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Vertenza Pfizer, il ministro Urso convoca tavolo sul futuro dello stabilimento di Catania

Vertenza Pfizer, il ministro Urso convoca tavolo sul futuro dello stabilimento di Catania
Pfizer, Imagoeconomica

L’appuntamento è per il 20 ottobre alle 15. Al centro del vertice le prospettive individuali e occupazionali dell’azienda. In ballo 330 posti di lavoro

Nuovo capitolo della vertenza Pfizer di Catania. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy su indicazione del ministro Adolfo Urso, ha infatti convocato al Mimit un nuovo tavolo con i vertici del colosso farmaceutico, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali per martedì 20 ottobre alle 15.

Al centro del vertice, le prospettive industriali e occupazionali dell’azienda biofarmaceutica che ha annunciato la chiusura di due linee di produzione. Con 330 esuberi e quindi altrettanti posti di lavoro seriamente a rischio.

La nota del Mimit

“La nuova convocazione – si legge in una nota del Mimit – conferma la costante attenzione del Dicastero alla vertenza Pfizer: quello del 20 ottobre sarà il quarto incontro, tra riunioni plenarie e tavoli tecnici, dedicato alle prospettive dello stabilimento di Catania, per il quale il Mimit si è attivato fin dall’annuncio da parte dell’azienda della dismissione definitiva di due linee di produzione e delle conseguenti ricadute occupazionali”. 

Il sit-in

Nel frattempo, c’è la mobilitazione dei lavoratori e delle sigle del comparto chimico. La vertenza sta infatti attraversando una fase decisiva, scandita da un fitto programma di iniziative approvato unitariamente dalle cinque federazioni sindacali di categoria: Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Ugl Chimici e Fialc Cisal.

Già nel corso della prossima settimana la mobilitazione si sposterà verso la sede di Confindustria Catania, dove sono previsti due incontri, accompagnati da un sit-in, per dare avvio all’esame congiunto sulla gestione degli esuberi. Si tratta di un passaggio normativo cruciale che accresce le angosce per il futuro occupazionale e sociale dell’intero territorio.

Il culmine della protesta è però fissato per il prossimo 23 ottobre, in concomitanza con la visita nello stabilimento del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, atteso per un vertice con i dirigenti internazionali della multinazionale.

Per quella giornata i sindacati hanno proclamato uno sciopero generale, con i lavoratori pronti a presidiare i cancelli della fabbrica. La richiesta indirizzata al governo è categorica: prima di sedersi al tavolo con i vertici aziendali, il ministro Urso dovrà incontrare i dipendenti, ascoltare le loro paure e farsi concretamente portavoce delle loro istanze per difendere l’occupazione.

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