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VIDEO | Una seconda opportunità per chi ha sbagliato: siglato l’accordo tra Arcidiocesi e UDEPE Catania

Una seconda opportunità per gli autori di reato maggiorenni in attesa di giudizio o condannati che desiderano riconnettersi alla vita sociale e comunitaria attraverso percorsi di volontariato finalizzati ad attivare pratiche riparatorie rispetto ai danni causati alla collettività. Un processo che sarà facilitato dal documento “Accordo di collaborazione per attività di volontariato a valenza riparativa e percorsi di reinserimento lavorativo” siglato stamattina, presso il salone dei vescovi dell’arcivescovado, tra l’Arcidiocesi di Catania e l’Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna (Udepe) del capoluogo etneo. A sottoscrivere il testo, che consente anche la possibilità di accedere a progetti di inclusione con finalità occupazionali, l’arcivescovo, mons. Luigi Renna, e la direttrice dell’Udepe, dott.ssa Maria Pia Fontana.

Monsignor Renna: “Accordo per evitare recidività e offrire nuove opportunità”

“È un accordo di sistema tra Arcidiocesi e Udepe – spiega l’arcivescovo – per seguire una delle strade migliori, forse la più efficace, per far sì che non ci siano recidivi, per permettere alla persona di acquisire fiducia in sé stessa, offrendo la possibilità di rendersi conto che la sua vita ha un valore perché diventa utile per la collettività. Dare questa opportunità, che è una goccia nel mare, significa mettere in atto la vera idea di giustizia che rispecchia la Costituzione, perché la pena deve essere rieducativa. È un’idea di pena che trova nella visione cristiana naturalmente le sue profonde ragioni”.

Presenti all’incontro anche il direttore della Caritas diocesana, don Nuccio Puglisi, e il Direttore del Servizio di Pastorale Carceraria, prof. Alfio Pennisi. Entrambi gli uffici pastorali saranno chiamati, in collaborazione con l’Udepe, a calibrare sulla persona un progetto individuale di volontariato di rilievo sociale o a valenza riparativa e a sensibilizzare la comunità cittadina rispetto alle pratiche riparatorie. In campo anche la possibilità, nell’ambito dell’accordo di collaborazione, di individuare progetti di inclusione per l’acquisizione di competenze spendibili nel mondo del lavoro con concreto inserimento professionale per le persone soggette a esecuzione penale esterna.

Dott.ssa Fontana (Direttrice UDEPE Catania): “Sperimentare identità e comportamenti alternativi-solidali per riscattarsi”

“L’Accordo – spiega la dott.ssa Fontana – nasce dalla condivisione di valori e prospettive etiche e pedagogiche. Per rieducare chi ha commesso un reato, porre limiti e divieti non basta. È necessario far sperimentare identità e comportamenti alternativi e solidali per riscattare i danni provocati (a sé e agli altri) attraverso azioni riparatorie e occorre favorire i processi di inclusione. Gli Organismi pastorali possono consentire di fare esperienze di servizio e di tessere legami per ricostruire la propria autostima, mentre compito dell’Udepe è quello di sostenere e presidiare i percorsi individualizzati, in sinergia con la Caritas”. In questo cammino sarà la comunità ad avere un ruolo da protagonista: beneficerà dell’azione riparativa e al contempo dovrà accogliere e alimentare una nuova prospettiva di vita per l’autore di reato, contribuendo così a ridurre il rischio di recidiva e accrescendo il senso di sicurezza nella collettività. Secondo quanto previsto dall’accordo, le attività di volontariato menzionate si considerano su base gratuita e volontaria e s’inseriscono in un’azione volta alla responsabilizzazione dell’autore all’interno del programma di trattamento individualizzato.

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