Milano, 8 giu. (askanews) – L’Associazione italiana sommelier (Ais) ha chiuso a Bari la “Convention nazionale” mettendo al centro due assi che considera decisivi per il futuro del vino italiano: la capacità di fare sistema lungo tutta la filiera e l’investimento sulle giovani generazioni. La tre giorni, ospitata dal 5 al 7 giugno tra The Nicolaus Hotel e un itinerario tra Bari e la Valle d’Itria, ha unito per la prima volta in un unico appuntamento gli “Stati generali” e la “Convention nazionale” dell’associazione.
Il confronto si è inserito in una fase che, secondo i dati Ismea richiamati durante i lavori, conferma il peso economico del comparto. Nel 2025 il vino italiano vale quasi 14 miliardi di euro di fatturato, pari al 10% dei ricavi dell’agroalimentare nazionale, con una filiera composta da 241mila imprese viticole, oltre 681mila ettari vitati e poco meno di 29mila aziende vinificatrici. L’Italia si conferma leader mondiale per produzione e export in volume, con circa 44,4 milioni di ettolitri prodotti e quasi 21 milioni esportati, ed è il secondo esportatore mondiale in valore con 7,8 miliardi di euro. A questo si aggiungono 523 riconoscimenti Dop e Igp, mentre le Indicazioni Geografiche rappresentano in media il 56% della produzione.
Su questo sfondo Ais ha impostato a Bari una riflessione sul rapporto tra mercato, formazione e territorio. Nella relazione programmatica, il presidente nazionale Sandro Camilli ha ribadito il ruolo dell’associazione come punto di raccordo tra filiera, istituzioni, scuole e comunità locali. “Per garantire la solidità del comparto occorre generare valore con un raccordo etico tra chi produce, governa, vive i luoghi e forma. L’AIS agisce qui. Attraverso la guida, i corsi e gli eventi diamo voce alle eccellenze e costruiamo una rete di ambasciatori; con le borse di studio per le scuole ne ribadiamo il valore educativo e sociale. Divulgare questa visione eleva la percezione del vino e ne promuove un consumo culturale, garanzia per il futuro del mercato. Questa – ha chiosato Camilli – è la cerniera di cui ha bisogno il Sistema Paese”.
La giornata inaugurale degli “Stati generali” ha visto il confronto tra i responsabili delle aree operative Ais sulle criticità e sulle opportunità del settore, con il contributo del professor Vincenzo Russo della Iulm dedicato ai nuovi comportamenti di consumo. Dai dati presentati è emersa l’idea di un vino che non attraversa una crisi di sistema, ma che cambia linguaggio, occasioni e contesti di consumo, imponendo una narrazione più contemporanea e accessibile.
La “Convention nazionale” del 6 giugno, moderata dal giornalista Rai Gianluca Semprini, ha invece sviluppato il tema del gioco di squadra e della necessità di rafforzare il dialogo tra competenze, filiera e territori. Nel centenario della nascita di Luigi Veronelli, il confronto ha richiamato anche la centralità della cultura del vino come patrimonio identitario e come leva di sviluppo per le comunità locali. Tra gli ospiti sono intervenuti Dominga Cotarella, amministratore delegato Famiglia Cotarella e presidente Terranostra e Campagna Amica, e l’ex ct della Nazionale Roberto Donadoni, chiamato a portare la propria esperienza sul valore del lavoro collettivo applicato alla crescita di lungo periodo.
Uno dei momenti centrali dell’appuntamento barese è stato la consegna di cinque borse di studio da 2.500 euro ciascuna nell’ambito della XVI “Giornata nazionale della cultura del vino e dell’olio”, nata nel 2011. I riconoscimenti sono andati, tra gli altri, all’I.I.S.S. “Basile-Caramia-Gigante” di Locorotondo (Bari), all’Ipsear “Santa Marta” di Pesaro e all’Itet “Enrico De Nicola” di San Giovanni La Punta (Catania), per progetti dedicati a vigne e uliveti urbani letti come strumenti di inclusione sociale, rigenerazione territoriale ed ecologica delle citta’. Il concorso ha coinvolto istituti agrari, per geometri, alberghieri e turistici in un lavoro centrato su sostenibilità, valorizzazione del patrimonio e rapporto tra scuola e territorio.
Accanto ai momenti di confronto, il programma ha incluso anche iniziative legate alla valorizzazione del territorio pugliese, con masterclass sui vitigni autoctoni, un itinerario tra i vicoli di Bari Vecchia, le degustazioni della XII edizione di “Bianca di Puglia” e, nella giornata conclusiva, un percorso in Valle d’Itria tra Alberobello e la Cantina Museo Albea. La chiusura di Bari conferma, nelle intenzioni dell’associazione, una linea di lavoro che tiene insieme formazione, promozione culturale e rapporto con i territori. Ais, fondata nel 1965, conta oggi circa 45mila soci, 146 delegazioni e oltre 2mila corsi organizzati ogni anno in Italia e all’estero.

