Via al “BonuSicilia”, ecco le istruzioni per l’uso da parte della Regione - QdS

Via al “BonuSicilia”, ecco le istruzioni per l’uso da parte della Regione

Pietro Vultaggio

Via al “BonuSicilia”, ecco le istruzioni per l’uso da parte della Regione

martedì 29 Settembre 2020 - 00:05
Via al “BonuSicilia”, ecco le istruzioni per l’uso da parte della Regione

L’agevolazione, fino a un massimo di 35mila €, concesso tramite bando a procedura semplificata. Domande online dal 5 ottobre. Rivolto alle microimprese con meno di 10 dipendenti, fatturato non oltre 2 mln, che hanno sospeso l’attività per Covid

PALERMO – La Regione Sicilia ha diramato una nota informativa con cui si comunica il sostegno al sistema produttivo dell’Isola, colpito dall’emergenza Covid-19.

Si tratta di una dotazione finanziaria pari a 125 milioni di euro, che provengono da una specifica riprogrammazione del Programma Operativo Fesr Sicilia 2014/2020. L’obiettivo è quello di dare liquidità alle microimprese artigiane, commerciali, industriali, di servizi e alberghiere, tramite un contributo a fondo perduto, in possesso di determinati requisiti e che abbiano subito la chiusura dell’attività durante il periodo del lockdown, oppure la riduzione del fatturato.

L’agevolazione, fino a un massimo di 35 mila euro, è concessa attraverso un bando, con procedura semplificata, su piattaforma informatica dedicata. Per presentare la domanda, il primo passo da effettuare è attivare l’identità digitale SPID presso una sede di Poste Italiane. Si tratta di un Sistema Pubblico di Identità Digitale gratuito e che permette di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e dei soggetti privati aderenti con un’unica Identità Digitale (username e password).

Il secondo passo è quello di accedere alla piattaforma online, già attiva dal 21 settembre, della Regione Sicilia (https://siciliapei.regione.sicilia.it) e compilare il modulo con tutti i dati della propria azienda entro e non oltre il 4 ottobre 2020 per poi inviare la domanda online dal 5 ottobre al 9 ottobre 2020 e richiedere così l’erogazione di BonuSicilia.

Per accedere al bando, le aziende devono essere classificate come microimprese (cioè con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro), avere sede legale e/o operativa in Sicilia alla data del 31 dicembre 2019 ed avere avuto l’attività economica sospesa durante il lockdown. Possono anche accedere le imprese alberghiere che non hanno esercitato l’attività economica, ovvero che abbiano avuto una diminuzione di fatturato di almeno il 25% nel periodo marzo-aprile 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Nel dettaglio, il BonuSicilia prevede: una tantum di 5 mila euro alle imprese che hanno avviato l’attività dopo il 31 dicembre 2018; una tantum di 6 mila euro alle aziende che hanno avviato l’attività prima dell’1 gennaio 2019 ed erano in regime fiscale forfettario o dei minimi nell’anno di imposta 2018; 5 mila euro più un importo pari al 40% del fatturato medio di due mesi (calcolato in base al fatturato/volume d’affari del 2018) alle imprese che hanno avviato l’attività prima dell’1 gennaio 2019 ed erano in regime fiscale ordinario o semplificato nell’anno di imposta 2018 (fino a un massimo complessivo di 35 mila euro).

Per sapere, a priori, di poter accedere o meno al bando è possibile controllare il codice ATECO, un numero che classifica l’attività economica, che deve risultare tra i codici oggetto di chiusura durante l’emergenza Covid-19.

L’ammontare delle risorse disponibili è ripartito tra tutte le province in base al numero della popolazione residente: ad Agrigento vanno 10.808.563,50 euro; al territorio di Caltanissetta 6.560.926,94; alla provincia di Catania 27.799.990,34 euro; ad Enna vanno 4.085.009,09 euro; a Messina 15.616.691,25 euro; a Palermo la somma più consistente pari a 31.280.832,30 euro; a Ragusa 8.081.433,50; a Siracusa 9.989.035,73 euro ed al territorio provinciale di Trapani 10.777.517,35 euro.

Bisogna, però, stare attenti a quello che si dichiara, infatti la Regione, successivamente all’erogazione del contributo, procede allo svolgimento dei controlli per verificare la veridicità delle dichiarazioni date dalle aziende. In caso di dichiarazioni non conformi, l’impresa dovrà restituire il contributo maggiorato del tasso ufficiale di riferimento vigente alla data della concessione.

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