Milano, 3 lug. (askanews) – L’estate 2026 si prenota più tardi, con un occhio alla valigia e uno alla mappa delle crisi. L’instabilità internazionale pesa sulle scelte degli italiani, rallenta le decisioni e ridisegna almeno in parte la geografia delle vacanze. Ma non spegne la domanda: semmai la sposta in avanti.
È il quadro che emerge dall’analisi del Centro Studi Veratour sui dati di vendita della stagione estiva. Al 30 giugno le prenotazioni confermate risultano in calo dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2025, una flessione maturata soprattutto nei mesi di marzo, aprile e maggio, tradizionalmente centrali per la raccolta degli ordini. In quella fase, il clima di incertezza legato agli scenari internazionali ha portato molti clienti a rinviare la decisione.
Da metà giugno, però, il mercato ha ricominciato a muoversi. Veratour registra infatti una progressiva accelerazione delle conferme giornaliere, con volumi anche superiori del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Segno che gli italiani non hanno smesso di voler viaggiare, ma aspettano più a lungo prima di scegliere dove andare, cercando destinazioni percepite come più stabili, facilmente raggiungibili e meglio assistite.
“Quando si aprono scenari complessi come quelli che abbiamo osservato negli ultimi mesi, la prima reazione del mercato è sempre emotiva: i clienti non rinunciano necessariamente alla vacanza, ma rimandano la scelta”, spiega Stefano Pompili, Co-CEO Veratour. “Il turismo resta un settore estremamente sensibile alla stabilità internazionale, ma sappiamo anche che il desiderio di viaggiare è incomprimibile. Appena la situazione tende a normalizzarsi, le prenotazioni riprendono progressivamente”.
A cambiare è anche la classifica delle mete. L’Italia resta la prima scelta dei clienti Veratour e sale al 30% delle preferenze, contro il 28% del 2025. Un risultato che conferma il vantaggio delle destinazioni vicine e considerate più rassicuranti. Alle spalle dell’Italia resta l’Egitto, che pur risentendo del contesto internazionale mantiene una quota significativa, pari al 25%, in calo rispetto al 28% dello scorso anno.
Più indietro Grecia e Cipro, che insieme arrivano al 6%. Canarie e Capo Verde restano stabili al 6,5%, mentre Tunisia e Spagna si attestano al 5%. Sul lungo raggio crescono invece Zanzibar e Kenya, seguiti dall’area caraibica, con la Repubblica Dominicana in evidenza. In calo Emirati Arabi, Oman ed Estremo Oriente, penalizzati anche dalle difficoltà legate al ritorno alla piena operatività in alcune aree. Gli altri viaggiatori si distribuiscono tra Oceano Indiano e Caraibi.
La fotografia è quella di un viaggiatore più cauto, ma non immobile. Prima di prenotare vuole rassicurazioni, destinazioni gestibili e assistenza in caso di imprevisti. In questo scenario, secondo Veratour, il turismo organizzato torna a giocare una carta importante: non solo nella costruzione del viaggio, ma anche nella capacità di accompagnare il cliente prima, durante e dopo la vacanza.
“La fotografia di questa stagione ci dice che il cliente cerca destinazioni percepite come più stabili, facilmente raggiungibili e con un buon livello di assistenza”, aggiunge Pompili. “In questo contesto il turismo organizzato dimostra ancora una volta il proprio valore: non solo nella costruzione del viaggio, ma soprattutto nella capacità di accompagnare il cliente prima, durante e dopo la vacanza, gestendo eventuali imprevisti”.
Per Veratour la stagione resta quindi aperta, con prudenza ma anche con segnali di recupero. L’obiettivo è ridurre progressivamente il ritardo accumulato nei mesi centrali delle prenotazioni estive, facendo leva su un’offerta diversificata, sulla solidità del prodotto villaggi e sulla capacità di adattarsi rapidamente all’evoluzione del mercato.
“Abbiamo attraversato molte crisi in oltre trentacinque anni di attività”, conclude Pompili. “Ogni volta il turismo ha dimostrato una grande capacità di recupero. La condizione fondamentale resta la stabilità internazionale: anzitutto per ragioni umanitarie, ma anche perché la pace è il terreno migliore per la crescita economica e per la libertà di viaggiare”.

