statale di Pisa”.

Curriculum

Valerio Cimino è titolare di farmacia a San Cataldo (Cl), specializzato in Farmacia ospedaliera e in Chimica e tecnologie alimentari e giornalista pubblicista. Autore di oltre trenta volumi di legislazione farmaceutica, ambiente, storia ed etnoantropologia locale, è segretario della Società farmaceutica del Mediterraneo Latino, direttore responsabile del Clinical pharmacy journal e tesoriere dell’Assostampa di Caltanissetta. Fondatore della Sezione Wwf di Cl, che ha diretto per 12 anni, è componente del Consiglio provinciale scientifico delle Riserve di Cl.

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