Roma, 6 ago. (askanews) – La Biennale di Venezia ha annunciato insieme alla Settimana Internazionale della Critica e alle Giornate degli Autori la proiezione speciale fuori concorso de “Il desiderio di essere inutile – Hugo a Venezia”, omaggio al celebre fumettista Hugo Pratt, diretto da Stefano Knuchel e prodotto da Fiumi Film.
In occasione del centenario della sua nascita, che ricorrerà nel 2027, la Biennale di Venezia, la Settimana Internazionale della Critica e le Giornate degli Autori celebrano insieme il percorso di un artista le cui storie sono molto più di semplici avventure: sono riflessioni sul viaggio, sulla libertà, sull’identità e sul desiderio di conoscere l’altro.
Con il suo tratto essenziale ed elegante e una narrazione colta e poetica, Hugo Pratt ha rivoluzionato il fumetto, dimostrando come la letteratura disegnata possa raccontare la complessità dell’animo umano con la stessa intensità del romanzo e del cinema. Ancora oggi è considerato uno dei maggiori maestri del fumetto d’autore e la sua eredità continua a ispirare artisti, scrittori e lettori in tutto il mondo.
La proiezione speciale de “Il desiderio di essere inutile – Hugo a Venezia” si terrà nella Sala Casinò del Palazzo del Casinò (Lido di Venezia) sabato 12 settembre alle 15. Il film conclude la trilogia dedicata a Pratt, iniziata con “Hugo in Africa” (2009) e proseguita con “Hugo in Argentina” (2021). Il documentario non si limita a raccontare la biografia dell’autore, ma esplora la nascita del suo immaginario artistico e il modo in cui viaggi, incontri e culture diverse hanno contribuito alla costruzione della sua opera. Il racconto si sviluppa tra Venezia, luogo delle origini, il Pacifico, simbolo dell’avventura e dell’altrove, e la Svizzera, spazio della memoria e degli ultimi anni di vita. Attraverso materiali d’archivio, fotografie, documenti inediti e le registrazioni esclusive delle conversazioni tra Hugo Pratt e il biografo Dominique Petitfaux, il film restituisce un ritratto intimo dell’autore e della sua visione del mondo.
Il titolo “Il desiderio di essere inutile” richiama una celebre espressione di Hugo Pratt e racchiude un duplice significato. Da un lato rappresenta la rivendicazione del fumetto come forma d’arte, a lungo considerata marginale ma elevata da Pratt a linguaggio di grande valore letterario e artistico; dall’altro esprime una filosofia di vita fondata sulla libertà, sul rifiuto di ridurre l’esistenza a una funzione o a un’utilità e sulla disponibilità ad accogliere l’imprevisto e l’avventura. Il titolo costituisce inoltre un omaggio al libro di conversazioni tra Hugo Pratt e Dominique Petitfaux (“Le désir d’être inutile: Souvenirs et réflexions”), divenuto un testo fondamentale per comprendere il percorso umano e artistico dell’autore. Arricchito dalle testimonianze di Patrizia Zanotti, Dominique Petitfaux, Thierry Thomas e Marco Steiner, il documentario conclude una ricerca cinematografica durata vent’anni, restituendo Hugo Pratt come uno dei più importanti autori della letteratura disegnata e una figura ancora oggi capace di parlare al pubblico contemporaneo.
Hugo Pratt (1927-1995) è stato uno dei più grandi autori di fumetti del Novecento, capace di trasformare questo linguaggio in una vera forma di letteratura. Nato a Rimini e cresciuto a Venezia, trascorse l’infanzia tra le calli della laguna e gli anni difficili della Seconda guerra mondiale, esperienze che segnarono profondamente la sua sensibilità. La sua vita fu caratterizzata da continui viaggi: visse in Etiopia, Argentina, Inghilterra, Francia e Svizzera, entrando in contatto con culture, paesaggi e tradizioni diverse che alimentarono costantemente il suo immaginario. Pratt non fu soltanto un disegnatore, ma un instancabile esploratore, affascinato dalla storia, dalla geografia, dalla letteratura e dai miti di ogni popolo. Tutto ciò confluisce nelle sue opere, dove realtà e fantasia si intrecciano con naturalezza. La sua creazione più celebre è Corto Maltese, un marinaio libero, ironico e anticonvenzionale che attraversa il mondo inseguendo più la curiosità che la ricchezza. Attraverso questo personaggio, Pratt racconta un’epoca di grandi cambiamenti storici, popolata da rivoluzionari, poeti, pirati, spie e sognatori. Tuttavia, la sua produzione artistica è molto più ampia e comprende opere come Gli scorpioni del deserto, ambientata durante la Seconda guerra mondiale in Africa; Anna nella giungla, una delle sue prime serie d’avventura; Wheeling, ispirata alla storia della frontiera nordamericana; Jesuit Joe, che affronta il tema dell’identità e della giustizia attraverso la figura di un giovane meticcio canadese, e Cato Zulu, ambientata nell’Africa coloniale. Attraverso questi racconti, Pratt dimostra una straordinaria capacità di unire documentazione storica, immaginazione e riflessione umana. Le sue storie non sono semplici avventure, ma riflessioni sul viaggio, sulla libertà, sull’identità e sul desiderio di conoscere l’altro. Il suo tratto essenziale ed elegante, unito a una narrazione colta e poetica, ha rivoluzionato il fumetto, dimostrando che una tavola disegnata può emozionare, far riflettere e raccontare la complessità dell’animo umano con la stessa intensità di un romanzo. Ancora oggi Hugo Pratt è considerato un punto di riferimento imprescindibile per il fumetto d’autore e la sua eredità continua a ispirare artisti, scrittori e lettori di tutto il mondo.

