A piccoli passi si lavora alla riapertura del centro commerciale Conca d’Oro, dopo il grave incendio dell’1 settembre scorso. In ballo il futuro di più di 1.200 lavoratori tra dipendenti e indotto.
Lunedì mattina all’interno del centro commerciale si è tenuto il secondo tavolo tecnico tra le parti per cercare di avere maggiori certezze, nel frattempo all’esterno circa 200 lavoratori hanno dato vita a un sit-in per chiedere garanzie sul loro futuro lavorativo.
La curatela del Conca d’Oro ha assicurato che tra 15-20 giorni avverrà la riapertura parziale del centro commerciale: già da questa settimana, i datori di lavoro dei negozi della zona bianca potranno accedere nei punti vendita per le attività di pulizia e controllo dei luoghi.
Diversa la situazione che riguarda i negozi in zona gialla e rossa. Soprattutto per le attività che si trovano nell’area più colpita dal rogo ci vorranno almeno sei mesi prima di poter ritornare ad aprire. Per questo, dal tavolo tecnico di ieri è pervenuta la disponibilità a utilizzare dei locali adiacenti il centro commerciale per dare la possibilità ai negozi in zona rossa di riprendere a lavorare il prima possibile.
La riapertura del Conca d’Oro, Filcams Cgil Palermo: “Preoccupati per il futuro”
Al tavolo tecnico in rappresentanza dei lavoratori ha partecipato anche Giuseppe Aiello, segretario di Filcams Palerno che al QdS.it ha fatto il punto sulla situazione: “Penso che si sia perso molto tempo durante l’incontro per il documento mancante da parte dei vigili del fuoco necessario a sbloccare gli ammortizzatori sociali – afferma -. Bisognava arrivare all’incontro con la questione già risolta”.
“Siamo preoccupati per il futuro. Ci sono aziende come ad esempio Risparmio Casa che hanno già annunciato la cessazione del contratto, con la curatela che ha già annunciato di avere avuto candidature da parte di altre società. I dipendenti, essendo in locazione, non possono avere continuità lavorativa anche con l’arrivo di una nuova realtà. Ci chiediamo, quindi, quale sarà il loro futuro”.
Sono tante le aziende che ancora non hanno dato comunicazioni ai dipendenti sulle loro intenzioni future e questo non fa stare tranquilli i lavoratori.
“Dall’altro lato quello che ci preoccupa – prosegue Aiello – è il fatto che le aziende in questo momento non stanno facendo incassi. Potrebbero perdere, quindi, i loro profitti e al tempo stesso il centro commerciale potrebbe perdere la sua attrattività, essendo a ranghi ridotti. E sappiamo bene che a pagarne le conseguenze saranno sempre i lavoratori”.
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