Milano, 8 lug. (askanews) – Vinitaly.USA si avvicina alla terza edizione con 250 espositori già confermati e un percorso che punta al tutto esaurito degli 11mila metri quadrati disponibili al Pier 36 di New York, dove il 26 e 27 ottobre tornerà l’appuntamento di Veronafiere dedicato al vino italiano sul mercato statunitense. L’evento arriva in una fase delicata ma strategica per il comparto, con gli Stati Uniti che valgono quasi un quarto dell’export vinicolo nazionale. Per questo Veronafiere ha intensificato negli ultimi mesi l’attività di relazione e incoming sul mercato nordamericano, lavorando su buyer, operatori e opportunità commerciali in vista dell’appuntamento autunnale.
A oggi hanno già aderito i Consorzi di tutela Asti Docg, Brunello di Montalcino, Doc Sicilia, Prosecco Doc e Vini dell’Elba, oltre a Italia del Vino. Sono inoltre confermate le collettive regionali di Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Sardegna, mentre altre partecipazioni sono in fase di definizione. A queste si aggiunge una delegazione di 95 aziende organizzata da ITA-Italian Trade Agency.
“Siamo al lavoro sia in Italia sia negli Stati Uniti, dove stiamo realizzando un’articolata campagna di incoming che, a partire da Vinitaly.USA, punta a coinvolgere gli operatori anche in vista della 59esima edizione di Vinitaly nel 2027. L’area del North East americano è particolarmente strategica, vale il 19% dei consumi totali di vino italiano a volume e il 22% a valore”, ha dichiarato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, spiegando che “in questa fase complessa siamo contemporaneamente a fianco delle istituzioni, per rafforzare la diplomazia economica, e delle imprese per le quali il mercato statunitense resta imprescindibile. Per questo stiamo intensificando gli sforzi di relazione per ampliare la rete di contatti e le opportunità di business”.
Secondo Bricolo, la prossima edizione americana di Vinitaly proporrà ai buyer profilati due giornate con un programma che comprende masterclass, degustazioni, Vinitaly Tourism con iniziative dedicate all’incoming enoturistico, “wine2wine” con approfondimenti sul mercato e SolExpo, il format di Veronafiere dedicato all’olio extravergine di oliva di qualità. Il tutto sarà abbinato alla cucina italiana, con l’obiettivo di offrire agli operatori professionali un’esperienza immersiva del Made in Italy.
La costruzione dell’edizione 2026 di Vinitaly.USA è passata anche da una missione promozionale in Nord America che, dopo la tappa canadese di Vinitaly.USA Canada Preview, ha toccato New York e Miami. In Florida, al ristorante Macchialina, segnalato dalla Guida Michelin, Veronafiere ha incontrato altri 35 operatori tra distributori e buyer, affiancando alla promozione dell’evento una masterclass intitolata “Italy beyond usual suspects”, guidata da Jacqueline Pirolo, co-proprietaria e beverage director del locale, nonché Michelin Guide Florida Sommelier 2025, in collaborazione con Coldiretti. In degustazione, a Miami, erano presenti le etichette di Cantina dei Colli Ripani (Marche), Cantina delle Vigne di Piero Mancini (Sardegna), Accademia Olearia-Tenute Fois (Sardegna), Cantina VentiVenti (Emilia-Romagna), Azienda Di Sante (Puglia), Cantina San Pancrazio (Puglia) e Vendrame-Vignis del Doge (Friuli-Venezia Giulia). Un passaggio coerente con la strategia di Vinitaly.USA, che punta a presentarsi non solo come fiera, ma come piattaforma di incontro fra territori, Denominazioni, operatori e mercato.

