Milano, 17 ago. (askanews) – La vendemmia 2026 di Villa Franciacorta si decide parcella per parcella. La Cantina di Monticelli Brusati (Brescia), che lavora esclusivamente uve provenienti dai propri vigneti, ha avviato la raccolta partendo dagli appezzamenti che per primi hanno raggiunto il migliore equilibrio tra zuccheri e acidità. Le uve si presentano sane e i valori di acido malico risultano particolarmente interessanti, in un’annata che l’azienda considera impegnativa ma per alcuni aspetti paragonabile al 2022, poi rivelatosi un ottimo millesimo.
Conoscenza, ascolto e monitoraggio sono i criteri con cui la famiglia Bianchi sta affrontando la raccolta. Villa Franciacorta è guidata da Roberta Bianchi insieme con il marito Paolo e i figli Alessio e Matteo, seconda e terza generazione impegnate nella Cantina fondata da Alessandro Bianchi nel 1960. “Lavorare solo le uve di proprietà ci consente di conoscere esattamente il comportamento delle singole parcelle e vendemmiarle nel momento giusto” ha affermato Roberta Bianchi, aggiungendo che “accanto alle analisi di laboratorio, infatti, l’esperienza dell’uomo fa la differenza, soprattutto in annate così estreme. Il grande caldo ha certamente rappresentato una condizione anomala che, però, non è molto diversa da quella del 2022 che, nel tempo, si è rivelato un ottimo millesimo”.
Il monitoraggio continuo dei vigneti consente alla Cantina di evitare un calendario uniforme della vendemmia e di stabilire i tempi in funzione della maturazione di ciascun appezzamento. Nonostante le temperature elevate, il parco vitato si è mantenuto verde e in buone condizioni. Villa Franciacorta attribuisce questa risposta anche alle escursioni termiche che caratterizzano le zone dei vigneti e all’età media delle viti, superiore ai 25 anni, che hanno mostrato una buona capacità di reagire alle condizioni più critiche della stagione.
Anche l’organizzazione del lavoro è stata adattata alle temperature. Le squadre raccolgono esclusivamente nelle prime ore del mattino e verso sera, in modo da intervenire rapidamente nei vigneti quando le condizioni sono più favorevoli. Nelle ore centrali della giornata l’attività si interrompe e l’azienda ha predisposto per i vendemmiatori un’area di riposo nel bosco di Noci. Una volta portate le uve in cantina, l’attenzione si sposta sulle prime fasi della vinificazione, considerate decisive per conservarne l’identità. Da anni Villa Franciacorta collabora con l’Università di Firenze in un progetto dedicato alla selezione di lieviti autoctoni che ha già portato all’individuazione dei ceppi FCR3 e FCR6.
Una volta portate le uve in cantina, l’attenzione si sposta sulle prime fasi della vinificazione, considerate decisive per conservarne l’identità. Da anni Villa Franciacorta collabora con l’Università di Firenze in un progetto dedicato alla selezione di lieviti autoctoni che ha già portato all’individuazione dei ceppi FCR3 e FCR6. Con la vendemmia 2026 la ricerca si amplia a due nuovi profili genetici, che saranno testati durante le vinificazioni con la presenza in Cantina di due docenti dell’Università di Firenze coinvolti nel progetto. L’obiettivo è preservare le differenze delle uve provenienti dai diversi vigneti anche durante la fermentazione, evitando l’omologazione e rendendo più riconoscibile la firma aziendale nei Franciacorta prodotti da Villa Franciacorta.
Villa Franciacorta ha sede nel borgo quattrocentesco di Villa, a Monticelli Brusati. La proprietà comprende 110 ettari complessivi, dei quali 46 vitati, selezionati nel tempo attraverso un lavoro di zonazione iniziato negli anni Sessanta.

