Debutta al Teatro ABC di Catania Vasame, lo spettacolo musicale che porta in scena l’universo poetico e sonoro di Enzo Gragnaniello, intrecciandolo alla voce, alla presenza scenica e alla sensibilità interpretativa di Marisa Laurito. Una prima accolta con attenzione e partecipazione dal pubblico, che si è lasciato guidare in un viaggio dove la musica non è semplice accompagnamento, ma materia viva, pensiero, presa di posizione.
La musica come radice e come scelta
Il filo conduttore dello spettacolo è l’amore, declinato in tutte le sue forme: tenero, struggente, ironico, a tratti doloroso, sempre necessario. Le canzoni d’amore di Gragnaniello, scritte e arrangiate con cura, diventano il centro di una narrazione musicale che affonda le radici nella tradizione napoletana più autentica, per poi aprirsi a sonorità mediterranee, arcaiche, istintive.
Sul palco, strumenti essenziali ma potenti: violoncello, mandolino, batteria, chitarra acustica, basso, costruiscono un tessuto sonoro sincero, diretto, capace di parlare al pubblico senza filtri. È una musica che non cerca l’effetto, ma la verità, e che invita a guardarsi dentro, a riflettere sulla condizione del presente, su un mondo che sembra aver smarrito il senso delle cose fondamentali.
Marisa Laurito, voce e corpo della parola
A impreziosire Vasame è la presenza di Marisa Laurito, che alterna canto e recitazione con naturalezza. I suoi interventi non sono semplici intermezzi, ma veri momenti di racconto, riflessione, respiro. Laurito interpreta brani del repertorio classico napoletano e testi dedicati all’amore universale, restituendoli con quella miscela di sensibilità, ironia, verve e brillantezza che il pubblico le riconosce da sempre.
Le sue parole diventano pensiero condiviso, come quando l’amore viene definito “la colla che mantiene l’universo”, o quando, con disarmante semplicità, si afferma che “se sei innamorato perso della vita la guerra non la fai”. Frasi che risuonano forti, soprattutto oggi.
Una scena evocativa, tra luna e immagini
La scenografia accompagna senza sovrastare: una luna domina lo spazio scenico, simbolo silenzioso e costante, mentre uno schermo proietta il quadro dipinto sulla scena che prende forma, quasi a suggerire che anche lo spettacolo si costruisca davanti agli occhi dello spettatore. Il risultato è una performance dal sapore contemporaneo, che dialoga con la tradizione senza nostalgia.
L’amore come atto politico
Il messaggio che emerge con forza da Basame è chiaro: “L’amore è rivoluzione”. Non uno slogan, ma una dichiarazione di intenti. In un tempo segnato da conflitti, divisioni e disorientamento, lo spettacolo invita a riscoprire un sentimento che è insieme semplice e complesso, intimo e collettivo, capace di rimettere al centro l’essere umano.
La prima al Teatro ABC si chiude così, lasciando il pubblico con la sensazione di aver assistito non solo a un concerto, ma a un’esperienza emotiva e culturale, dove musica e parola si fondono per ricordarci che, forse, la vera rivoluzione passa ancora da lì: dall’amore.
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